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De Mita, Prodi, Mastella: il ritorno del vintage in politica

Col rientro del proporzionale gli ex Dc pensano di rimettere in campo una nuova Balena bianca. Per tornare a contare. E fare da stampella al futuro governo.

(Paolo Madron – lettera43.it) – Romano Prodi in queste settimane si agita (e vista la flemmatica indole già il verbo denota l’anomalia) come non capitava da anni. Ha scritto un libro, Il Piano inclinato, e con questa scusa è in tour nei principali salotti della penisola televisiva. Mentre i giornali se lo contendono ogni tre per quattro in veste di più autorevole oppositore della riforma elettorale proporzionalista. Che lui vorrebbe invece rigorosamente maggioritaria, onde evitare l’incubo di quelle coalizioni ammucchiata che in passato ne hanno determinato (do you remember Bertinotti?) l’inopinata fine della carriera politica.

L’OBIETTIVO DEL PROFESSORE NON È ANCORA CHIARO. L’altro punto fermo che il professore bolognese stressa in ogni occasione è l’incompatibilità con Silvio Berlusconi, ovvero con uno dei contraenti del patto del Nazareno che si sta riproponendo in versione aggiornata. Se l’alleanza per scrivere la nuova legge elettorale da tattica diventerà politica, Prodi ha fatto sapere che lascerà il Pd. E con lui una serie di blasonati notabili – Letta, Rosy Bindi, forse Veltroni – che, turandosi il naso, finora ci sono rimasti. Quale sia il vero obiettivo del professore nessuno di preciso lo sa, ma cominciano a farsi strada i sospetti di un suo ritorno in campo. Non foss’altro perché, interrogato nel merito, egli nega con malcelata piaggeria che ciò possa accadere. Chi non gli crede si fa forte del fatto che, impresa mai riuscita a nessuno, Prodi alle elezioni il Cav lo ha sempre sconfitto.

Peccato che oggi l’arzillo vecchietto e suo quasi coetaneo di Arcore – hanno tre anni di differenza – non sia più come un tempo il nemico da battere. Cosa che invece un altro monumento della vecchia Dc, Ciriaco De Mita (classe 1928) ha capito perfettamente, tant’è che l’obiettivo del raduno di vecchie glorie scudocrociate organizzato venerdì 9 giugno a Napoli nasce dall’idea di sfruttare il proporzionale per riconquistare la perduta rappresentanza politica. Oltre a lui, ci saranno Clemente Mastella, Gerardo Bianco, Cirino Pomicino, Lorenzo Cesa, Bruno Tabacci e, forse, i rispetto a loro giovanissimi, Angelino Alfano e Stefano Parisi, personaggi in cerca d’autore dopo che lo sbarramento al 5% rischia di determinarne l’uscita di scena.

L’IDEA DI UNA NUOVA DC. L’idea è quella mai tramontata del tutto di rifare la Dc, che quando il clima si confonde e invelenisce riappare come un fiume carsico. Secondo De Mita, riportare sotto uno stesso tetto i reduci della diaspora democristiana può valere, tra il Nusco e il brusco, un 10%. Un pacchetto di voti che sembra un ritorno al vintage per sedurre coloro che non si sentono rappresentati dalle nuove mode della politica. Ma che, almeno nelle intenzioni dei protagonisti, potrebbe fare da stampella (metafora che l’anagrafe illumina) alle future maggioranze.

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