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Luca Telese: “Dalla Raggi in pigiama all’assurdo scoop sulle camicie di Di Battista. Quando il gossip peggiore dà la caccia ai grillini”

Anche in questo caso una singola immagine qui viene trasfigurata in uno stile di vita per colpire (a tutti i costi) il movimento Cinque stelle

(di Luca Telese – tiscali.it) – Dei tanti scoop più o meno fantasiosi o tarocchi a cui ci siamo abituati in questi anni, quello sulle camicie di Alessandro di Battista è forse il più eclatante, il più interessante da sviscerare. Ci informa infatti “Chi”, ovviamente “in esclusiva” (è ripreso dai giornali) che il giovane deputato a Cinque stelle “si fa stirare le camicie della mamma”.

Il che non sarebbe certo un crimine, sia chiaro, ma è un elemento che ha un peso, per nulla irrilevante, nella costruzione delll’immagine di un politico. È un elemento non neutro, perché contribuisce all’idea del bamboccione di talento, che magari se ne va in giro per l’Italia con lo scooterone, durante la campagna referendaria, che scala Montecitorio per protestare, ma che poi sotto sotto – in privato – si attacca alle gonne materne per sistemare la propria logistica di base.

A consolidare le sue rivelazioni, il settimanale aggiunge uno scatto in cui il deputato pentastellato cammina seguito dalla madre: lui ha in un una mano una busta di quelle di plastica rinforzata che si comprano alle casse dei supermercati per un euro, e nell’altra un rotolo. Lei stringe in pugno due o tre grucce, da cui risalta, in primo piano, una camicia a righine celesti.

Qui la comunicazione del dettaglio è esattamente ribaltata rispetto al precedente – forse lo ricorderete – della Raggi che in balcone si lavava il pigiama da sola. Lì la sindaca onnipotente e appena plebiscitata veniva umanizzata e nobilitata dalla prova fotografica della sua autonomia e della sua umiltà, qui pare che il giovin signore sia accompagnato dalla servitù e tutto viene cofenzionatocoer accendere il sorriso dello schermo sul viso del lettore. “Chi” commenta così: “Di Battista dovrebbe dire grazie alla mamma, perché è grazie al suo aiuto che riesce a mantenere un look impeccabile”.

Il fatto è che in questo caso una singola immagine qui viene trasfigurata in uno stile di vita: Di Battista e la madre quel giorno stavano facendo un traslochino? Si stavano preparando ad un viaggio? Era la prima volta che si vedevano dopo mesi? Come tutti noi sappiamo anche i figli più emancipati vivono il rito del ritorno a casa, anche il più selvaggio di loro quando torna da sua madre viene coccolato, anche al più stazzonato degli eredi, ogni tanto qualcuno stira una camicia.

Ecco perché lo scatto di “Chi” presa in se non significa proprio nulla. Ma se si cerca di trasformarlo nella prova di un’abitudine, diventa quasi la certificazione di un vizio sconveniente. L’Italia è piena di figli che quando tornano a casa vengono sottoposti al rito affettivo (e riappropriativo) del bucato, figli a cui le madri lavano camicie, calzini e – spesso persino le mutande – la fortuna di quelli che al contrario di Di Battista non sono sotto i riflettori è che le loro umanissime debolezze restano nell’angolo protetto del privato. È la fortuna di non essere star, di avere madri atipiche rispetto al carattere italiano. O la libertà non trascurabile di poter andare in giro con il collo stazzonato e le mutande sporche senza essere inseguiti dai paparazzi di Chi.

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