Campania/Cronaca/Interno/Napoli

Napoli, Arenella, via Mario Fiore: chiude Ferrari Arredamenti

Capodanno: ” Un altro pezzo di storia della collina che scompare”

“ La municipalità collinare, che comprende i quartieri del Vomero e dell’Arenella  era, fino agli inizi di questo secolo, una delle aree commercialmente più attive del Comune di Napoli, centro commerciale per antonomasia  – esordisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari. Poi, in anni più recenti, ha fatto registrare segni di forte crisi. Crisi che ha colpito principalmente negozi storici che si trasmettevano da generazioni di padre in figlio. Il numero di attività commerciali che hanno chiuso o si sono trasferite, per lo più a causa dei costi elevati di gestione, è aumentato col passare del tempo. Mentre sono spuntate come funghi, specialmente nel cuore del Vomero,  attività legate ai pubblici esercizi, principalmente bar sfizioserie e fast food “.

L’ultima chiusura annunciata in questi giorni – afferma Capodanno -, anche con alcun messaggi, visibili sulle vetrine che si aprono sulla strada, riguarda uno showroom presente da quasi mezzo secolo in via Mario Fiore, il negozio di arredamenti Ferrari che se da un lato invita la clientela a “svuotarlo” regalandosi “un pezzo di storia e di design”, dall’altro lato afferma: ” manteniamo intatte le nostre radici” dal momento che resta  l’atro “negozio storico” di via Cervantes, dove la prestigiosa ditta continuerà ad operare. Una perdita decisamente grave, un altro pezzo di storia della collina che purtroppo scompare “.

“ Conseguenti alla chiusura delle attività commerciali, presenti da tempo nell’area collinare, sono state, da un lato, la desertificazione di alcune zone, dall’altro il drastico calo dei livelli occupazionali connessi alle attività del terziario commerciale – prosegue Capodanno -. Passando a un analisi più approfondita del fenomeno bisogna premettere che, oltre , naturalmente, al perdurare della crisi economica che colpisce, contemporaneamente, il potere d’acquisto dei consumatori e gli stessi commercianti, occorre anche considerare che il Vomero era, e oggi non lo è più, un fondamentale punto di riferimento commerciale anche per chi veniva dai comuni dell’entroterra “.

“ Difatti – puntualizza Capodanno – il quartiere collinare, negli ultimi lustri, ha dovuto fare i conti con il perdurante aggravamento dei problemi legati alla viabilità, determinati, tra l’altro, dall’adozione di alcuni provvedimenti di pedonalizzazione, che, in realtà, si sono risolti nella semplice chiusura di alcuni tratti di via Scarlatti e di via Luca Giordano, sottratti al transito delle autovetture, non accompagnati dalla contestuale creazione di infrastrutture, come parcheggi pubblici d’interscambio a prezzi sociali. Difatti dall’entrata in vigore della legge ex Tognoli in poi, non risulta realizzato nell’area collinare della Città neppure uno stallo di parcheggio pubblico, ma solo parcheggi privati, realizzati su suolo pubblico, molti dei quali invenduti dal momento che per acquistarne uno occorrono cifre  di diverse decine di migliaia di euro. Tutto ciò ha notevolmente contribuito ad allontanare i potenziali consumatori che un tempo raggiungevano il quartiere anche da fuori città,  e che ora devono fare i conti con i prezzi stellari dei pochi parcheggi privati, visto che gl’insufficienti stalli delle strisce blu, che peraltro hanno ridotto l’ampiezza delle già striminzite carreggiate, intasando ulteriormente le poche arterie disponibili, sono perennemente occupati “.

“ A questo punto – sottolinea Capodanno – i due quartiere collinari del Vomero e dell’Arenella si sono di fatto  uniformati agli altri quartieri cittadini. Scomparso del tutto anche l’artigianato a conduzione familiare, scomparsi anche molti siti culturali, pure a seguito della chiusura di alcune importanti librerie, come Guida e Loffredo, in uno a diverse sale cinematografiche. Infine, sul piano turistico, non si è mai data pratica attuazione a iniziative tese al rilancio di beni culturali e ambientali che, almeno sulla carta,  potrebbero rappresentare dei notevoli attrattori, come San Martino e la villa Floridiana, la quale ultima purtroppo versa da tempo in pessime condizioni, con la chiusura al pubblico di gran parte del parco, in uno ai rispettivi musei “.

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