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Da due anni un masso blocca la strada e nessuno lo sposta: e la provincia chiede 4 milioni di euro

Nel 2015 è crollato sull’asfalto e nessuno lo ha spostato. La Provincia di Salerno ha chiuso al traffico. “Servono soldi per la messa in sicurezza”

(Redazione Tiscali) – In Cilento, nel Salernitano, c’è un masso che dall’agosto 2015 blocca la strada provinciale degli Alburni. Ogni giorno mezzi di tutti i tipi lo aggirano e passano oltre, ma nessuno finora l’ha fatto spostare. La storia sta diventando un altro dei tanti tormentoni tragicomici della nostra realtà contemporanea.

Il masso che nessuno sposta

Il conglomerato roccioso pare sia crollato sulla strada dopo essersi staccato dal costone che si innalza a ridosso della via di comunicazione. Da quando il dirompente impatto è avvenuto tuttavia nessuno si è preoccupato di spostarlo. Non l’ha fatto il comune di Aquara perché si tratta di una strada provinciale, non l’ha fatto la provincia di Salerno perché – sostengono gli amministratori – “il problema non è il masso ma la messa in sicurezza della strada”. Cosa per la quale è stato ritenuto preferibile chiudere (ufficialmente) il traffico  e “commissionare uno studio geodinamico di 37mila euro” oltre a un “progetto strutturale costato un milione e mezzo (come scriveva a suo tempo Sergio Rizzo sul Corriere della Sera)”  e come riporta LaVerità nell’ultima edizione.

Attualmente il via vai di auto, moto e altri mezzi viene deviato su un percorso alternativo disagevole. Ma la gente – come sottolinea il quotidiano di Belpietro  – aggira l’ostacolo e passa oltre per raggiungere i luoghi di lavoro. In tanti hanno chiesto di liberare la strada dal voluminoso ingombro, senza ancora ottenere risultati, ovviamente.

La Provincia

Il responsabile viabilità e trasporti della provincia Domenico Ranesi ha spiegato che “il problema non è il masso ma il come fare a mettere la strada in sicurezza”. Se loro togliessero il masso, insomma, potrebbe succedere qualche disastro e non possono rischiare. Tuttavia in tanti in quella strada già ci passano. Inutile sottolineare che lo fanno a loro rischio e pericolo perché non cambierebbe alla fine il discorso.

Il complotto

L’ostinata permanenza di quel masso da una decina di quintali sull’arteria di collegamento ha così sollevato commenti di ogni tipo, tanto che si son diffuse perfino voci di “complotti”.  Basta considerare quanto racconta su LaVerità Oreste Mottola, ex direttore del settimanale Unico. “Non riuscivo a capacitarmi del perché non rimuovessero il masso – dice – poi mi ha avvicinato un signore. ‘Guardi bene il selciato’, mi ha sussurrato ridendo. ‘Se un masso così fosse caduto da 100, 200 metri come sostengono avrebbe fatto dei buchi a terra, ma qui non c’è niente’. L’uomo – ricorda Mottola – sosteneva che il masso fosse caduto da un camion che trasportava rocce, visto che qualche settimana prima la Provincia aveva finito di mettere in sicurezza il costone proprio a qualche metro dal masso”.

L’ira di Briatore

L’enorme pezzo di roccia intanto resta lì. La sua presenza ha avuto il risultato di suscitare clamore sui media e sottolineare la necessità di adeguati interventi e, dunque, di finanziamenti. Il giornale di Belpietro fa notare che perfino Briatore ha fatto sentire la sua voce su Facebook riguardo alla vicenda. “Ma cosa fanno il Sindaco, la Provincia e la Regione? E’ una vergogna. E’ la fotografia dell’incompetenza della classe politica e dirigenziale dell’Italia”. Avrebbe tuonato l’imprenditore sul social.

I soldi necessari

Pare che il presidente della Provincia gli abbia rimproverato di “non conoscere la pericolosità di quel costone roccioso alto 250 metri” a picco sulla strada. Pur dicendosi “d’accordo sullo sfascio dello Stato” avrebbe aggiunto che “le province non hanno i soldi per intervenire. Cosa possiamo fare?”. E di soldi a quanto pare ne servono, a leggere il quotidiano di Belpietro: “Le risorse necessarie sono lievitate in un soffio a 3 milioni di euro. Il doppio di quelle previste inizialmente”. Una bella somma davvero. Intanto il masso sta lì, a futura memoria.

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