Cronaca/Editoriali/Interno/Politica

Le “perle” di Marco Travaglio

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano)

Lavoratoriiiii!
“Primarie Pd, sfida sul lavoro” (l’Unità, 27.4). Renzi non ne ha mai avuto uno.

Valérie Micron.
“Macron mi somiglia, fossi lì non avrei dubbi per chi votare al ballottaggio. In fondo la mia scelta, nel 2007, di appartenere ad un’innovazione del centrosinistra in Italia può anche essere vista in positivo rispetto a quello che sta accadendo in Francia” (Valeria Fedeli, Pd, ministro della Pubblica istruzione, 24.4). Falso laureato pure lui?

Silviò Macaron.
“Non sappiamo se Macron sarà come Berlusconi, cioè talmente sicuro di sé da non aver paura di unire” (Alessandro Sallusti, il Giornale, 25.4). Gli levi 20 centimetri di statura, gli aggiungi 41 anni di età e 3 anni di galera, poi è uguale.

Libertà provvisoria.
“Se togliessimo la figura di Silvio Berlusconi dagli ultimi trent’anni di storia, avremmo un’Italia incommensurabilmente meno libera. Meno libera di scegliere, di intraprendere, di pensare con la propria testa senza chiedere la testa altrui. A mio parere questa è la sua più grande rivoluzione” (Marina Berlusconi, presidente Mondadori, 27.4). Per ulteriori informazioni, rivolgersi a Montanelli, Biagi, Santoro e Luttazzi.

Il Bisunto del Signore.
“Ringrazio chi ha votato a favore, anche se per ragioni diverse. C’è chi lo ha fatto come il M5S per rispetto, dicono, della legalità sempre in un senso senza tenere conto dei casi specifici. Un comportamento, restando al processo di Cristo, che ricorda quello di Pilato” (Augusto Minzolini, senatore FI condannato per peculato e interdetto dai pubblici uffici, prima del voto sulle sue dimissioni, 20.4). In effetti, pare che l’Ultima Cena sia stata pagata con la carta di credito della Rai.

Colpa di Virginia.
“La Raggi alleva topi ed è la cosa che le riesce meglio”, “La Raggi a Roma alleva le pantegane” (Libero, 25.4). “Dopo cinghiali e topi, invasione di vipere: Roma è una giungla” (Libero, 26.4). E non avete ancora visto i centauri e gli ippogrifi.

Neorealismo.
“Ladro di biciclette muore in carcere a 80 anni” (dai giornali del 24.4). Se rubava aerei, a quest’ora era un manager.

Mattei.
“Matteo Orfini contestato sulla tomba di Antonio Gramsci” (Il Messaggero, 28.4). Sta sulle palle anche ai morti.

Non solo Consip.
“Fuori le carte. Su Portella della Ginestra” (apertura prima pagina dell’Unità, 28.4). Prossimamente sull’Unità: “Via il segreto di Stato sulla battaglia di Austerlitz”, “Basta depistaggi su Annibale a Canne”, “Tutta la verità sulle Idi di Marzo”.

La svolta.
“Renzi con Minniti a Corviale, dove Raggi prese il 70%. E oggi scende in campo Gentiloni” (la Repubblica-Roma, 28.4). Ce lo portano i barellieri direttamente nel sonno.

Romeo e Giulietta.
“Io candidata a Verona? Tosi mi ha scelta per la competenza. E non perchè sono la sua fidanzata” (Patrizia Bisinella, la Repubblica, 23.4). Ma nonostante.

La minaccia/1.
“L’impegno del Pd è stare accanto a una grande azienda italiana come Alitalia. Non lasceremo sole le famiglie” (Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, Corriere della sera, 27.4). Noi, al posto delle famiglie, cominceremmo seriamente a preoccuparci.

La minaccia/2.
“Ha perfettamente ragione Matteo Renzi quando dice che la situazione a Roma è imbarazzante e dopo le primarie occorre elaborare un progetto per Roma degno della sua storia e della sua importanza… Mi impegnerò in prima persona” (Marianna Madia, Pd, ministra della PA, la Repubblica-Roma, 28.4). Appena trova qualcosa da copiare, ci farà sapere.

Brrr che paura.
“Ho il diritto di odiare i terroristi islamici che ci vogliono morti” (F.F., Libero, 27.4). Terrore in tutto il Daesh: il califfo Al Baghdadi sospende tutti gli appuntamenti.

Un pesce di nome Zanda.
“L’alleanza con Pisapia è naturale. Con Bersani & Co. imbarazzante” (Luigi Zanda, capogruppo Pd al senato, la Repubblica, 29.4). Per Bersani & Co.

Carnevale di Viareggio.
“Alitalia, ora Renzi vuole Moretti commissario” (la Repubblica, 29.4). Terrore nei cieli di Viareggio.

Modello Giuditta.
“La svolta di Pisapia: no al modello Mélenchon, sinistra ragionevole” (La Stampa, 29.4). Quella che non prende un voto.

Il titolo della settimana.
“Caro Grillo, ma la tua è una faccia intelligente?” (Luigi Mascheroni, il Giornale, 29.4). Ora siamo curiosissimi di vedere la faccia di Luigi Mascheroni.

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