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Luca Telese: “Il patto scellerato sulla legge elettorale tra Grillo, Renzi, Berlusconi e Salvini. I cittadini non sceglieranno più nulla”

I politici italiani si ostinano a mantenere un punto fermo de cosiddetto “Tedesco”: il tentativo di non far decidere noi, quello di sottrarre gli eletti al controllo degli elettori. Infatti si tratta di una legge fatta tutta di liste bloccate, sia nei collegi uninominali, sia nelle liste proporzionali

(di Luca Telese – tiscali.it) – Se volete capire come funziona basta questo esempio: può accadere che un candidato che vince arrivando prima in un collegio non sia eletto in Parlamento e che quello che nel collegio perde, invece, lo sia. L’hanno scritta, ritoccata, patteggiata, modificata, ma la cosiddetta legge “tedesca” (che, come vedremo di tedesco ha poco o nulla) per ora resiste a tutte le critiche, e soprattutto al buonsenso. Ci hanno lavorato in commissione a Montecitorio sia sabato che domenica, ma il “patto a quattro” Pd, Forza Italia, Lega, M5s, per adesso regge, facendo in modo che ognuno cerchi di piegare la legge al proprio tornaconto.

Elettori italiani non decidono più

In questi ultimi due giorni, grazie agli emendamenti, è stata tolta una delle norme più scandalose (il triplo paracadute per gli sconfitti) ma il cuore della legge resta come era: e cioè in grande continuità con “il Porcellum” e “l’Italicum” (due leggi, cioè, che sono state entrambe demolite dalla Corte Costituzionale). Eppure, malgrado la doppia bocciatura, i politici italiani si ostinano a mantenere un punto fermo de cosiddetto “Tedesco”: il tentativo di non far decidere noi, quello di sottrarre gli eletti al controllo degli elettori. Infatti si tratta di una legge fatta tutta di liste bloccate, sia nei collegi uninominali, sia nelle liste proporzionali. Ed è una legge che è abusiva anche nel nome, visto che si dice tedesca mentre differisce da quella tedesca su due punti decisivi: il diritto dell’elettore al voto disgiunto (che nel Parlanento di Berlino è garantito), e il fatto chi chi vince direttamente nel collegio entra in parlamento. non solo nel vero “Tedesco” c’è anche una norma grazie a cui con tre “mandati diretti” (vincendo cioè nei collegi) si supera anche lo sbarramento del 5%. In questa versione all’amatriciana, invece, un voto dato ad un partito sul collegio viene automaticamente conteggiato sul proporzionale allo stesso partito (anche se l’elettore non ha votato quella lista).

La “nuova porcata” del voto disgiunto

Non parliamo del voto disgiunto (consentito ad esempio nella legge dei sindaci) che in questo caso porta addirittura all’annullamento della scheda. Maurizio Belpietro l’ha definito “il Porcellinum”, Massimo Giannini “La nuova porcata” e Marco Travaglio, più prosaicamente “il merdinellum”. Il direttore de il Fatto, su questo punto ha attaccato per la prima volta Beppe Grillo: “A furia di sentirsi dire che devono accettare i compromessi e ‘sporcarsi le mani’ – spiega Travaglio – i 5Stelle stanno facendo entrambe le cose con la legge elettorale”. E ancora: “Tutti e tre i punti del Merdinellum sono la negazione di quanto ha sempre predicato il M5S contro il ‘Parlamento dei nominati’, ma anche dei suoi interessi. A chi servono infatti la precedenza dei nominati sugli eletti, il divieto di voto disgiunto e le multicandidature?”.

“Casta” compatta in un fronte che unisce i principali partiti

La polemica, insomma, infuria da destra a sinistra con la stampa (di destra, di sinistra e di centro) impegnata in una funzione di vigilanza e di critica, e la “Casta” compatta in un inedito fronte che unisce tutti i principali partiti (rappresentano oltre l’80%) dell’attuale partito unita da un interesse corporativo: tutti i leader, infatti, sognano un parlamento composto interamente da nominati. Per due volte hanno scritto leggi per realizzare questo progetto, per due volte quelle leggi sono state bocciate. Adesso, con il “tedesco”, ci riprovano.

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