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“Fate presto”: di Marco Travaglio

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Da quando siamo diventati renziani per difendere il povero Matteo dai voltagabbana del servo encomio passati al codardo oltraggio, ci ha subito colti la sindrome di Ennio Flaiano: “A volte mi vengono pensieri che non condivido”. Fra questi, uno in particolare: ma il presidente anestesista Sergio Mattarella è proprio sicuro che l’interesse del Paese sia quello di procrastinare l’agonia della legislatura fino alla scadenza naturale, cioè per un altro anno, affidandone la manutenzione al premier anestesista Paolo Gentiloni? Quel che è accaduto l’altro giorno, con l’elezione di un tal Torrisi (alfaniano) a presidente della commissione Affari costituzionali del Senato al posto di un tal Pagliari (renziano), è indicativo – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 8 aprile 2017, dal titolo “Fate presto”. Non perché sia accaduto qualcosa: infatti non è accaduto niente (non sta scritto da nessuna parte che i presidenti di commissione li scelga Renzi, cioè null’altro che un privato cittadino iscritto al Pd, né che debbano essere espressione della maggioranza; e in ogni caso tal Torrisi lo era; e comunque è stato eletto dalla maggioranza della commissione). Ma perché ormai basta un niente per mettere in pericolo il governo, cioè la tanto sbandierata “stabilità” , che poi non esiste manco quella: è rigor mortis. Figuriamoci che accadrebbe se nei prossimi mesi, al posto del nulla, succedesse qualcosa, un incidente qualsiasi: precipiteremmo alla fine anticipata della legislatura senza esservi preparati, con tutte le conseguenze sui famosi “mercati” che la scambierebbero per una catastrofe, mentre sarebbe un evento fisiologico e, a questo punto, anche auspicabile.

Tanto vale pilotare il suicidio assistito della legislatura in coma irreversibile, preparando i congiunti all’epilogo, prenotando le pompe funebri per una degna sepoltura e staccando finalmente la spina. Cioè sciogliendo le Camere e fissando la data delle elezioni, possibilmente prima di metà settembre quando lorsignori arrafferanno il vitalizio. Sappiamo bene che la parola “elezioni” suscita il terrore e semina il panico in tutti i palazzi dell’establishment italo-europeo, specie da quando gli elettori han preso a disattendere gli auspici del potere. Siccome i 5Stelle sono in testa ai sondaggi e non fanno che crescere mentre gli altri calano, il Sistema s’illude che il rimedio sia rinviare il voto sine die sperando che “succeda qualcosa” o che qualcuno trovi finalmente la pietra filosofale: una legge elettorale che faccia perdere chi arriva primo e vincere il secondo o il terzo. Consiglio da amici: levatevelo dalla testa. E fatevene una ragione: che sia tra qualche mese o fra un anno, votare si deve per forza.

E il fattore tempo non gioca a favore dell’establishment, anzi. Gli scandali giudiziari sui 5Stelle li han danneggiati per qualche settimana, poi si è scoperto che non erano ruberie e sono passati come l’acqua sul vetro, al contrario di quelli degli altri, sempre noiosamente implicati in storiacce di soldi, appalti, favori e familismi. Anche la polemica, peraltro sacrosanta, sul dilettantismo e l’incapacità della classe dirigente pentastellata non sposta voti, visto come ci hanno ridotti i politici professionisti e capaci. Il discredito dei partiti è talmente alto che nemmeno l’eventuale scoperta che Grillo rapina le banche o che Casaleggio legge Moccia invertirebbe la tendenza. Siccome però in Italia non si tocca mai il fondo, perché poi si scava, un altro anno di agonia non può che sputtanare vieppiù una classe politica già abbastanza sputtanata. Più cresce la paura per la vittoria dei barbari, più gli altri si stringono in ammucchiate contro-natura e contro-decenza che mettono in fuga i rispettivi, eventuali elettori. Avete presente il listone Pd-Ap (ultimo travestimento di Alfano) in Sicilia, con Totò Cuffaro in cabina di regia, e i voti di scambio Pd-FI per salvare Lotti&Minzo dalla decadenza? Ecco: sono solo gli antipasti. Seguiranno i primi, i secondi, i dessert e la frutta. Renzi, per non perdere altri voti, allargherà il fossato fra Pd e governo, che già fa poco, bloccandogli i provvedimenti necessari, cioè impopolari.

Intanto molti politici, sentendo prossima la fine e con essa la terrificante prospettiva di doversi cercare un lavoro, saranno istintivamente portati ad arraffare tutto quel che possono, finché sono in tempo. Il sottosegretario Rossi che va al derby con l’autoblu è solo una delle tante vittime della nostalgia preventiva dei privilegi di casta che stanno per sfumare. Pensiamo poi a quanto ci costa un anno intero di campagna elettorale, con i barbari in fuga e i partiti disperati all’ins eguimento: tutte le lobby, le clientele, le mafie che portano soldi e voti presenteranno il conto e andranno all’incasso prima delle urne, perché dopo potrebbe essere tardi: dunque andranno soddisfatte con appalti truccati, fondi a pioggia, nomine pilotate, assunzioni, favori e regalini in cambio di pacchetti di voti, tangenti, finanziamenti illeciti o leciti (tanto non fa più differenza: si gira la stecca alla “fondazione” di tizio e caio, ed è tutto coperto dalla privacy). Le leggi-marchetta e le gare truccate, già oltre i livelli di guardia, si moltiplicheranno a livello comunale, regionale, parlamentare e governativo. Rai, Mediaset e giornaloni, come se già non facessero abbastanza, saranno precettati per un surplus di censure, servilismi e macchine del fango contro i nemici del regime. E la rara stampa libera che ancora denuncia gli scandali di tutti verrà silenziata con norme liberticide, tipo i bavagli alle intercettazioni, magari anche agli avvisi di garanzia e alle fake news (ultimo rifugio dei mascalzoni che, mentre denunciano quelle altrui, le usano a man bassa contro chi non piace a loro). Lorsignori si decidano: o ci mandano a votare presto, o aboliscono le elezioni.

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi.

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One thought on ““Fate presto”: di Marco Travaglio

  1. Carissimo dott. Marco Travaglio, io, lei e fortunatamente tantissimi altri siamo cittadini qualsiasi. Coloro che malgrado tutto seguono il Bischero Fiorentino & C, non sono cittadini qualsiasi sono ben etichettabili come giustamente lei definisce quelle categorie che necessariamente andranno alimentate.

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