Cronaca/Editoriali/Interno/Politica

“Ora tocca a noi”: di Marco Travaglio

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Ieri, al convegno organizzato alla Camera dai 5Stelle, sono emerse una novità e una conferma. La novità è che un grande magistrato come Nino Di Matteo, diversamente dai colleghi Piercamillo Davigo e Raffaele Cantone che l’hanno preceduto nel dibattito, è favorevole all’impegno politico dei magistrati, purché sia irreversibile, cioè senza possibilità di ritorno in toga: non sappiamo se parlasse in generale o per se stesso, né in quale forma (ministro tecnico o candidato?), ma lo scopriremo presto. La conferma è che tutti gli esperti che non nascondono secondi fini, come del resto le persone dotate di un minimo di conoscenza e di buon senso, convergono sulla natura della malattia e sui rimedi per sanarla. Il che aumenta la rabbia e la frustrazione di noi cittadini nel constatare che in ogni Parlamento non c’è mai una maggioranza di persone perbene, disinteressate e non ricattabili disposte ad adottare quei rimedi. Che, per giunta, sarebbero non solo a costo zero, ma a guadagno mille. Qualche esempio – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 1 giugno 2017, dal titolo “Ora tocca a noi”.

1) I tempi dei processi sono biblici? Colpa delle troppe cause e impugnazioni, che rendono automatica la lunga gimkana di indagini, udienza preliminare, primo grado, appello e Cassazione. Per ridurre il numero dei processi, vanno depenalizzati i reati inutili con un robusto corpus di sanzioni amministrative. Per ridurre le impugnazioni vanno rese meno convenienti quelle dilatorie, fatte apposta per allungare i tempi e lucrare la prescrizione. Come? Introducendo la reformatio in pejus: cioè la possibilità di aumentare nel grado successivo la pena del grado precedente (oggi non si può, il che incoraggia i colpevoli ad appellare sempre, anche senza speranze di assoluzione).

2) Il senso di impunità e dunque di insicurezza aumenta anche se certi delitti (come gli omicidi) diminuiscono? Dipende dai troppi colpevoli che non vanno in galera neppure dopo la condanna. Chiunque abbia un avvocato decente, se la sua condanna è inferiore ai 3 o addirittura (grazie a ben tre leggi svuotacarceri dell’ultimo quinquennio) ai 4 anni, in cella non ci entra neppure, ma viene affidato ai servizi sociali, che spesso si riducono a qualche ora settimanale in un ospizio o ente caritativo. E se è in carcere per scontare pene superiori, ne esce con 3 o 4 anni di anticipo. I servizi sociali nascono nella legge penitenziaria Gozzini per aiutare i delinquenti emarginati a inserirsi nella società, e si sono trasformati in una comoda scappatoia per i colletti bianchi, gente già fin troppo inserita, i cui reati sono puniti in concreto con pene medie inferiori ai 3 o ai 4 anni.

Il periodo di servizio sociale va misurato non in termini assoluti, ma in percentuale sulla pena irrogata, così che questa venga comunque scontata in gran parte in carcere.

3) La prescrizione falcidia 150 mila processi all’anno? Basta farla decorrere da quando il reato viene scoperto (oggi scatta da quando viene commesso) e interromperla col rinvio a giudizio o la prima sentenza. Così l’imputato, con la certezza che il processo arriverà in fondo, non avrà più alcun interesse ad allungare il brodo, anche perché intanto lievita la parcella dell’avvocato; e, se sa di essere colpevole, non tenterà neppure l’azzardo del dibattimento, ma opterà per il patteggiamento o per il rito abbreviato per guadagnarsi lo sconto di un terzo della pena in cambio del tempo che risparmierà lo Stato.

4) Le carceri sono sovraffollate, con 56 mila detenuti contro i 45 mila posti-cella disponibili? Ciò non dipende dai troppi detenuti (inferiori alla media europea, a fronte di una criminalità molto più vasta, che solo per l’alto tasso d’impunità non fa raddoppiare la popolazione carceraria), ma dalla penuria di carceri. Quindi ne vanno costruite di nuove, riattando vecchie caserme abbandonate per i soggetti meno pericolosi.

5) Il Csm è infestato da inciuci partitocratici fra i membri laici e correntizi tra quelli togati? Per i primi c’è una vecchia proposta di Montanelli: abolire la quota laica, cioè di nomina parlamentare. Per i secondi basta sorteggiare i membri togati (cioè tutti, a parte i tre di diritto: capo dello Stato, presidente e Pg della Cassazione) fra i 9 mila magistrati: se uno a caso può privare un cittadino della libertà, può anche far parte dell’organo di autogoverno.

6) I processi di corruzione, spesso collegata alle mafie, sono crollati nell’ultimo ventennio? La criminalità –diceva Antonio Amurri – è organizzata e noi no. Le norme sono vecchie e superate dalle nuove tecniche impenetrabili della “mafio-corruzione”. Per far emergere il sommerso e rompere il patto di omertà fra corrotti e corruttori, così come fra chi scambia voti con favori illeciti, occorrono quattro strumenti: a) premi speciali a chi collabora dall’interno delle organizzazioni criminali, confessando i propri delitti e facendo i nomi dei complici prima di essere scoperti; b) agenti provocatori e che vadano a offrire soldi in cambio di favori o voti per fare il “test di integrità”a parlamentari, amministratori locali e pubblici funzionari; c) custodia cautelare, intercettazioni e controlli a tappeto per accertare la regolarità dei bilanci e delle posizioni fiscali delle società, senza più soglie di impunità per i reati finanziari e tributari, così da scoperchiare e prosciugare i canali del nero che finiscono in tangenti; d) riforma dell’immunità parlamentare, conservando l’insindacabilità degli eletti solo per i reati di opinione e rendendoli uguali a tutti gli altri cittadini per gli altri delitti, compresa la possibilità di arrestarli, intercettarli, pedinarli e perquisirli. Le cose da fare sono arcinote. Ora sta a noi, il giorno delle elezioni, mandare in Parlamento chi garantisce di farle.

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi.

continua

Annunci

One thought on ““Ora tocca a noi”: di Marco Travaglio

  1. Spero di non esagerare ma questo editoriale di Marco Travaglio andrebbe letto: 1) Dal Capo dello Stato a reti unificate a tutti gli Italiani. 2° In tutte le scuole di ordine e grado, comprese le università.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...