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Il grande pedinatore: Facebook sa chi incontrate nella vita vera

(Alejandro Alba per Vocativ) – Due mesi fa sono andato in vacanza in Colombia. Un giorno in spiaggia ho fatto amicizia con alcune persone e abbiamo passato del tempo insieme. Non ci siamo mai scambiati indirizzi o numeri di telefono, non avevo con me nemmeno il cellulare, eppure, una volta tornato a New York, sulla mia pagina Facebook è apparsa la scritta ‘persone che potresti conoscere’, con due di quelle che avevo effettivamente incontrato in vacanza. La sensazione è stata di essere pedinato dalla piattaforma. Possibile?

A sentire le tante storie di questo tipo, non sembra affatto una coincidenza. C’è chi si è ritrovato su Facebook persone incontrate ad una festa o in libreria, senza mai essersi scambiate informazioni personali. Come può succedere? Non è chiaro come faccia a stabilire connessioni fra persone che non sono connesse digitalmente fra loro. Una spiegazione può essere che una persona abbia cercato l’altra sul social e, sebbene non l’abbia inserita fra gli amici, l’algoritmo l’abbia suggerita fra ‘le persone che potresti conoscere’.

L’altra possibile spiegazione è che i due abbiano condiviso una mail o un numero di telefono, che in genere si usano per aprire un profilo. Perciò scambiando i contatti anche via Messenger, i più recenti sono suggeriti prima di quelli già in rubrica da parecchio. Il portavoce di Facebook però ci dice che l’azienda non vede chi l’utente chiama o messaggia, e l’algoritmo non può basarsi su questo per consigliare nuovi amici. Se sul telefono avete programmi di mail tipo Gmail, Facebook può leggerli, ma solo se condividete i contatti con le app di Facebook.

C’è una teoria secondo cui Facebook traccia l’attività web degli utenti, ma la piattaforma lo nega: le app di Facebook usano cookies per le pubblicità, non per raccomandare nuovi amici e la piattaforma non localizza gli utenti per segnalare un amico in base a dove vivono e lavorano. E’ stato fatto per un periodo breve e solo come test in una piccola città. Dicono.

Allora questi amici consigliati come spuntano? Facebook sostiene che dipenda da vari fattori: amici in comune, informazioni su lavoro e scuola, gruppi di appartenenza, e qualsiasi info immagazzinata nello smartphone e condivisa sulla piattaforma. Il resto è pura coincidenza.

Di recente è successo anche con LinkedIn, che si è scusata per il suo aggiornamento che prevedeva di condividere via Bluetooth i dati degli utenti iPhone per connetterli a persone lì vicino, anche quando non usavano la app. Non specificava quali dati venissero condivisi né a quali condizioni.

A questo punto bisogna tutelarsi e non è difficile: andate nelle impostazioni dello smartphone, cercate fra le app e disabilitate l’accesso ai contatti di Facebook. Gli esperti consigliano di disabilitare anche i dati di localizzazione dallo stesso menù. Meglio ancora: disinstallate la app di Facebook dal telefono e controllate le notifiche dal normale computer.

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