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Che mondo sarebbe senza Mastella?

(Massimiliano Lenzi per il Tempo) – Il Benevento che sale in serie A, Clemente Mastella, sindaco della città, che torna in campo (nella politica nazionale) e pure la vecchia Dc potrebbe resuscitare. Tu chiamale, se vuoi, emozioni avrebbe cantato Lucio Battisti. Ma nell’Italia del fallimento del patto dei 4, Renzi-Grillo-Berlusconi-Salvini, sulla riforma elettorale tutto può accadere. Come spiega lo stesso Mastella in questa intervista a Il Tempo.

Sindaco Mastella, il Benevento calcio in serie A. I miracoli esistono?

Esistono, eccome se esistono. Come c’è il miracolo a Milano – si ricorda il film di Vittorio De Sica? – beh c’è il miracolo a Benevento. Un miracolo di realismo sportivo e di speranze.

Nella politica italiana invece non si fanno più miracoli?

La politica sembra diventata il regno della perdizione, non riescono più nemmeno a trovare un linguaggio comune. Si parlano ma non si capiscono.

Cosa pensa del fallimento dell’intesa sulla riforma della legge elettorale?

Penso che ognuno ha coltivato il proprio desiderio ed ha confuso il suo desiderio con la realtà. In questo modo diventa assai difficile compaginare quattro partiti, farli convergere su una riforma rinunciando ad un po’ dei propri desideri. Che esplodesse la realtà del Partito democratico era immaginabile ma che venisse fuori, sulla riforma elettorale, lo scontro tutto campano tra Fico e Di Maio nel Movimento 5 Stelle beh questo non era prevedibile.

Ma la dialettica in politica è sale comune? O no? 

Guardi, anche nella Prima Repubblica c’erano momenti in cui la Dc, il  Pci ed il Psi trovavano forme di sostanziale tregua su riforme o temi importanti. Tu facevi la tregua ma se davi una mano poi non venivi escluso politicamente una volta che avevi dato il tuo contributo alla soluzione di problemi. Oggi non si fanno prigionieri. O fai la scelta e  rompi come ha fatto Bersani, e rompi anche con dolore con una storia che è la tua, oppure provi a fare battaglie interne ma se metti il sale sulla coda, poni questioni, beh il segretario se ne frega e nessuno coltiva più il dialogo.

È questo che ha fatto naufragare la riforma elettorale secondo lei? 

Abbiamo assistito ad un fatto senza precedenti, una cosa alquanto singolare.

Che intende dire?

Se tu fai la legge elettorale come ti pare a te perché vuoi fottere i tuoi avversari interni, beh non puoi pure chiedere  di andare a votare subito. Non considerando che porta pure male.

Scusi, cosa porta male?

Io non ho mai chiesto le elezioni anticipate, portano iella. Guardi la May, in Inghilterra. Portano iella soprattutto se stai al Governo e le  chiedi. Ma perché devi chiedere di andare al voto subito, mi domando, liquidando il tuo governo? Quello che tu sostieni?

Non è mai successo nella storia della buona politica che chi faccia parte di un governo a pieno titolo ne chieda la liquidazione dopo una riforma elettorale. Qui ormai siamo a Crono che divora i propri figli.

Adesso cosa succederà?

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella si opporrà al decreto legge per la riforma elettorale, la scelta di una scorciatoia è già stata bocciata con il referendum del 4 dicembre scorso. Fossi in Renzi aprirei ad una legge tipo quella delle elezioni regionali, con uno sbarramento al 3 per cento e recupererei un’area che era entrata in crisi, quella di centro.  Questo devi fare se vuoi approvare la legge, in fondo su un sistema del genere sarebbero tutti d’accordo, tranne Beppe Grillo.

E Mastella cosa farà? 

Il miracolo del Benevento calcio in serie A è la dimostrazione che la  provincia ormai è garanzia del Made Italy nel calcio. Io voglio ripartire, anche in politica, dai valori sani della provincia, quella vera, darò una mano su questo.

Con un partito? Con una fondazione? Come?

Un movimento c’è già, si chiama “Noi campani”, porta avanti un’idea legata alla dimensione locale, ma non sciovinista, semmai il contrario. Un’idea dove le ragioni dei territori da portare all’attenzione del governo centrale siano l’impegno principale.

A proposito di campani, l’Avellino è uscito in semifinale nel campionato nazionale di pallacanestro. Vuol dire qualcosa al suo  amico democristiano Ciriaco De Mita, avellinese di Nusco?

Che mi dispiace. Sinceramente.

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