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Patrimoniale e successione: nasce il partito delle tasse

Dal ministro Padoan agli ex Pd, l’area pro imposte si allarga. E fa a gara per gestire l’agenzia delle Entrate

Serve la patrimoniale e la tassa di successione.

Insomma, il Partito delle tasse è ufficialmente nato. La parte principale ruota intorno alla vecchia sinistra ex Pd, quindi a Mdp di Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani. Si riconosce in Vincenzo Visco, l’ex ministro delle Finanze che nell’amministrazione fiscale italiana pesa ancora molto.

I contorni della nuova area pro tasse è emersa in questi giorni con il passaggio di consegne al vertice dell’Agenzia delle Entrate tra Rossella Orlandi ed Ernesto Maria Ruffini. La nomina del direttore della nuova struttura che nascerà dall’unione dell’Agenzia delle entrate e di Equitalia, è sgradita alla vecchia guardia. E anche al ministro Pier Carlo Padoan, che fino all’ultimo ha resistito e ha poi chiesto alla Orlandi di restare dentro l’Agenzia come vicedirettore dell’Area Territorio. Nomina condivisa con Ruffini, hanno assicurato fonti del ministero. Difficile. Anche perché di nomine ce ne sono state anche altre come ha denunciato Enrico Zanetti, ex viceministro dell’Economia, che sul tema ha presentato una interrogazione. Un modo per blindare l’Agenzia, dall’invasione dei barbari, insomma.

Dinamiche della pubblica amministrazione, che però hanno avuto un riflesso politico. Pier Luigi Bersani si è schierato in difesa di Orlandi e ha definito «ingiusta e immotivata» la sua sostituzione. Difese della agenzia vecchia versione sono arrivate anche dai centristi alfaniani Ap.

Al di la della difesa personale, c’è un rapporto diretto tra Mdp e l’Agenzia delle entrate, spiega un esponente della maggioranza. E poi una propensione alle tasse che è emersa fin dalla fondazione di Mdp. Enrico Rossi ha proposto da subito una patrimoniale. Poi la reintroduzione della tassa sulla prima casa, in versione progressiva (i ricchi pagano di più).

Su questo Mdp è in buona compagnia. La linea pro Imu e Tasi sull’abitazione principale è stranamente comparsa in tutte le raccomandazioni delle istituzioni internazionali, dalla Commissione europea al Fondo monetario internazionale all’Ocse. Padoan non si è espresso, ma è noto che il ministro dell’Economia preferisce tassare che tagliare.

Membro onorario del partito delle tasse, Mario Monti che pochi giorni fa ha di fatto dettato la linea di un programma di governo. La filosofia di base: «Uso della leva fiscale con finalità redistributive». Gli strumenti per realizzarla: imposta di successione, e una «tassa ricorrente» sul patrimonio. Anno dopo anno, fino ad azzerarlo, insomma. Nemmeno Rifondazione comunista aveva osato tanto.

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