Cronaca/Interno

Terremoto, i Paesi del nord Europa bloccano i fondi Ue

Gli Stati del nord Europa hanno messo il veto alla possibilitá di finanziare i progetti della ricostruzione post sisma con soli fondi europei

(affaritaliani.it) – Le regole europee sono chiare: un progetto, qualunque esso sia, per ricevere dei fondi europei deve essere cofinanziato da uno Stato o da una Regione. Insomma, se Bruxelles ci mette il 50% l’amministrazione pubblica deve fare altrettanto. In certi casi le percentuali possono essere 75% e 25%. Ma dopo il sisma del Centro Italia Roma ha chiesto che il rapporto fosse 95% a 5%. La motivazione é chiara: bisogna fare presto e servono soldi, tutti quelli che l’Europa puó mettere a disposizione, senza alcun vincolo. La proposta é stata bloccata peró dal no della Germania e degli altri Paesi del nord Europa.

Proposta bloccata per il veto del Nord Europa

La proposta della Commissione europea di abbassare le soglie di cofinanziamento nazionale nella ricostruzione delle zone colpite dai terremoti in Italia con fondi Ue rischia di rimanere dunque bloccata fino all’autunno (e forse oltre), a causa di un braccio di ferro in corso tra l’Europarlamento e i governi e delle divisioni interne ai 28 Stati membri.

Niente cofinanziamento al 95%

In una riunione degli ambasciatori dell’Unione Europea un gruppo di paesi nordici si é detto contrario all’ipotesi di compromesso con l’Europarlamento di un cofinanziamento europeo al 95% (il 5% sarebbe a carico dell’Italia), che era stato presentato dalla presidenza maltese dell’Ue. La Germania, la Danimarca, la Svezia, la Finlandia, l’Austria, il Regno Unito e l’Olanda hanno confermato la loro opposizione alla proposta della Commissione di permettere di finanziare al 100% con risorse Ue i progetti di ricostruzione, ma anche di non poter accettare un cofinanziamento Ue che vada oltre il 90%.

Spaccatura a Bruxelles tra il nord e il sud Europa

L’Italia, la Romania, il Portogallo e la Grecia hanno invece sostenuto la proposta originaria della Commissione. Lo scorso novembre, dopo i terremoti che avevano colpito l’Italia, l’esecutivo di Jean-Claude Juncker aveva chiesto di modificare il regolamento relativo alla politica di coesione per il periodo 2014-2020 e di introdurre la possibilita’ di finanziare totalmente le operazioni di ricostruzione, compreso il restauro del patrimonio culturale, attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). Spagna, Polonia, Repubblica ceca, Croazia e Francia hanno appoggiato la proposta di compromesso di un cofinanziamento al 95% che avrebbe potuto sbloccare le trattative con l’Europarlamento.

Malta, che ha la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue, e’ stata costretta a constatare il mancato accordo su un nuovo mandato negoziale e a rinviare la questione. Tuttavia – secondo fonti europee – un compromesso con l’Europarlamento potrebbe non essere possibile prima dell’autunno.

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