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Un’estate di m…: solo in giugno si scaricheranno 143 scadenze fiscali

(Olivia Posani per il Giorno) – È vero che quest’ anno abbiamo festeggiato il tax freedom con quattro giorni di anticipo rispetto al passato, ma anche se da qui a fine anno non dobbiamo lavorare più per il fisco, dobbiamo iniziare a saldare i conti con l’ erario, infilandoci in giorni tormentatissimi sul fronte delle scadenze: 143 solo in questo mese. Il primo appuntamento con le tasse è fissato per domani. Occorre pagare gli acconti di Imu e Tasi. Circa 18 milioni di proprietari verseranno complessivamente 10 miliardi di euro. Nessuno dei due balzelli è dovuto sulla prima casa.

Pagano l’Imu i proprietari di case sfitte, seconde abitazioni, immobili di pregio. La somma delle aliquote dei due tributi non supera mai, in ogni caso, l’ 11,4 per mille previsto dalla legge come coefficiente massimo da applicare alle rendite catastali rivalutate. Pagano Imu (Imposta municipale unica) e Tasi (Tassa sui servizi indivisibili) anche i proprietari di immobili affittati. In questo caso all’ inquilino è dovuta una quota della Tasi tra il 10 e il 30%, a meno che nell’ abitazione non abbia stabilito la propria residenza.

Per pagare è sufficiente conoscere il valore della rendita catastale del proprio immobile e le aliquote decise per Imu e Tasi dai singoli Comuni. La prima tranche è pari al 33% di quanto versato l’ anno precedente anche se qualche esperto come Giuliano Mandolesi, commercialista e revisore contabile, suggerisce di pagare il 50% senza impazzire con troppi calcoli e rettificare in sede di salgo (18 dicembre) in base alle delibere pubblicate del ministero del Tesoro. Gli incassi più consistenti arrivano dall’ Imu: 7,1 miliardi per le abitazioni non principali, 472 milioni dalle aree fabbricabili e 228 dai terreni agricoli (sono esentate le zone montane e le isole minori).

Confermati gli sconti: 25% per chi affitta a canone concordato, 50% per gli immobili inagibili (leggi terremoto), 50% per quelli di interesse storico e artistico, 50% per chi dà l’ immobile in comodato d’ uso al figlio. Chi non paga entro il 16 potrà mettersi in regola con il ravvedimento operoso: sanzioni a parte, l’ 1% in più per ogni giorno di ritardo.

Le altre incombenze scatteranno poco dopo. Quest’ anno è stato però abolito il tax day che vedeva concentrarsi tutti i versamenti al 16 giugno. Ora c’ è tempo fino alla fine del mese. Ma anche lì sarà un ingorgo. Il 30 giugno si dovrà pagare l’ Irpef, saldando quanto dovuto per il 2016 e versando un primo acconto per il 2017.

Stesso meccanismo riguarda Ires e Irap per società e professionisti non esonerati. Va poi pagata l’ Iva comunitaria e l’ Iva per chi versa l’ imposta nei regimi agevolati. E poi c’ è il Modello unico per i soggetti non obbligati alla presentazione telematica e le varie addizionali Irpef, Irap, Inps artigiani e commercianti. Si finisce con la cedolare secca sulle case.

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