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Andrea Scanzi: “Pd, le primarie allegramente inutili”

(di – ilfattoquotidiano.it) – Il Pd può andare fiero di due aspetti. Il primo è che è l’unico a fare le primarie. Il secondo è che, per quanto scesi, i numeri degli iscritti che hanno votato la scontatissima nuova incoronazione di Renzi sono comunque molto più alti dei click con cui il M5S “decide” questo candidato o quel decreto. Quelle del Pd sono primarie discutibili, spesso pilotate, con regole assurde e non di rado inutili. Ma sono primarie: loro le fanno, gli altri al massimo le sognano. Da qui a celebrare la rinascita del Triplomentico Mannaro, però, ce ne passa.

1. Nelle sezioni in cui votavano fino a ieri in 100 o più iscritti, oggi votano in 10 o 20. Se la cantano e se la suonano. Renzi vince sulle macerie di un solipsismo politico senza precedenti.

2. “Sulle macerie di un solipsismo politico” è molto bella come immagine. Scusate, mi alzo un attimo e mi complimento con me stesso.

3. D’accordo, ho finito di complimentarmi. Continuiamo.

4. Sento e leggo: “Come fanno ancora a votare Renzi?”. Ve lo spiego io. Chi è iscritto al Pd, in nome del partito, farebbe di tutto. Leggerebbe perfino L’Unità di Staino, Rondolino e Romano (a proposito: complimenti per vendite, coerenza e salvataggio dei posti di lavoro). La leggerebbe e ci crederebbe pure. Renzi vince grazie a quei 50-60-70enni che ieri sognavano Berlinguer e oggi la Morani. E’ gente che non cambierà mai idea. Per loro votare “il partito” è come andare in Chiesa. E in Chiesa ci vai anche se il parroco ti fa schifo.

5. Appunto: magari il parroco gli fa schifo, ma è comunque il loro capo. Devono crederci. Devono votarlo. Ritengono Renzi il meno peggio, l’unico che può vincere (anche se dal 2014 le perde tutte) e l’unico argine al populismo bla bla bla. Renzi è ancora lì perché è un bugiardo (non doveva smettere?), perché ha un’informazione che lo tratta come un politico vero (addirittura bravo) e perché ha il voto di chi ieri serviva gnocco fritto e oggi idee fritte.

6. Se alle elezioni votassero solo gli under 30, Renzi arriverebbe come il Pescara in serie A. Un bel trionfo, per un rottamatore.

7. Renzi stravincerà le primarie perché è opposto a un rivale finto e a un ribelle scioltosi sul più bello. Non solo: gli oppositori veri si sono scissi. In questi casi, dalle mie parti, si direbbe: grazie al cazzo che vince (cit).

8. Orlando è un Renzi meno antipatico. Una stampella garbata del renzismo, infatti è appoggiato da politici come Napolitano o Finocchiaro. Orlando è un Jack Pisapia che non è uscito dal gruppo. Quanto a Emiliano, il suo è uno dei suicidi più plateali degli ultimi anni. Poteva essere il leader di Articolo 1, ma ha preferito implodere. Se poi resterà dentro il partito persino dopo la gogna, la delusione da lui generata raggiungerà il parossismo.

9. Anche “Orlando è un Jack Pisapia che non è uscito dal gruppo” è buona. Oggi sei in forma, old boy.

10. Renzi stravincerà le Primarie del 30 aprile perché non accadrà quello che i suoi temevano: trasformare le primarie in un nuovo referendum pro/contro di lui. Perché ciò accadesse, servirebbe che grillini e delusi di sinistra (spesso la stessa cosa) votassero in massa ai gazebo. Macché: non accadrà. Per due motivi. A) Il Pd è da loro percepito come una forza distante e irredimibile. B) Renzi, per i grillini, è l’avversario perfetto. Sta antipatico anche al poro schifoso: più c’è Renzi, più il M5S cresce. La vittoria di Renzi, ai 5 Stelle, fa benissimo. Chi glielo fa fare di pagare per votare chi, alle elezioni, li metterebbe molto più in difficoltà?

11. Renzi vincerà Primarie, elezioni del 2018, short track a Lillehammer 1994 (le vittorie di Renzi sono anche retroattive), Pallone d’Oro e fascia di capitano nella nuova Fiorentina. Lotti allenatore, Nardella in porta e Carrai fluidificante. Farinetti al Quirinale e Madia nuova Tina Anselmi. Agili, in scioltezza e fischiettando La vie en rose.

Considerazioni finali.  Quello che renziani e osservatori (spesso la stessa cosa) fingono di non vedere è che queste, più che Primarie, sono una mera conta interna. Un dirsi da soli, una volta di più, che Renzi è il mejo figo del bigoncio. Un illudersi di essere vincenti. Un trionfare senza avversari, rinchiusi nel proprio bunker e sordi a quel che accade davvero nel mondo. Renzi ha dilapidato in neanche tre anni un consenso abnorme, ma dentro “il partito” si illudono ancora che basti un po’ di candeggina per spacciare per nuovo un pullover (regalato da Marchionne) già infeltrito e con le tarme. Il 30 aprile non vincerà Renzi: vinceranno i 5 Stelle, vincerà il centrodestra. Vinceranno tutti tranne Renzi, più gonfio e bollito di una festa a Carrù. Ma loro niente: vanno avanti, dritti verso il disastro, come una locomotiva non più guidata da Guccini, ma al massimo da Baricco. Ecco quel che è diventato il Pd renziano: un partito malato di personalismo e autoreferenzialità, che prima si incorona da solo e poi si stupisce di come il mondo là fuori non sia come credevano. Complimenti. E condoglianze.

P.S. “Come una locomotiva non più guidata da Guccini ma al massimo da Baricco”: ve l’avevo detto che oggi sono in forma. L’esatto contrario del Pd.

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