Cronaca/Interno/Politica

Il destino di Renzi si gioca con il voto delle amministrative del 12 giugno

Il Ducetto senza Palazzo Chigi non trova pace: pur garantendo fiducia (per quanto?) a Gentiloni si sta attrezzando come i vietcong a Cu Chi: piazza trappole, scava tunnel, attiva le spie. Insomma, si attrezza. Ma per far cosa?

Sembra che anche dalle parti di Rignano si siano convinti che le elezioni arriveranno a scadenza naturale. Nella giungla della Politica, però, qualcuno ancora spera nell’impasse tra le diverse formule elettorali; e presentare il conto a Mattarella per il voto anticipato.

La Mummia del Quirinale continua a ripetere la solita filastrocca: sono al di sopra delle parti; e snocciola il rosario di richieste, prima fra tutte: ”armonizzazione” di sistema elettorale fra Camera e Senato. Mattarella sarebbe favorevole alla legge elettorale alla tedesca, una legge proporzianale che non può andare a fagiolo a Renzi, of course.

Ormai tutti conoscono la coattitudine di Matteo: resta fermo sul maggioritario, lui solo al comando, ma strizza l’occhio anche a Berlusconi. Per rincuorare i fedelissimi assicura: siamo in grado di battere Grillo, ma intanto si attrezza per fare le larghe intense con Berlusconi. Angelino “senzaquid”, in tal caso, finirebbe schiacciato: sa benissimo che Renzi lo scavalcherebbe e per lui non ci sarebbero più “posti al caldo”.

Così stringe patti con Gentiloni.

A proposito di “Er Moviola”. Avvisate il premier che le telefonate settimanali con Romano Prodi e con il suo mentore Francesco Rutelli sono riferite in tempo reale dal suo portavoce double-face Filippo Sensi a Renzi.

Le pressioni di Filippo su Gentiloni a favore di un messaggio pro-Boschi, però, non sono state sufficienti. Se il sostegno è arrivato in ritardo è proprio perché s’è dovuto scomodare Matteo in persona per convincere “con le buone” Paolo a fare l’endorsement per Maria Elena.

E per convincere il sottosegretario a soprassedere sulla querela a de Bortoli, Paola Severino s’è dovuta inventare una sonora balla: con la querela verrebbe rallentata la commissione d’inchiesta parlamentare sulle banche. Tanto tutti sanno che quella commissione non vedrà mai la luce, o morirà in culla, per la fine della legislatura…

Al Nazareno Renzi ha creato uno zoccolo di “duri e puri” pronti a spararacchiare nel mucchio contro tutto ciò che si muove. Contro Profumo in Finmeccanica, contro De Gennaro (confermato senza stipendio alla presidenza di Leonardo), contro Maria Bianca Farina alle Poste, contro Calenda. Con una tattica che somiglia da vicino a quella in vigore ai tempi delle partecipazioni statali: prima meno, poi scendi a patti. Coordina la task force Matteo Richetti, destinato a diventare responsabile della Comunicazione del Pd.

Grazie ai tunnel ed agli attacchi improvvisi i Vietcong vinsero la guerra. Per il momento, Matteo si attrezza in vista delle elezioni amministrative. Se le vince, esce allo scoperto. Ma se perde Genova, Palermo e chissà pure Arezzo, allora torna sottoterra.

Fonte: dagospia.com

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...