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Così Fedeli riempie il ministero dell’Istruzione con consulenti Pd

Amici Fedeli al partito al ministero dell’Istruzione. Abbondano i consulenti dem tra mariti, renziani e “marziani”

(di Stefano Iannaccone e Carmine Gazzanni – lanotiziagiornale.it) – Era ora, verrebbe da dire. Perché dal 12 dicembre scorso, giorno dell’insediamento del Governo targato Paolo Gentiloni, mancava solo la ministra Valeria Fedeli a comunicare la lista dei suoi collaboratori più stretti. La battuta è quasi scontata: l’Istruzione non può dare “lezioni” in fatto di trasparenza, ma tant’è. Alla fine però, dopo quasi quattro mesi di attesa, il fatidico elenco è arrivato. Un elenco che, visti i nomi, non può passare in sordina. Perché, tra renziani e “mariniani”, quel che pare è proprio che al Miur siano entrati una serie di consulenti con gli incarichi più variegati ma accomunati dalla vicinanza al Pd. Tra le ben 17 consulenze affidate dalla ministra, ad esempio, spicca Andrea Giorgio che, per 60mila euro annui, si occuperà di redigere dossier ad uso e consumo della Fedeli. Ecco, Giorgio è un giovane del Pd rampante, corregionale di Renzi, tanto da essere stato segretario dei Giovani Democratici Toscana, prima di andare a lavorare con la Fedeli a Palazzo Madama e poi al Miur, appunto. Ma, come detto, non è l’unico nome vicino ai dem. Tra i tanti, ad esempio, troviamo Marco Campione, uomo del Pd Lombardia, in passato già assistente al Miur dei sottosegretari dem Roberto Reggi prima e Davide Faraone poi. Come se non bastasse, Faraone ha lasciato al ministero non solo Campione, ma anche un’altra sua ex assistente, come Giuseppina Avola, giornalista che non a caso sarà di supporto all’ufficio stampa.

Tra moglie e marito – Un’altra fedelissima della ministra Fedeli è Alessia Milan, che per inciso è anche compagna di vita di Luca Di Bartolomei, ex responsabile Sport del Pd, che si è ritagliato un po’ di notorietà quando ha detto di volere un referendum sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi. Al di là dei legami sentimentali nell’ambito dem, Milan, di formazione giornalista, gravita dal giugno 2006 intorno al centrosinistra, quando è entrata nella segreteria della presidente del Gruppo L’Ulivo. Dal novembre 2007 spicca il volo verso Largo del Nazareno, occupando vari ruoli nel Pd: dall’organizzazione degli eventi politici agli uffici di coordinamento della Comunicazione politica fino al ruolo di responsabile Pianificazione Media. Nel 2013 c’è il ritorno nei Palazzi istituzionali come assistente politica di Fedeli, eletta vicepresidente al Senato. Da qui il passaggio è breve con la promozione al ministero dell’Istruzione con la formazione del Governo Gentiloni.

Ex “marziani” – C’è, poi, la forte passione per gli uomini di Ignazio Marino, confermata dal ruolo di Capo segreteria e supporto nelle strategie di comunicazione assegnato a Paolo Guarino. Lo spin doctor dell’ex sindaco di Roma, ideologo dello slogan “Daje” per il chirurgo che non è romano, non è caduto in disgrazia con la rimozione di Ignazio. È rimasto al Campidoglio anche nell’era del commissario Francesco Paolo Tronca, ritrovando poi casa grazie alla Fedeli. Finita qui? Certo che no. A occuparsi dei social sarà Francesco D’Agosta, in passato social media marketing proprio nella campagna elettorale che portò il “marziano” al Comune di Roma. Spazio, poi, anche per Anna Nicolao, nel 2015 membro dello staff della segreteria particolare in Campidoglio, prima di “emigrare” alla Fondazione Musica per Roma, creatura – come si sa – di un “mostro sacro” del Pd romano, come Goffredo Bettini.

Centristi e popolari – Ovviamente la stessa “musica” è stata seguita anche dai sottosegretari Gabriele Toccafondi e Angela D’Onghia, entrambi centristi. Ecco, tra i loro assistenti ritroviamo un ex consigliere comunale Pdl (Alberto Tirelli) e un ex candidato alle regionali in Puglia come Rocco Liuzzi. Candidato, manco a dirlo, con i Popolari.

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1 thought on “Così Fedeli riempie il ministero dell’Istruzione con consulenti Pd”

  1. Non c’è da meravigliarsi del comportamento della Ministra, il PD, è decisamente il prolungamento della (seconda DC ), quella che caratterizza l’Italia clericale, e che purtroppo, ci fa essere quelli che siamo. Raccomandazioni, clientelismo, nepotismo, burocrazia corrotta ed incapace. Perchè scandalizzarsi, è la normalità Italiana, non è forse vero, che si trova più facilmente lavoro, tramite un campo di calcetto, che inviando un curriculum?.

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