Cronaca/Interno/Politica

Renzi uomo solo al comando parte all’attacco del governo

ELEZIONI PIÙ VICINE. IL SEGRETARIO CONTROLLERÀ QUASI TOTALMENTE L’ASSEMBLEA NAZIONALE. ORA LA PARTITA DELLA LEGGE ELETTORALE E IL PRIMO CONFLITTO: SARÀ SU ALITALIA

(di Wanda Marra – il fatto quotidiano) – Alle 22 e 30 salgono tutti sul palco del Nazareno. E poco prima delle 23 arriva Matteo Renzi. Abito e cravatta: vestito da premier. Allestito, sulla terrazza del Pd, con lo sfondo di Roma, e con le bandiere del partito, ma anche quelle dell’Italia e dell’Europa, la terrazza del Nazareno è lo scenario solenne che Renzi ha voluto per il suo ritorno. Un biglietto da visita: questo Renzi “reloaded” ha tutte le intenzioni di comportarsi di nuovo da padrone. In Italia e in Europa, ma anche in Italia utilizzando l’Europa (ultimo annuncio, l’assalto al Fiscal compact). All’orizzonte, adesso, elezioni il prima possibile per tornare a Palazzo Chigi, probabilmente con le larghe intese con Berlusconi. Tanto è vero che ieri tutti i big, da Dario Franceschini in poi, parlano di nessuna coalizione con gli scissionisti.

SEGNALI CHIARI

Palco in grande stile al Nazareno e zainetto coi “gufi”: lo stile è quello pre-referendum.
La vittoria di ieri è più larga delle previsioni dell’inizio della campagna congressuale. Alla fine l’affluenza è intorno ai 2 milioni e l’ex segretario torna segretario con circa il 70% dei voti. Non è il risultato del 2013, ma è quanto gli basta. Anche perché c’è stata una battaglia all’ultimo sangue per la composizione delle liste dell’Assemblea: l’ex premier ha cercato di imporre un numero di fedelissimi sufficienti ad avere il controllo del partito, anche senza gli alleati della mozione. Il tentativo era tarato su un risultato del 60%. Per capire gli equilibri finali bisognerà aspettare qualche giorno, l’ex premier ha di nuovo il controllo del Pd. Persino gli alleati come Franceschini e Maurizio Martina potrebbero uscire con poco potere di condizionamento.

I segnali che l’ex premier ha intenzione di ricominciare a giocare un ruolo centrale si vedono già dalla mattina. Si presenta al seggio con Agnese, entrambi in giacca di pelle. Con loro la figlia Ester. “La scheda vuoi inserirla tu”?, dice il padre. E lei: “No, il voto è il tuo, mica il mio”. Sono circa le 19 e 30 quando Renzi posta una foto su Instagram: zainetto con i gufi. Pare il pre-referendum. Di gufi erano mesi che non si sentiva parlare. Sembra quasi che Renzi voglia rimuovere quel 60% contro di lui. Poi, su Facebook: “Prima di tutto devo dirvi grazie. In molti pensano che quelli che fanno politica siano robot. Siamo umani anche noi”. Cita Ligabue: “Faremo in tempo ad avere un futuro che fosse molto più grande di me: magari ne merito un altro di nuovo”. Come dire, la prima volta è andata così e così, adesso Renzi vuole la seconda. Cita “comunità”, “umiltà”, “responsabilità”: ci tiene a far passare l’idea che è cambiato. Per la prima volta, parla di Pd. La road map: legge elettorale, Alitalia e composizione della segreteria. Il sostegno a Gentiloni ufficialmente c’è. La volontà di votare in autunno pure. Sulla legge elettorale sarà l’ex premier a dettare legge: punta a una rapida soluzione, con un’armonizzazione dei due sistemi usciti dalla Corte, al limite per decreto. Mattarella non è d’accordo, mezzo Pd neanche. Si vedrà.

Sulla questione Alitalia, ha già annunciato una proposta entro 15 giorni: punta a una soluzione sul modello Meridiana, ovvero mutuare lo schema della partnership tra Alitalia ed Etihad: trovare un ricco investitore pronto ad acquisire il 49% della compagnia. Proprio su Alitalia, Renzi misurerà la sua forza. Se tutto va secondo la strategia dell’ex premier, ci sarà un continuo logorio, fino all’incidente finale. Gentiloni, in chiusura di campagna ha dato il suo endorsement a Renzi e ieri si è rapidamente congratulato. “Ci aspettiamo molto da lui e da loro, al governo va il nostro sostegno”. Quell’aspettativa sa tanto di “Paolo stai sereno”.

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