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Vi volete godere la pensione all’estero? Occhio perchè arriva il primo stop al “turismo previdenziale”

PENSIONE ANTICIPATA, ARRIVA IL PRIMO STOP AI RESIDENTI ALL’ ESTERO

(Lorenzo Salvia per il Corriere della Sera) – È il primo stop al «turismo previdenziale», quel fenomeno che ha portato diversi pensionati italiani a trasferirsi verso Paesi più convenienti.

Come il Portogallo, dove per i pensionati stranieri le tasse sono azzerate per dieci anni dal momento del cambio di residenza. O come la Romania, dove più semplicemente la vita costa meno. Da oggi sarà possibile presentare domanda per l’ Ape social, la pensione anticipata riservata alle categorie deboli, come i disoccupati, i disabili o chi ha svolto le cosiddette attività gravose.

Ma per avere diritto all’ assegno sarà necessario essere residente in Italia. E conservare la residenza nel nostro Paese per tutto il periodo dell’ Ape social, che può durare al massimo tre anni e sette mesi. Una volta raggiunta l’ età della pensione vera e propria, cioè 66 anni e sette mesi, i pensionati torneranno liberi di trasferirsi dove vorranno.

Ma chi dovesse incassare l’ assegno senza averne diritto dovrà restituire le somme ricevute, pagando anche gli interessi legali. A specificarlo è la circolare dell’ Inps che arriva dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto che fa partire oggi la misura concordata dal governo Renzi con i sindacati.

Il vincolo della residenza in Italia è costituzionalmente legittimo perché l’ Ape social non è una misura previdenziale ma assistenziale. Di fatto è un intervento a sostegno delle categorie in difficoltà: i soldi per pagare gli assegni vengono non dai contributi versati dai lavoratori interessati ma dalle casse pubbliche. Di fatto è un aiuto di Stato.

Che però, in caso di trasferimento all’ estero, finirebbe per diventare un aiuto agli altri Stati, visto che i soldi dell’ assegno finirebbero per essere spesi a Lisbona o Bucarest. Al di là della questione residenza, la prima data da tenere a mente è il 15 luglio. Le domande potranno essere presentate anche dopo, ma quel giorno l’ Inps farà un primo conteggio delle richieste.

Se ne stimano 60 mila e bisognerà vedere se i 300 milioni stanziati per quest’ anno saranno sufficienti o se alcuni assegni slitteranno all’ anno prossimo. Ad avere la precedenza, comunque, saranno i più anziani. Il governo, però, è già al lavoro per il futuro: «L’ Ape – dice Marco Leonardi, consigliere economico della presidenza del consiglio – potrebbe essere resa strutturale, mentre ad oggi è sperimentale fino al 2018. E potrebbe essere allargata e affinata la lista dei lavori pesanti».

Buone notizie per l’ Italia arrivano dall’ Ecofin, il vertice di ieri in Lussemburgo. I ministri delle Finanze dell’ Unione europea hanno aperto uno spiraglio importante alla richiesta del governo italiano di ridurre l’ importo della correzione del deficit pubblico da realizzare nel 2018: lo 0,3% del Pil invece del minimo di 0,6% richiesto dall’ applicazione letterale delle regole Ue. «Non ci sono indicazioni che mi fanno pensare che questa nostra decisione, che abbiamo annunciato tenendo conto del contesto, possa essere rigettata» ha detto il ministro dell’ Economia Pier Carlo Padoan.

APE, 60MILA DOMANDE IN ARRIVO CORSA ALLA PENSIONE ANTICIPATA

(Claudia Marin per ‘il Giorno – Quotidiano Nazionale) – L’ estenuante attesa è finita. «Ape sociale. Pubblicato il regolamento. Da oggi è possibile chiedere la pensione anticipata per migliaia di persone che fanno più fatica». Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. E, dunque, può scattare la corsa alla conquista dell’ anticipo gratuito (fino a 3 anni e sette mesi) dell’ assegno o dell’ uscita anticipata come «precoci» (con 41 anni di contributi), presentando la domanda (ma solo online) entro il 15 luglio prossimo.

Una corsa che, come spiega il ministro Giuliano Poletti, dovrebbe riguardare circa 60mila persone quest’ anno e altri 45mila nel 2018: le prime erogazioni, comunque, arriveranno solo a novembre prossimo. I decreti sul pensionamento anticipato dei lavoratori precoci e sull’ Ape sociale sono stati pubblicati ieri in Gazzetta e da oggi, dunque, potranno essere inviate le domande all’ Inps.

Vediamo le istruzioni per l’ uso. L’ anticipo spetta ai lavoratori pubblici e privati con almeno 63 anni di età purché siano disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori da almeno tre mesi; persone che assistono il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave; invalidi civili almeno al 74 per cento; dipendenti che svolgono da almeno sei anni (negli ultimi sette) in via continuativa un lavoro particolarmente difficoltoso o rischioso (operai edili, maestre d’ asilo, infermiere, autisti di mezzi pesanti e altri).

L’ indennità è corrisposta per 12 mensilità all’ anno, fino all’ età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata. Nel caso in cui le risorse finanziarie stanziate siano insufficienti rispetto al numero degli aventi diritto, la decorrenza dell’ indennità è differita dando priorità ai richiedenti più anziani.

L’ indennità è pari all’ importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’ accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro se la pensione è pari o maggiore di questo importo. L’ importo non è rivalutato.

Per l’ Ape le domande per il 2017 andranno accolte entro una spesa di 300 milioni. L’ Inps metterà a punto una graduatoria entro il 15 ottobre. In caso di risorse insufficienti avranno la priorità coloro che sono più vicini all’ età per la pensione di vecchiaia. A loro volta, i lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno lavorato almeno un anno prima dei 19 anni, potranno andare in pensione anticipata con 41 anni di contributi, anche prima dei 63 anni di età.

Potranno fare richiesta i lavoratori precoci disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori da almeno tre mesi, invalidi con un grado di almeno il 74% o coloro che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un’ attività gravosa (uguali a quelle indicate prima). La domanda va presentata all’ Inps entro il 15 luglio in caso di requisiti raggiunti entro il 2017, ed entro il 1 marzo degli anni successivi per i requisiti che si raggiungono entro l’ anno.

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