Cronaca/Interno/Politica

La road map per il voto il 24 settembre: crisi prima delle ferie, scioglimento tra il 14 luglio e l’8 agosto

Tocca a Mattarella porre fine anzitempo alla legislatura. Di solito si concedono 60 giorni di campagna elettorale

(di TOMMASO CIRIACO – repubblica.it) – ROMA – A perdifiato verso le elezioni. E con una campagna elettorale, inedito nella storia repubblicana, a quaranta gradi e sotto l’ombrellone. Se la riforma elettorale avanza, il voto anticipato si avvicina. Il 24 settembre, con ogni probabilità. Con le Camere sciolte tra il 14 luglio e l’8 agosto, con ogni probabilità intorno al 29 luglio. Ecco allora una sintetica road map di un Paese che si dirige verso le urne.

Il “tedesco” entro il 7 luglio
Il patto tra Pd, Fi, M5S e Lega è stato chiaro: il nuovo sistema elettorale va approvato entro il 7 luglio. Le scadenze sono molto ravvicinate, ma se l’accordo politico regge è probabile che vengano rispettate e forse addirittura anticipate. Oggi alla Camera inizia l’iter del testo in Aula, dopo che ieri la commissione Affari costituzionali ha dato il proprio via libera. L’ok dei deputati è previsto entro la fine di questa settimana. Dal 12 giugno la riforma approderà al Senato. Anche lì stesso percorso: prima la commissione, tra i dieci e i quindici giorni di lavoro, poi un tempo analogo da dedicare all’esame dell’Aula. L’approvazione definitiva, questo è l’obiettivo delle principali forze politiche, si prevede entro il 7 luglio. Se regge l’accordo, non scatta l’ostruzionismo e il presidente Piero Grasso è d’accordo, il semaforo verde è possibile anche prima.

La crisi politica prima delle ferie
Subito dopo l’approvazione del “tedesco”, i partiti – e in particolare il Pd – dovranno chiarire le modalità con cui esigere nuove elezioni. C’è chi pensa a una presa di posizione comune istituzionale dei capigruppo. La decisione se mettere fine alla legislatura resta comunque nelle mani di Sergio Mattarella. Se il Capo dello Stato volesse convocare i cittadini alle urne, dovrebbe sciogliere anticipatamente le Camere, in questo caso in estate. E’ un potere che gli conferisce l’articolo 88 della Carta costituzionale

Lo scioglimento delle Camere tra il 14 luglio e l’8 agosto

Dovesse esercitarlo, i tempi sarebbero strettissimi: in 24, al massimo 48 ore si consumerebbero i seguenti passaggi: scioglimento delle Camere, emanazione del decreto del Presidente della Repubblica con il quale si fissa la data delle elezioni, approvazione del testo da parte del consiglio dei ministri e pubblicazione in Gazzetta ufficiale. E’ a questo punto che scatta il timer elettorale, visto che il decreto deve essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale “non oltre il 45esimo giorno antecedente quello della votazione”. Il tempo minimo per indire le politiche è quindi di 45 giorni, quello massimo di 70. Mediamente, vanno considerati almeno 60 giorni per permettere anche un’ordinata organizzazione del voto degli italiani all’estero. Ricapitolando, dunque: un paio di giorni dal momento dello scioglimento al decreto elettorale, poi tra i 45 e i 70 giorni per arrivare alle urne. Calendario alla mano, per votare il 24 settembre le elezioni andrebbero convocate tra il 16 luglio e il 10 agosto. Lo scioglimento, quindi, dovrebbe posizionarsi tra il 14 luglio e l’8 agosto. Valessero i precedenti dei 60 giorni, è presumibile ipotizzare intorno al 29 luglio. Sulla carta i tempi ci sono, anche se stretti. E la campagna elettorale sotto il caldo sole d’agosto è molto più di una possibilità.

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