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Napoli, funicolare Centrale: si allungano di un mese i tempi del fermo!

Dai dieci mesi iniziali, si passa a undici

 

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, si dichiara insoddisfatto e deluso, esprimendo, ancora una volta, dubbi e perplessità sull’eccessiva durata dei lavori alla funicolare Centrale, con un fermo che oramai dura dal 1° agosto dell’anno scorso, per la sola revisione ventennale, fermo che purtroppo, a seguito delle notizie sortite dall’ultimo sopralluogo, invece di ridursi, come auspicato da più parti, aumenta, passando dagli originari dieci a undici mesi.

” E’ vero – afferma Capodanno – che si tratta di lavori che riguardano la ristrutturazione e l’ammodernamento della linea, la revisione delle carrozze, della sala macchine, la sostituzione di componentistica e dell’impiantistica di rete, per un importo complessivo di poco più di 7 milioni di euro, ma se già erano considerati troppi i trecento giorni preventivati inizialmente, con l’impianto che avrebbe dovuto dunque riprendere le corse il 3 giugno prossimo,  lo sono ancora di più oggi, dal momento che la riapertura dell’impianto al pubblico, in base a quanto comunicato a seguito dell’ultimo sopralluogo, con la partecipazione di alcuni esponenti dell’amministrazione comunale, viene  differita a luglio “.

” Infatti – sottolinea Capodanno – apprendiamo dagli organi d’informazione che la ripresa delle corse viene rinviata al 1° luglio prossimo. Considerando che la chiusura risale al 1° agosto dell’anno scorso si arriva agli undici mesi invece che a una chiusura di dieci mesi, indicata all’inizio dei lavori “.

” Per i 28mila utenti, che mediamente utilizzano, nei giorni feriali, la funicolare Centrale, è destinato dunque a perdurare ulteriormente un periodo difficilissimo per i notevoli disagi – continua Capodanno -. In particolare per coloro che ogni giorno devono raggiungere il posto di lavoro o, per gli studenti,  l’edificio scolastico di destinazione. Difficoltà alle quali si aggiungono anche quelle per il settore produttivo, in particolare per il terziario commerciale che ha subito, specialmente al Vomero, notevoli ripercussioni a seguito della chiusura della funicolare Centrale, con particolare riferimento a quelle attività che si trovano nei pressi delle stazioni e che fruivano del passaggio generato dalle migliaia di utenti che quotidianamente utilizzavano l’impianto”.

” In relazione poi alle alternative nell’ambito del trasporto pubblico,  è notorio che la linea 1 della metropolitana, già in alcune ore del giorno, andava in sovraffollamento, con non pochi disagi per gli utenti, anche con la funicolare Centrale in attività – prosegue Capodanno -. Peraltro le ragioni tecniche, determinate dal funzionamento parziale del metrò collinare, dal momento che si tratta di una linea ancora incompleta rispetto al suo tracciato finale, pare che non consentirebbero d’incrementare le corse e/o di aumentare il numero di vagoni. Pertanto tale mezzo di trasporto su ferro non può essere considerato una valida alternativa sostitutiva per il lungo fermo dell’impianto a fune, capace di garantire la stessa efficienza funzionale e operativa. Del sistema di trasporto pubblico su gomma è meglio non parlare, visto che già prima del fermo si arrivava ad attese alle fermate che, per alcune linee, potevano superare abbondantemente la mezz’ora e che il traffico veicolare, anche per il fermo della funicolare Centrale, è, nel contempo, aumentato con ripercussioni immaginabili anche per i tempi d’attesa “.

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