Cronaca/Interno/Roma

Roma: il teatro-danza di Matroos al Teatro Studio Uno con “Anamoni”

ANAMONI

– SPETTACOLO DI TEATRODANZA –

Produzione Matroos

Ideazione Regia Coreografia LISA ROSAMILIA

Progetto e realizzazione scenografica Lisa Rosamilia

Musica originale composta e diretta da MICHELE SGANGA

Pianoforte: Michele Sganga

Violino: Lia Tiso

Riprese audio e sonorizzazioni: Matteo de Rossi
Postproduzione musica: Studio Sonicview Roma

Luci: Marco Bilanzone

Visual: Daniele Casolino

Dal 20 al 30 aprile 2017

Teatro Studio uno via Carlo della Rocca, 6  Roma

 

 

Presentato in anteprima al Doit Festival 2017, debutta al Teatro Studio Uno dal 20 al 30 aprile il nuovo lavoro della compagna Matroos che porta in scena grazie alla danzatrice, coreografa e regista Lisa Rosamilia, “Anamoni” suggestivo, visionario ed emozionante spettacolo di teatro danza ispirato al mito di Penelope rielaborato nella contemporaneità.

Lo sguardo di Anamoni si dilata nell’acqua. Vive connessa a una muraglia galleggiante di porte e finestre, che è casa e scialuppa. E da quel veliero fatiscente osserva il mare e attende. Fluttua l’assenza, la perdita, si disperdono e inabissano visioni, Anamoni  tesse la tela dell’attesa. Compone il suo quadro di corde e reti che legano telai di vecchie finestre, la sua fragile imbarcazione, un suggestivo mosaico dove risiede, lavora. Unico rifugio nel mare della sospensione a cui la costringe l’attesa. Attesa di un ritorno e qualcosa che nasca da quelle acque, o attesa di una partenza, di un vento che la spinga lontano da quel luogo sospeso. Tessere e disfare si trasformano in una danza ritmica, temporale, alternata a momenti di stasi fra trame e spazi di tessuto. La musica risuona attraverso i passaggi di fili sulla tela, come se fosse essa stessa a produrli. Anamoni osserva, sta, ripete, tesse tele reali e metaforiche, fila nell’attesa trame e orditi, in un’architettura che imbrogli il tempo, un non luogo dove niente è ancora accaduto e tutto deve ancora succedere, un apparente tempo immobile, che in realtà si consuma in attesa di un divenire.

 

Note di Regia

Spettacolo di TeatroDanza dove oggetto scenografico, composizione coreografica e musica si intrecciano comunicando tra loro. Lo spettacolo prende spunto dalla figura di Penelope omerica rielaborando il personaggio classico nella rappresentazione di un’attesa instabile e mobile, spesso fine a se stessa. Anamoni è una Penelope contemporanea, non c’è realmente nessun uomo da aspettare, né Proci da ingannare, ma solo uno spazio da riempire sempre in bilico con il vuoto e una tessitura che non è inganno del tempo, ma inseguimento e fuga, costruzione e creazione.

La Scenografia e la Danza. La dimensione di Anamoni è una memoria sonora, visionaria e materica. La memoria contenuta nell’oggetto di una vecchia finestra che ha visto, riflesso, atteso, è idea, collegamento e ispirazione alla natura del personaggio e del racconto di Anamoni. L’elaborazione dello spettacolo ha inizio nella ricerca e recupero di vecchi infissi, reti da pesca e materiali in disuso che vengono ricontestualizzati attraverso il lavoro di costruzione della scenografia. La composizione della coreografia nasce ed è strettamente collegata al momento dell’assemblaggio scenografico. Una tela-telaio costruita in sezioni, tessere, stanze, scultura vivente e mezzo necessario al suggerimento danzato. Quadro in cui è simbolicamente racchiusa l’essenza del personaggio stesso, che coniuga passato e presente, accordando la memoria ad una progettualità temporale. La tela, intesa come uno specchio del sé, attraverso giochi di tessuti, video proiezioni, luci e ombre, rimanda all’immaginazione, al disvelamento dell’invisibile, ad una sorta di rovesciamento della realtà. La narrazione si compone attraverso vuoti e pieni, stasi e movimenti di fili che vengono intrecciati, dove il continuo fare e disfare è movimento circolare in cui ogni cosa è eternamente attesa, sperata e rimandata.

La Musica. Originale e composta appositamente per lo spettacolo, alterna momenti di composizione per pianoforte e violino, a sonorizzazioni realizzate dalla stimolazione sonora della scenografia. Dall’osservazione delle tensioni delle corde e dei tessuti sulla tela, e dagli effetti di reazione al movimento del corpo in essi, nasce la musica, che risuona dalla tela come se si trasformasse in un’arpa, un organo, un tamburo, un violino. La descrizione musicale del racconto è realizzata anche attraverso l’utilizzo di sonorizzazioni di elementi naturali legati alla dimensione del personaggio, come onde del mare, cigolii del legno del telaio o di barche, strofinii di fili, il fruscio della sabbia, manipolazioni sensibili delle sonorità delle forme e dell’ambiente.

 

“Anamoni” dal 20 al 30 aprile 2017 | Sala Specchi

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).

Ingr. 10 euro. Tessera associativa gratuita

Ven – Sab. ore 21.00 Dom ore 18.00

PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219- 3298027943

www.teatrostudiouno.com – info.teatrostudiouno@gmail.com

 

Ufficio Stampa: Eleonora Turco press.teatrostudiouno@gmail.com

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