Cronaca/Inchieste/Interno

Dov’è Igor?

(Franco Giubilei Per la Stampa) – Dopo quasi sessanta giorni di caccia infruttuosa, gli inquirenti sono convinti che Norbert Feher alias Igor sia ancora nascosto nelle campagne fra Bologna e Ferrara dove ha ucciso due persone ferendone una terza. Tanto convinti da fornire agli abitanti, un vademecum di istruzioni utili nel caso dovessero imbattersi nell’ assassino.

Per informare i cittadini, i vertici dell’ Arma e i sindaci di Molinella, Argenta, Budrio e Portomaggiore li hanno riuniti nell’ aula consiliare di Molinella e li hanno catechizzati sul da farsi, perché l’ incubo di trovarselo in casa, o di essere presi in ostaggio, è qualcosa di più di una paranoia o di un’ ansia: è una prospettiva verosimile.

E allora ecco i consigli, suggeriti dai vertici dei carabinieri di Bologna e Ferrara, colonnelli Valerio Giardina e Andrea Desideri. Ad ascoltarli, anche moglie e figli di Valerio Verri, la guardia ecologica uccisa a Portomaggiore l’ 8 aprile.

Come comportarsi dunque nell’ eventualità di un contatto diretto col killer? Premesso che occorre «fare rete e mettere in circolazione le informazioni», in caso di avvistamento vanno chiamati subito i militari, presenti in forze in tutta la zona da quasi due mesi, dopo aver memorizzato com’ era vestito, che direzione ha preso e quale comportamento ha tenuto. Occorre “mantenere la calma”, assecondare le richieste del ricercato e soprattutto evitare azioni che possano provocare il ricorso all’ uso di armi, dunque offese e umiliazioni vanno sopportate senza reagire.

Ma non basta, perché la presenza del bandito che come uno spettro continua ad aleggiare sulla zona incide anche sulle abitudini quotidiane delle persone, se i carabinieri raccomandano di «limitare al massimo gli spostamenti, non aprire a chi non si qualifica, non lasciare l’ auto aperta e, in caso si sia notato qualcosa di strano in casa, come un prosciutto o una botte spariti, non toccare nulla e chiamare i militari».

Nel caso più grave, che si venga presi in ostaggio, le indicazioni sono rivolte a favorire l’ intervento delle forze dell’ ordine: se ci sono bambini, bisogna chiedere al sequestratore di portarli in un’ altra stanza, dato che i carabinieri si attiveranno a breve e «l’ obiettivo primario è rimanere in vita».

Un quadro drammatico, che non può trascurare l’ ipotesi dell’ entrata in scena delle forze speciali, nel qual caso occorre «gettarsi a terra, coprirsi la testa con le mani e stare lontani da porte e finestre». Per rivolgere un appello del genere, e per mantenere in piedi un apparato di sicurezza imponente, tuttora impegnato a setacciare canali, stagni e zone a ridosso degli argini dei fiumi di questo spicchio di pianura, il pericolo dev’ essere reale, ma a colpire è la circostanza davvero incredibile che il fuggiasco sia riuscito a tenere in scacco per oltre sette settimane, presumibilmente con l’ aiuto di qualcuno, un esercito di carabinieri specializzati in questo genere di operazioni.

«Siamo convinti che si nasconda ancora qui, il dispositivo resta e nessuno smobilita – aggiunge il colonnello Desideri – Si tratta di un territorio vasto e con molte zone isolate, i cittadini possono fornirci indicazioni utili». Quanto alle indagini, che finora, almeno ufficialmente, hanno portato solo all’ individuazione di casolari e altri rifugi di fortuna del fuggiasco, il colonnello Giardina si limita a spiegare che «sono in corso complesse attività investigative coperte dal segreto. Attività che continuano con serietà e determinazione e che speriamo permettano il raggiungimento dell’ obiettivo».

A casa, fare attenzione alla dispensa e ai medicinali: se manca qualcosa, bisogna lasciare tutto come si trova e comporre il 112. Così vive la gente fra Molinella, Portomaggiore e Argenta a quasi due mesi dal primo omicidio di Igor.

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