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Abbiamo vinto noi, stronzi: vi fate saltare in aria, noi ascoltiamo musica e facciamo l’amore

Spandiamo amore. Per dirla con la vignetta di Charlie Hebdo dopo la tragedia del Bataclan, Voi avete le armi, noi lo champagne, stronzi. E abbiamo anche le canzoni di Lady Bitch Ray, i video di Mia Khalifa, le foto di Sila Sahin

(di – linkiesta.it) – Non ho orecchie da coniglietto sexy. Non saprei neanche dove comprarle, anche se suppongo che un sexy shop di quelli che si trovano dalle parti della Stazione Centrale potrebbero venirmi utili, o forse Amazon Prime. Non ho orecchie da coniglietto sexy, ma vedendo le immagini di morte e devastazione e dolore che ci arrivano da Manchester è quello il dettaglio che più mi colpisce, le orecchie da coniglietto, quelle esibite da Ariana Grande nel suo ultimo album e indossato da parte delle ragazzine che ieri sono accorse al suo concerto. Che ne sa un attentatore di orecchiette da coniglio sexy, mi sono chiesto? Che ne sa di un concerto, forse. Sa, dal Batclan in poi la cosa è evidente, che la musica è un tratto distintivo dell’occidente, e per questo decide di colpirci al cuore, nella speranza di far vincere l’odio, il terrore.
Oggi leggo sui social messaggi allarmati di quanti dicono: ormai neanche un concerto per ragazzini è un posto sicuro. Oppure, non riuscirò più a mandarci i miei figli. Parole comprensibili, a caldo, ma sbagliate. Ieri, mentre a Manchester, città che tanto ha regalato alla musica negli ultimi decenni, ero a un concerto, quello di Paola Turci, a Milano. Mi capita spesso di essere a un concerto, almeno una vota a settimana. La musica è il mio mestiere e la mia passione. Non vado mai da solo. Ci vado con mia moglie, o con uno dei miei quattro figli.
Bene, al prossimo li porterò tutti, e anche fosse un concerto di Paolo Conte indosserò orecchie da coniglietto sexy. Perché siamo noi quelli che vinciamo. Sempre. E vinciamo perché noi abbiamo la musica, le orecchie da coniglietto sexy, le canzoni, i concerti. Noi portiamo i nostri figli a divertirsi, e mentre loro stanno a sentire le canzoni dei loro idoli da adolescenti, se non siamo abbastanza contemporanei da goderci la stessa musica, stiamo al bar a farci una birra. Noi, poi, quando torniamo a casa, dopo averli messi a letto, dopo aver spento la luce e aver augurato loro la buona notte, scopiamo coi nostri partner. Vinciamo noi, non c’è gara.

Non abbiamo paura dei messaggi ambigui, noi, perché poi sta a noi parlare coi nostri figli, fornire loro gli strumenti per decifrare e decodificare quei messaggi. Siamo liberi. La musica è libertà, quelle orecchie sexy sui quali Paolo Conte potrebbe farsi qualche legittima domanda stan lì a dimostrarlo

Andiamo ai concerti di cantanti, anche la stessa Ariana Grande fa parte del discorso, che giocano sulla sensualità, ammiccano, provocano. Lo facciamo perché siamo liberi e va bene che anche una ragazzina che fino all’altroieri faceva film per la Disney oggi provochi, sculetti, trasmetta messaggi ambigui ai nostri figli. Non abbiamo paura dei messaggi ambigui, noi, perché poi sta a noi parlare coi nostri figli, fornire loro gli strumenti per decifrare e decodificare quei messaggi. Siamo liberi. La musica è libertà, quelle orecchie sexy sui quali Paolo Conte potrebbe farsi qualche legittima domanda stan lì a dimostrarlo.
Abbiamo vinto noi, stronzi, anche stavolta. Anche oggi che piangiamo tutti quei morti, quei feriti. Anche oggi che avremmo solo voglia di disperarci, arrenderci.
Abbiamo vinto perché la libertà ci offre la speranza e perché la libertà ci offre la scelta.
Voi siete quelli che si fanno saltare in aria, e che ci uccidono. Noi quelli che ascoltano le canzoni ai concerti, si divertono. Non ci sarebbe neanche bisogno di spiegarvelo, che abbiamo vinto noi, non foste così incontrovertibilmente stronzi.
Magari non sarà stasera, perché siamo talmente liberi da lasciarci andare anche al dolore, al lutto, ma domani, dopodomani, o quando sarà, pensateci a un altro concerto, a divertirci con la musica che abbiamo scelto, quella che ci piace. Pensateci al concerto, le orecchie da coniglietto sexy in testa, poi pensateci a casa, sempre le orecchie in testa, mentre facciamo l’amore.
Fare l’amore, difficile conciliare l’amore col terrore, per questo vinciamo noi.
Spandiamo amore, noi, contro il vostro terrore.
Amore, musica, sesso, cibo, letteratura, arte, alcool, tutto il cazzo che vi pare, tutto quello che il vostro terrore vi impedisce di vedere. Di vivere.
Spandiamo amore.
Per dirla con la vignetta di Charlie Hebdo dopo la tragedia del Bataclan, Voi avete le armi, noi lo champagne, stronzi. E abbiamo anche le canzoni di Lady Bitch Ray, i video di Mia Khalifa, le foto di Sila Sahin.

Pensateci esausti, umidi, ubriachi di felicità, di libertà.
Spandiamo amore, voi terrore. Abbiamo vinto noi, stronzi.

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