Cronaca/Interno/Politica

Franco Bechis: “Manovra pre-elettorale: soldi per nessuno, mance a rom e Province”

Il governo inserisce una norma senza tetto di spesa per finanziare le baraccopoli. Altri 300 milioni per gli enti locali

(Franco Bechis – Libero quotidiano) – L’ultima perla della manovrina correttiva su cui oggi la Camera dei deputati voterà la fiducia posta ieri dal governo, è nell’articolo 40 bis inserito dall’esecutivo come emendamento approvato all’ultimo minuto in commissione Bilancio. Si intitola “Interventi per l’integrazione dei cittadini stranieri”, e recita così: «Al fine di prevenire situazioni di marginalità sociale il Ministero dell’Interno, anche con il coinvolgimento delle regioni e degli enti locali può realizzare interventi di tipo strutturale mirati ad assicurare idonee condizioni logistiche e a superare criticità igienico-sanitarie determinate dall’insorgere di insediamenti spontanei di stranieri regolarmente presenti nel territorio nazionale, anche in relazione allo svolgimento di attività lavorativa stagionale». La norma ha suscitato subito un fuoco di sbarramento in commissione da parte di Lega Nord e Fratelli di Italia, e qualche perplessità da parte del Movimento 5 stelle.

Poi il governo per bocca del viceministro Enrico Morando ha provato a tranquillizzare, spiegando che la norma sarebbe servita per mettere a posto quella sorta di baraccopoli dove vivono gli immigrati utilizzati in agricoltura spesso al Sud e con altrettanta facilità sfruttati dal caporalato. La ragioneria generale dello Stato ha ipotizzato un costo di quella norma di circa 15 milioni di euro su base annua, ma è solo una stima perché non è stato inserito nessun tetto di spesa. Fosse stato però come dice il governo, la norma non avrebbe inserito quell’«anche» davanti a «in relazione allo svolgimento di attività lavorativa stagionale». Perché dice chiaramente che non si tratta dell’unica ipotesi di intervento. E quali sono allora gli «insediamenti spontanei di stranieri regolarmente presenti nel territorio nazionale» che lo Stato ora metterebbe a posto a sue spese. Domanda fatta in commissione: «Non è che vale anche per i campi rom che non sono affatto legali?». Nessuna risposta. E si capisce: quel testo può essere utilizzato anche a quello scopo. Con buona pace dei sindaci che vorrebbero spostarli o farli sloggiare, perché con gli interventi del ministero dell’Interno quei campi rom diventerebbero “condonati” ed abitabili lì dove sono. C’è da immaginare almeno una miriade di contenziosi sulla materia fra governo ed enti locali, che magari avrebbero desiderato l’intervento del ministero dell’Interno per sgomberare quegli insediamenti, e non certo per renderli definitivi dove sono.

Nelle ultime ore la manovrina che avrebbe dovuto essere correttiva, è stata farcita come una insalata di rinforzo di ogni norma buona per grattare la pancia all’elettorato. Quel testo dice che oggi siamo davvero a due passi dall’inizio della campagna elettorale, e chi può spara le sue cartucce. Il governo ha infilato dentro i due decreti che non riusciva a fare convertire (quello sul G7 ormai finito e quello Alitalia), per non dovere scivolare fra una fiducia e l’altra prima che sia approvata la nuova legge elettorale. I gruppi di maggioranza e di opposizione sono riusciti a fare passare di tutto. Governo e maggioranza sganciano 45,82 milioni di euro alla regione Umbria per ripianare i debiti della ex Umbria Tpl che unisce tutti i trasporti locali e oggi è controllata da Busitalia-Sita Nord srl. Solo all’Umbria? Sì. E alla faccia del mercato. Approvato un curioso emendamento di Paolo Tancredi (Ap) che dispone la proroga di un anno della vita tecnica degli skilift della regione Abruzzo: avrebbero finito nel 2017 il loro esercizio, e dovrebbero essere rinnovati tutti per problemi di sicurezza pena revoca delle licenze. Solo in Abruzzo? Sì, ed è pure una regione sismica, che dovrebbe avere consumato più che altrove quegli impianti.

Per gli enti locali la manovrina è una autostrada. Ecco arrivare 180 milioni di euro alle province sia nel 2017 che nel 2018 invece dei 110 nel 2017 e 80 nel 2018 che aveva inserito il governo. Salgono da 100 a 170 milioni di euro anche i contributi alle province per la manutenzione straordinaria della rete viaria. E già che c’erano contributo da 12 milioni di euro alle città metropolitane sia nel 2017 che nel 2018. Il relatore Pd è riuscito a fare passare l’esclusione dai vincoli di contenimento della spesa pubblica delle spese per la realizzazione di mostre da parte di regioni, enti locali e istituti e luoghi della cultura da loro controllati. Altro allargamento dei vincoli di finanza pubblica: le regioni che nell’ultimo anno spendevano in personale meno del 12% delle entrate tributarie incassate, possono triplicare le nuove assunzioni rispetto alla legislazione vigente.

Generosissimo anche l’emendamento del Pd Antonio Misiani che libera per i comuni virtuosi che rispettano il pareggio di bilancio non le spese di investimento o quelle di personale, ma quelle per le consulenze e studi e perfino quelle per la “la stampa delle relazioni e di ogni altra pubblicazione”. Le più inutili che ci siano…

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