Campania/Cronaca/Interno/Napoli

Napoli, Funicolare Centrale: dopo 300 giorni non riapre

Scaduto il termine originariamente fissato per i lavori

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, alla scadenza del termine originariamente fissato, ritorna ancora una volta a parlare dell’eccessiva durata dei lavori all’impianto della funicolare Centrale, con un fermo che oramai dura dal 1° agosto dell’anno scorso, determinato dai lavori per la revisione ventennale, fermo che era stato preventivato in 300 giorni, come si legge, tra l’altro, sul cartello di cantiere, e che invece, arrivato alla scadenza, si è rivelato insufficiente, al punto che già nelle scorse settimane è stato annunciato lo slittamento della riapertura al pubblico al 1° luglio prossimo.

” E’ vero – afferma Capodanno – che si tratta di lavori che riguardano la ristrutturazione e l’ammodernamento della linea, la revisione delle carrozze, della sala macchine, la sostituzione di componentistica e dell’impiantistica di rete, per un importo complessivo di poco più di 7 milioni di euro, ma se già erano sembrati troppi i trecento giorni preventivati inizialmente per tali lavori, con l’impianto che, a questo punto, avrebbe già dovuto riprendere le corse,  lascia ancora più perplessi il fatto che tale periodo di tempo no sia stato sufficiente e che si sia dovuto ricorrere ad una proroga di ulteriori trenta giorni, in base a quanto comunicato a seguito dell’ultimo sopralluogo.

” Per i 28mila utenti, che mediamente utilizzano, nei giorni feriali, l’importante impianto a fune, è destinato dunque a perdurare ulteriormente un periodo difficilissimo con notevoli disagi – continua Capodanno -. In particolare per coloro che quotidianamente devono raggiungere il posto di lavoro o, per gli studenti,  l’edificio scolastico. Difficoltà alle quali si aggiungono anche quelle per il settore produttivo, in particolare per il terziario commerciale che ha subito, specialmente al Vomero, notevoli ripercussioni a seguito della chiusura della funicolare Centrale, con particolare riferimento a quelle attività che si trovano nei pressi delle stazioni e che notoriamente beneficiavano del passaggio delle migliaia di utenti che quotidianamente utilizzavano l’impianto”.

” In relazione poi alle alternative nell’ambito del trasporto pubblico,  è notorio che la linea 1 della metropolitana, già in alcune ore del giorno, va in sovraffollamento, con non pochi disagi per gli utenti – aggiunge Capodanno -. Peraltro le ragioni tecniche, determinate dal funzionamento parziale del metrò collinare, dal momento che si tratta di una linea ancora incompleta, rispetto al tracciato finale, sembrerebbe che non consentano d’incrementare le corse o di aumentare il numero di vagoni di ciascun convoglio. Per quanto riguarda la possibilità di utilizzo del trasporto pubblico su gomma è notorio che le attese alle fermate, per alcune linee, sono particolarmente elevate non garantendo, dunque la stessa efficienza funzionale e operativa dell’impianto a fune, fermo oramai da oltre dieci mesi “.

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