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“Gli evasi da notte”: di Marco Travaglio

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Abbiate pietà di noi, mandateci a votare. Un altro anno così non lo reggiamo. Questi, per comprare voti a buon mercato, sono capaci di tutto. Anche di regalare Alitalia a babbo Tiziano e Carlo Russo. Anche di far votare alle primarie, oltre ai migranti, pure i neonati appena vaccinati contro il morbillo. Anche di accusare la Raggi del sacco di Roma del 1527 per mano dei lanzichenecchi, noti progenitori delle orde grilline. Persino un normale servizio di Report sulla non-farmacovigilanza e sulle reazioni avverse a un vaccino diventa un caso politico, perché – come ha raccomandato Renzi ai suoi mentre gl’infermieri lo portavano via – “i vaccini devono diventare la Consip dei 5Stelle” (Tiziano e Russo sono vaccinati contro il virus dei pm). Come se potesse esistere il partito dei vaccini contro il partito dei virus. Del resto è appena nato il partito di Zuccaro contro il partito dei migranti e delle Ong, quindi vale tutto. L’ultimo derby pre-elettorale, fresco di giornata, è quello tra il partito degli sparatori e il partito dei rapinatori. Una delizia – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 5 maggio 2017, dal titolo “Gli evasi da notte”.

Mentre ancora aspettiamo (da una dozzina d’anni appena) la riforma della prescrizione per evitare che i rapinatori la facciano franca, il Parlamento è mobilitato per approvare a tappe forzate una legge molto più utile e anche più spiritosa, infatti è opera di quei gran geni del Pd e degli alfanidi, con la partecipazione straordinaria del sottosegretario Gennaro Migliore, giureconsulto di Casoria: se uno viene rapinato – o così almeno crede – e spara al ladro (o presunto tale: se è buio, non si vede un cazzo), il giudice dovrà tener conto del suo “grave turbamento psichico” e possibilmente assolverlo da ll ’accusa di omicidio o di tentato omicidio. Ma questo vale solo di notte: di giorno, tutto come prima. Gli astuti riformatori devono aver visto il film Un turco napoletano, dove Totò segnala la piaga degli “evasi da notte” che, appena fuori, tornano in attività (infatti evade di giorno, “per la reputazione”). Le conseguenze giudiziarie della simpatica trovata elettorale sono nulle: già oggi – con la legge Berlusconi-Castelli del 2006 – chi spara per difendere la propria vita o beni proporzionati, in casa o in negozio o in strada o in treno o in metro, di notte e di giorno, prima e dopo i pasti, esercita la legittima difesa e va assolto. Si dirà: ma prima lo indagano e lo processano. Vero: ma continueranno a indagarlo e processarlo anche con la nuova legge, anche se potrà ottenere il rimborso delle spese legali. Quindi è inutile? No, è pure dannosa.

Se aumentano le probabilità che il rapinando sia armato con licenza di uccidere, il rapinatore si armerà ancor di più ed, essendo un professionista, avrà la meglio. Oppure intensificherà le attività diurne. Restano poi alcune difficoltà applicative: quando inizia esattamente la notte? Da che ora a che ora scatta il “grave turbamento psichico” per chi spara? Come ci regoliamo con l’ora legale? E cambia qualcosa se l’abitazione, di notte, è illuminata a giorno perché il rapinato accende la luce? E se nelle rapine diurne la vittima è miope o ha perso gli occhiali, potrà accampare lo stesso turbamento valevole per quelle notturne? Se poi, complice il buio, un tizio spara al figlio che rientra tardi dalla discoteca o alla moglie che rincasa dal burraco con le amiche, il ragazzo o la donna potranno rispondere al fuoco in base al grave turbamento psichico prodotto dalla vista del capofamiglia travestito da Charles Bronson, o meglio di no? Si spera almeno che la decorrenza notturna si esaurisca un po’ prestino, altrimenti anche quelle dei lattai, dei portalettere e delle colf diventerebbero categorie a rischio. Un’ulteriore complicazione scaturisce da un emendamento last minute preteso dagli alfaniani: il grave turbamento psichico vale per le minacce non solo “alla vita e all’integrità fisica”, ma anche alla “libertà personale e sessuale” della vittima. Ecco: precisamente, quando si può affermare che il rapinatore minacci la libertà sessuale? È sufficiente che irrompa in casa imbottito di Viagra, Cialis e simili, o che rovisti nei cassetti con la lingua di fuori, oppure deve esplicitare meglio le sue intenzioni esibendo un preservativo, o inserendo nel lettore dvd un film porno, o innestando sul revolver un vibratore al posto del silenziatore?

Indro Montanelli raccontava che, ai tempi del terrorismo, alcuni amici lo convinsero a prendere il porto d’armi: per fortuna, quando le Br lo gambizzarono, non fece in tempo a estrarre la pistola. Altrimenti, anziché alle gambe, i terroristi avrebbero mirato al cuore o al capo: “Ma se anche fossi stato più svelto di loro, mi sarei sparato nei coglioni, che invece mi furono gentilmente risparmiati dai brigatisti”. Ma ora bisogna inseguire la Lega nella sua campagna da poliziottesco anni 70 e dunque ecco il Pd riuscire nell’impresa di peggiorare una legge di B. Senza per questo placare la furia di Salvini, che già chiede licenza di uccidere anche di giorno. La geniale riforma finirà come la sua progenitrice: quella sull’omicidio stradale. Che era già punito come omicidio colposo, ma Renzi, per raccattare qualche voto, aumentò le pene e sortì l’effetto opposto a quello annunciato: gli incidenti non sono calati, anzi sono aumentati i feriti e soprattutto le omissioni di soccorso nei casi gravissimi o mortali (+20%), perché chi rischia pene esorbitanti ha tutto l’interesse a fuggire. Idem per lo stupro, portato a pene così spropositate e simili all’omicidio che ora allo stupratore conviene ammazzare la ragazza. Quindi, per favore, fateci votare. O fate una legge che proibisca severamente di fare leggi nell’ultimo anno di legislatura. Pietà.

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi.

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