Campania/Cronaca/Interno

Telese Terme (BN): il Tribunale del Consumatore interviene sul problema delle “Bollette idriche” che attanaglia i Cittadini telesini

IL “TRIBUNALE DEL CONSUMATORE” RICHIEDE LA SOSPENSIONE DEL PAGAMENTO DELLE FATTURE IDRICHE INCONCRUENTI, CON CONTESTUALE RICHIESTA DI INTERVENTO PER L’ANALISI E RISOLUZIONE DELL’ANGOSCIOSA PROBLEMATICA.

L’Associazione dei consumatori: “TRIBUNALE DEL CONSUMATORE TELESE TERME”, SI RENDE PORTAVOCE DELLE DOGLIANZE SOLLEVATE DAI CITTADINI TELESINI angosciati da gravi disguidi riscontrati in bolletta relativi alla fornitura idrica…, ed avvia modi di risoluzione dell’annosa problematica

Invero, i Cittadini di Telese Terme (BN), anche in qualità di Custodi dell’ambiente, a salvaguardia della salute individuale e collettiva denunciano alle S.V. Illustrissime quanto segue:

La cittadinanza lamenta un’inadeguata qualità dell’acqua con danneggiamenti alle condutture ed elettrodomestici, nonché aberranti e non trasparenti richieste di pagamenti indebitamenti versati.

Invero, la Società idrica, con modalità abusive, vessatorie e persecutorie impone all’utente/consumature il pagamento di canoni idrici riferiti a lettura stimativa e gonfiata, oltre oneri per servizi MAI resi.

Con particolare riferimento alle ultime fatture, di importo eccessivamente sproporzionato rispetto ai periodi precedenti che si contestano in toto, poiché non trasparente e prive di pregio giuridico, anche in considerazione degli invariati consumi rispetto ai periodi precedenti e in assenza di significative perdite.

A tal uopo, si precisa che nonostante la palese illegittimità della pretesa esazione, anche delle fatture precedenti si è provveduto, da sempre, a pagare gli importi riportati in bollette, per i quali si invita ad una solerte rettifica/rimborso.

Si contesta, altresì, una palese incongruenza relativa all’applicazione dell’Iva in bolletta idrica, poiché  a seguito di un controllo contabile emerge che la suddetta imposta è stata applicata comprendendo nell’imponibile, e in modo errato, anche la cd. “quota fissa”, atteso che la stessa non costituisce un servizio.I

n particolare, dal prospetto della fattura si evince un elenco di costi relativi a servizi inesistenti quali:

  1. Depurazione, l’acqua viene, contrariamente al dato fattuale, erroneamente definita “potabile”; infatti, i cittadini telesini sono costretti ad acquistare acqua per soddisfare i bisogni quotidiani della famiglia. Inoltre, essa presenta dei residui nocivi ferrosi e calcarei, inidonea, anche per l’utilizzo domestico. Ne deriva una palese ostruzione delle rubinetterie ed elettrodomestici per la presenza di particelle e materiali vari… altamente tossici per la salute.
  2. Fognatura: il servizio non copre l’intera cittadina telesina, tuttavia tale onere viene imposto anche alle zone prive del menzionato servizio;
  3. Canone: mancata indicazione dei criteri di determinazione del “canone” e della ”quota fissa” per giunta con erronea applicazione dell’IVA per i motivi su specificati;
  4. Oneri di perequazione: addebiti non trasparenti, anche in relazione al difetto dei servizi non resi all’utente.

L’Associazione, quindi, chiede l’annullamento/sospensione immediata di tutte le richieste di pagamento arbitrarie e sine titulo, diffidandoVi dall’inviare ulteriore intimazioni per importi non dovuti e relativi a consumi eccessivi e presuntivi.

A tal uopo, diffida, altresì, la Società idrica dal procedere all’eventuale distacco idrico contro legem e lesivo dei diritti umani, atteso che la mancata erogazione della stessa costituisce interruzione di pubblico servizio e può compromettere seriamente la vita di relazione di qualsiasi persona; oltre alla cessazione del trattamento illecito dei dati personali.

Evidenzia, altresì, che la condotta assunta dagli autori dell’abuso, in palese dispregio degli altrui diritti, ha arrecato ai cittadini istanti gravi pregiudizi sia di natura patrimoniale che extra-patrimoniale per i quali si chiede l’integrale ristoro.

Pertanto, invita la Società idrica a rivedere le fatturazioni in base all’effettivo consumo e tutto quanto connesso, alle luce delle evidenziate doglianze, nonché porre in essere ogni idoneo rimedio alla salvaguardia del diritto alla salute pubblica e privata dell’utente/cittadino.

Nel contempo, si invita l’Ente comunale, la competente ASL, l’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico e l’Autorità Garante della privacy a vigilare per quanto di propria competenza ed a fornire agli utenti, anche a mezzo Codesta Associazione, idonea documentazione contenente i dati identificati/caratteristici riferiti alla qualità dell’acqua distribuita, nonché a farci pervenire certificazione relativa all’asserita depurazione riportata in bolletta.

Con riserva di adire le vie legali al fine di meglio tutelare il già leso diritto alla salute e patrimoniale dei cittadini, anche mediante azioni collettive, oltre al risarcimento di tutti i danni subiti e subendi dagli utenti.

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