Cronaca/Interno/Politica

Il suo “set” usato da Gentiloni. Renzi rosica

Tensioni tra la moglie del premier e la Boschi, che voleva ritagliarsi un ruolo

( ilgiornale.it) – Dal nostro inviato a Taormina (Me) – L’apoteosi del renzismo senza Renzi va in scena a Taormina, sede del summit del G7 fortissimamente voluta dall’ex presidente del Consiglio.

Che per argomentare la scelta della località siciliana ha veicolato a uso e consumo dei media la storia di quando un importante leader europeo avrebbe fatto «una battuta particolarmente stupida, frutto dei pregiudizi che ancora subiamo» rispolverando lo stereotipo della «Sicilia uguale mafia». A quel punto, toccato nel suo onore di italiano, Renzi avrebbe deciso di mettere in soffitta l’idea di tenere il G7 a Firenze ripiegano su Taormina. Uno storytelling a uso e consumo dei media che avrebbero dovuto veicolare l’immagine di un premier strenuo difensore dell’orgoglio patrio, con la cancelliera Angela Merkel – racconta un renziano – principale indiziata del misfatto (nonostante sia piuttosto improbabile che una politica tanto navigata inciampi in una simile gaffe).

Detto questo, quel che è certo è che Matteo Renzi sul G7 di Taormina aveva investito molto. Sarebbe dovuto essere l’apice della sua carriera, la due giorni nella quale l’ex sindaco di Firenze si sarebbe confrontando con i grandi del mondo, da Donald Trump a quel Emmanuel Macron che nelle ultime settimane sembra essere diventato uno dei punti di riferimento del renzismo. Insomma, Matteo sotto i riflettori del mondo, nella splendida cornice di Taormina e della Sicilia, le cui immagini in questi giorni rimbalzano sulle tv di tutto il mondo, dal Giappone agli Stati Uniti. Per dirla senza troppi giri di parole, doveva essere un gigantesco spot per Renzi, peraltro a pochi mesi dalle elezioni.

Come in realtà è andata è noto a tutti, visto che dopo la batosta referendaria Renzi ha dovuto passare la mano e lasciare Palazzo Chigi. Così oggi è Paolo Gentiloni a fare gli onori di casa a Taormina, a presiedere il summit e ricevere i leader che arrivano nella splendida località siciliana. Senza la sua capacità comunicativa, senza costruirci sopra l’evento e l’attesa che gli spin doctor renziani avrebbero veicolato se Matteo fosse ancora al posto che gli compete, il premier italiano accoglie e stringe mani. Con il suo stile discreto, senza enfasi, sciorinando chiacchiere in inglese con Trump, in francese con Macron e pure qualche battuta in tedesco con la Merkel. Poco scenografico, ma efficace. Il contrario di Renzi, ironizza qualcuno del diplomatico di Palazzo Chigi.

Che questa cosa al segretario del Pd non vada giù lo pensano in molti nella delegazione che accompagna Gentiloni a Taormina. E per capire che quasi certamente non hanno torto basta far caso a quanta attenzione Renzi stia dedicando al G7 in questi giorni. Tre giorni fa con un post su Facebook per dire che il summit «sarà bellissimo a Taormina», ieri di nuovo sui social per augurare «buon lavoro a Gentiloni e a tutti i leader del G7». Un lungo post il suo, per rivendicare la scelta della Sicilia, ricordarne ancora una volta le ragioni e la difesa dell’onorabilità italiana e che si chiude con un «viva Taormina, viva l’Italia». Con tutta evidenza, un modo per metterci il cappello e dire «ci sono anche io». E non solo Gentiloni a presiedere insieme a Sergio Mattarella, anche lui a far gli onori di casa durante la cena di ieri sera.

D’altra parte, pure Maria Elena Boschi pare abbia sgomitato non poco per ritagliarsi un ruolo. Al punto che al summit ha girato la voce anche di un momento di tensione tra la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio ed Emanuela Mauro, moglie di Gentiloni. La Boschi, infatti, avrebbe voluto gestire in prima persona il G7 delle first lady, tanto che – racconta l’assessore comunale di Taormina Pina Raneri – aveva pensato anche a una passeggiata e un cocktail nel parco Giovanni Colonna Duca di Cesarò. È finita che la passeggiata l’hanno fatta a Catania e non a Taormina, con tanto di volo panoramico sull’Etna. E che la Boschi ha preferito non farsi vedere, mentre la Mauro ha giustamente fatto gli onori di casa.

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