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Comunali 2017, Cacciari: “Finita l’età della rottamazione. E anche l’anti-europeismo”

(Americo Mascarucci – intelligonews.it) – Si torna al bipolarismo? Centrodestra contro centrosinistra? I risultati delle amministrative di ieri, domenica 11 giugno, sembrerebbero confermare questo scenario dal momento che i candidati del Movimento 5Stelle sono fuori dai ballottaggi nelle grandi città. Come mai una disfatta così clamorosa? Colpa delle pessime performance amministrative dei grillini sul territorio, da Roma a Torino? Oppure gli elettori hanno punito la svolta “inciucista” degli ultimi giorni sulla legge elettorale? E cosa accadrà ora? Centrosinistra e centrodestra si ricompatteranno superando ostilità e diffidenze? Intelligonews lo ha chiesto al filosofo Massimo Cacciari.

 
I 5Stelle sono alla frutta? La politica italiana torna bipolare con la sfida centrosinistra-centrodestra?
 
“Ma no, cosa c’entra! Si tratta di elezioni amministrative, il Movimento 5Stelle non è affatto finito. Questo entusiasmo del Pd e del centrodestra è fuori luogo. Nelle elezioni amministrative può succedere di tutto, che il M5S conquisti Roma come avvenuto un anno fa o che perda oggi Genova dopo essersi frantumato sulla scelta del candidato sindaco”.

Comunali 2017, Cacciari: 'Finita l'età della rottamazione. E anche l'anti-europeismo'
Però i suoi candidati sono fuori da tutti i ballottaggi. C’è un trend nazionale chiaro. E’ la sindrome Raggi? La gente li ha visti alla prova amministrativa ed è delusa??
 
“Era assolutamente scontato che il M5S non andasse al ballottaggio da nessuna parte. Potevano vincere solo a Genova se non si fossero scannati fra di loro. C’è un vento che sta cambiando in Europa, con la vittoria di Macron in Francia e il risultato delle elezioni britanniche. E’ finita l’era della rottamazione, la gente ha paura, si sente insicura, non va più in cerca di avventure, cerca la conservazione. Il messaggio della rottamazione andava bene anni fa, adesso siamo nella fase opposta. La gente cerca sicurezza e la sicurezza non la danno certo le scelte al buio o i populismi”.
Nell’elettorato a 5S possono aver influito anche le ultime scelte, ad esempio gli accordi prima siglati poi fatti saltare sulla legge elettorale e sul modello tedesco? Ossia il fatto che anche loro scendano a patti con gli altri? 
 
“No, non credo. I 5Stelle dopo questo risultato comunque non positivo delle elezioni amministrative, se vorranno provare a vincere dovranno ragionare sulla linea da seguire, riflettendo sul perché in Francia ha vinto Macron e sul perché in Inghilterra gli inglesi hanno voltato le stalle alla May. Devono rendersi conto che l’anti-europeismo non funziona più, che la gente è spaventata dalle avventure anti-euro. Non si danno più i voti di protesta. O il M5S si presenta come vera forza di governo anche siglando alleanze con altri se necessario, o altrimenti andrà in crisi. La fase storica che stiamo attraversando oggi è del tutto diversa da quella di due o tre anni fa”.
Intanto Renzi, dopo il fallimento delle trattative sul modello tedesco, apre a Pisapia per un nuovo centrosinistra. L’ex sindaco di Milano ha già dettato le sue condizioni. Si tornerà ad una sorta di Ulivo 2.0?
 
“Dipenderà tutto dal sistema elettorale con il quale si andrà al voto. Se si andrà verso un modello che premierà le coalizioni è chiaro che il Pd dovrà tornare ad una formula di centrosinistra facendo accordi, se invece il sistema sarà partitico gli accordi non ci saranno se non dopo il voto per garantire la governabilità. Se Renzi vorrà formare un Governo dovrà per forza cercare l’appoggio di altre forze politiche ed è chiaro che dovrà guardare alla propria sinistra. A meno che il Governo non lo voglia fare con Berlusconi. Tutto ci può stare ma alle successive elezioni il Pd prenderebbe il 10%”.
A questo punto se come sembra il modello tedesco è ormai affossato, verso che tipo di sistema elettorale si andrà? 
 
“Difficile prevederlo. Questo è un Parlamento allo sbando da cui potrebbe arrivare tutto e il contrario di tutto. Non sono d’accordo nemmeno con se stessi: un giorno propongono il sistema tedesco, il giorno dopo rispolverano l’Italicum, poi tirano fuori il proporzionale, poi il maggioritario. Non lo sanno nemmeno loro quello che vogliono. Come fare previsioni in un contesto simile?
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