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Di Marzo (La Base 2.0): “No al Biodigestore nell’area PIP di Ponte”

È notizia di qualche giorno fa, con interventi di diversi rappresentanti del territorio, che nell’area PIP del Comune di Ponte, ci sarebbe la possibilità di impiantare un biodigestore atto a lavorare la frazione umida della raccolta differenziata.’’ Si apre così la riflessione di Gabriele Di Marzo, segretario generale dell’Associazione Socio-Culturale ‘’La Base 2.0’’, nata qualche mese fa dall’aggregazione di giovani sanniti ed irpini, con il chiaro intento di promuovere iniziative atte alla valorizzazione del territorio regionale.

‘’Si parlerebbe, altresì, della capacità di raccogliere 100 tonnellate al giorno. Una cosa immensa, senza dubbio. C’è da riflettere, però, in maniera molto più ampia e costruttiva. L’intero territorio della Valle Telesina, in particolare modo quello nei pressi del Fiume Calore, è territorio produttivo estremamente importante. Qui infatti, soprattutto negli ultimi anni, stanno nascendo e sviluppandosi diverse aziende agricole. È logico pensare che tale processo dovrà essere sempre più incrementato nei prossimi anni, con l’ausilio di finanziamenti precisi che vadano nella direzione di riqualificazione delle aziende, anche quelle a conduzione familiare. Ma questa è ovviamente una politica che guarda al futuro. Non dimentichiamo un ulteriore aspetto importante : si sta costruendo tutto un percorso di valorizzazione che possa condurre una fetta di vigneti della Valle Telesina al riconoscimento di patrimonio Unesco. Ciò sarebbe una cosa di rilievo per il nostro territorio, con la possibilità di guardare alle sfide che ci attendo nel futuro prossimo con un pizzico di speranza. Leggere notizie come quella del biodigestore, lascia riflettere. Non sarebbe certamente il primo caso, ma senza dubbio, con un minimo di buonsenso, un digestore con tali potenzialità, in un territorio con vocazione completamente diversa, mi sembra una vera e propria cattedrale nel deserto. La nostra associazione, nata qualche mese fa con l’intenzione di lavorare anche alla promozione del nostro territorio, in sinergia con gli enti istituzionali Provinciali e Regionali, si è sentita in dovere di entrare in questo dibattito. La Piana di Ponte rappresenta un importante fulcro per l’economia dell’intero comprensorio. Basti pensare che negli insediamenti produttivi di questa zona, lavorano decine di persone provenienti anche dai paesi limitrofi. Ma più di tutte, risultano essere di primaria importanza le realtà legate all’agroalimentare di prodotti territoriali: parliamo di una completa filiera, ovvero produzione, trasformazione e vendita. Illogica sembra essere quindi, in una zona che ha la sua chiara e precisa vocazione agricola, là possibilità di impiantare un digestore di quella portata. La scelta da fare e’ chiara: si sceglie il territorio e la sua salvaguardia, o altro? Noi, come associazione che bada allo sviluppo territoriale, ma soprattutto come giovani, non abbiamo dubbio e scegliamo il territorio e le sue enormi potenzialità.’’

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