Cronaca/Interno/Politica

Siete così certi che si andrà al voto a ottobre?

(dagospia.com) – Gli italiani (e gli osservatori europei) sono vaccinati ai repentini cambi d’umore e di linea politica del Ducetto. Ma mai così tanto rapidi: ieri sera voleva le elezioni anticipate, oggi spiega che “sei mesi in più o in meno” non cambiano la vita.

Cos’è successo? Perchè il cazzaro toscano, sempre così strafottente, ha rinculato?

E’ successo che dalle parti del Nazareno sono arrivati uno e più pizzini, recapitati – guarda caso – proprio in coincidenza con l’assemblea della Banca d’Italia. Occasione che raccoglie a Roma una grande quantità di uomini d’affari e banchieri. E questi pizzini avevano un unico argomento: niente corsa al voto.

In questi a giorni a Roma sono piovuti anche gli emissari dei principali fondi di investimento. Si sono fatti due chiacchiere con gli analisti politici e l’immagine che hanno raccolto è stata unanime: Renzi ha perso consenso e non raccoglie più la fiducia della maggioranza degli italiani.

A preoccupare i Fondi, poi, sarebbe anche le mosse di Beppe Grillo. Il “comico” – come lo chiamano – è un giocatore di poker, al pari di Renzi. Ed è convinto (forse con un filo d’ottimismo) che se M5S prende più voti alle elezioni sarà incaricato di formare il governo, magari con quel “manettaro” di Davigo candidato premier. Per la maggioranza ha due opzioni: o la Lega di Salvini o gli spezzoni della Sinistra.

Torniamo ai pizzini. Il primo è stato recapitato a Mattarella dall’Emerito. Giorgio Napolitano ha detto chiaro e tondo al suo successore che sarebbe un grandissimo errore correre al voto anticipato. E la Mummia del Quirinale l’ha subito girato al Cazzaro di Rignano. Passano pochi minuti ed anche Delrio consegna un messaggio analogo.

Il ministro delle Infrastrutture ha trovato conforto alle sue posizioni ostili alle elezioni in autunno nelle parole di Piercarlo Padoan. Graziano ha detto a Matteo che il ministro dell’Economia gli ha fatto un quadro che dire fosco è ottimistico. L’Italia deve presentare la legge di Bilancio entro il 15 ottobre, cioè dopo le elezioni tedesche. E visto che la Merkel le vincerà a mani basse, è possibile che non sarà possibile rispettare le ambizioni di finanza creativa di Renzi. E per l’Italia, ma soprattutto per il Pd, saranno guai.

Se oggi la Cancelliera si mostra accomodante e comprensiva in campagna elettorale è sicuro che dopo il voto che la incoronerà alla Cancelleria per la quarta volta, cambierà atteggiamento. Da qui, la frenata del Ducetto.

Da smargiasso qual è, Matteo sta dicendo ai suoi che ancora nulla è perduto. E che tutto dipende (voto anticipato o meno) da come andranno le elezioni aministrative di giugno.

PS. Convinto com’è di tornare a Palazzo Chigi (dice che glielo ha garantito Berlusconi) Renzi ha inviato Lotti e la Boschi da Gentiloni garantendogli la poltrona di ministro degli Esteri nel suo prossimo governo. Il Cazzaro sta giocando a Monopoli…

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