Campania/Cronaca/Interno

Grazzanise (CE): si è spento il maestro Giannino Petrillo, uno degli ultimi latinisti

La comunità scolastica in lutto per la scomparsa di un autentico educatore

GRAZZANISE: GIANNINO PETRILLO, IL MAESTRO, IL LATINISTA, L’ATTORE, NON E’ PIU’

Ad un anno dalla sua struggente orazione funebre per il fratello Raffaele 

 

GRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – In lutto la comunità scolastica locale per la scomparsa di un autentico educatore, il maestro elementare Giannino Petrillo, spentosi nel primo pomeriggio di ieri, 28 aprile, a 63 anni, lasciando alle giovani generazioni del paese una grande lezione di pensiero e di vita. La conferma si è presto avuta, oggi, con la folta partecipazione al corteo funebre e durante il rito religioso presieduto nella “chiesa madre” da Don Raffaele D’Agosto per l’ammirevole invito ricevuto dal giovane parroco Don Giovanni Corcione che umilmente s’è riservato le funzioni di concelebrante. Un ensemble di valenti musicisti e cantori, egregiamente diretti dal M° Angelo Cepparulo, ha reso ancor più solenne la liturgia alla quale hanno preso parte, visibilmente commossi, gli alunni di Petrillo frequentanti le classi quarte di scuola primaria del plesso “Don Milani”, tanti colleghi dell’istituto comprensivo di Grazzanise, il sindaco Vito Gravante, vari amministratori comunali e moltissimi amici, tutti stretti intorno alla moglie Teresa, ai figli Raffaella e Salvatore, ai fratelli Pasquale e Aldo e agli altri familiari affranti. Al termine della concelebrazione eucaristica al maestro Petrillo hanno voluto rivolgere l’estremo e riconoscente saluto la dirigente scolastica Roberta Di Iorio, l’insegnante Mara Papa e la nipote Antonella Raimondo: concordi le manifestazioni di profondo affetto e di sincera stima per l’uomo e per il professionista. Ma il rimpianto s’è sciolto perfino in pianto quando al microfono si sono accostate tre alunne che al loro amatissimo maestro hanno dedicato ricordi pensieri colmi di nostalgica gratitudine. Toccante, ad un certo punto, la dichiarazione di sconfinato amore della seconda fanciulla: “Caro maestro, ti abbiamo voluto bene – ha detto – ti vogliamo bene e ti vorremo bene sempre”. Parole e lacrime consacrate dalla dorata innocenza dell’età.

Il maestro Giannino Petrillo soffriva da oltre un anno e ha saputo soffrire con la stessa generosa forza con cui ha saputo insegnare ed affrontare le asprezze dell’esistenza. Aprile, il mese della piena primavera, è stato implacabile con lui, come lo fu nel 2016 col fratello maggiore Raffaele al quale egli volle dedicare una struggente orazione funebre nella stessa chiesa che oggi ha accolto le sue spoglie mortali. Certamente rimarrà vivo, e non solo in ambito scolastico, il ricordo della grande testimonianza culturale e sociale di un latinista che, peraltro, coltivò l’amore per la poesia e per il teatro.

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