Cronaca/Interno/Politica

Voto a primavera

(Claudio Paudice – huffingtonpost.it) – Sergio Mattarella “vede” le elezioni nel 2018. Precisamente, tra febbraio e primavera. In un’intervista a Bloomberg, il Capo dello Stato loda l’operato del Governo Gentiloni e pronostica la fine della legislatura a scadenza naturale. Tramontata ormai nell’arco politico l’ipotesi del voto anticipato, Mattarella esterna quello che appare più come un “presagio quirinalizio” che non un’indicazione al Parlamento, da sempre per il Colle unico soggetto legittimato a confermare e ritirare la fiducia al Governo.

Nell’intervista a Bloomberg c’è la road map prevista dal Colle. E quindi elezioni nella primavera del 2018 con l’auspicio, questo sì, che le due assemblee di Camera e Senato riescano nel frattempo a rendere omogenee le leggi elettorali. “La scadenza naturale della legislatura è fine febbraio. E la data naturale del voto e tra febbraio e inizio primavera. Naturalmente è sempre possibile in ogni democrazia che si creino condizioni per elezioni anticipate. In questo momento non ci sono segnali di questo genere per cui è probabile che si vada a scadenza naturale”.

“Spero che in questi mesi di attività parlamentare sarà possibile approvare una legge elettorale che omogeneizzi il sistema elettorale per le due Camere”, ha aggiunto tra l’altro il Capo dello Stato. In altre parole, la speranza è di rendere le due leggi – entrambe riscritte dalla Corte Costituzionale – omogenee, ma spetta al Parlamento caricarsi di questo peso. Che per il momento ha deciso di rinviare la discussione a settembre dopo settimane in cui il patto a quattro, poi naufragato, aveva fatto sperare in una buona riuscita dell’operazione. Nel caso in cui i partiti non dovessero riuscire, dopo la pausa estiva, a trovare un accordo, Mattarella non potrà far altro che sciogliere le Camere alla loro scadenza.

Ma nell’intervista del Presidente a Bloomberg c’è anche l’approvazione del Quirinale per l’operato dell’esecutivo, e in particolare del presidente del Consiglio Gentiloni e del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, su riforme e salvataggi bancari.

“Un’operazione di grande sagacità”, ha definito Mattarella l’operazione di salvataggio delle banche venete messa in campo dal Governo. “Il governo – ha continuato il capo di Stato riferendosi a Banca popolare di Vicenza, Veneto Banca e Mps – le ha messo al sicuro, e questo permette che la ripresa economica sia accompagnata dal settore bancario”. Le misure sono conformi alle regole dell’Unione Europea e hanno avuto “un costo ridotto per l’Italia, equivalente all’uno percento del Pil, con uno sforzo contenuto”.

Parole da leggere come un sostegno istituzionale all’esecutivo che in Europa ha incontrato non poche resistenze lavorando a stretto contatto con Bruxelles per non inciampare sugli aiuti di Stato nei salvataggi. E non, fanno trapelare dal Quirinale, come una presa di posizione a favore di Gentiloni premier, oggi così tanto apprezzato dal Pd. Tanto che una parte del partito spinge, si vocifera, per una sua candidatura a presidente del Consiglio nella prossima legislatura al posto del “divisivo” segretario Renzi.

Già durante la sua visita di giovedì in Canada Mattarella aveva ricordato l’azione del governo nell'”aver messo in sicurezza il sistema bancario”. E aveva aggiunto anche una stoccata di taglio europeo alle critiche circolate in questi giorni a Bruxelles sull’operazione: “Ciò è avvenuto con un sostegno finanziario anche molto minore di quello che hanno dovuto sostenere alcuni altri paesi d’Europa”.

Concetto ribadito anche oggi nell’intervista a Bloomberg del Capo dello Stato: quella del governo sulle banche venete è “un’operazione di grande sagacità. Il governo le ha messe al sicuro” e si tratta di misure che “hanno un costo ridotto per l’Italia, equivalente all’1% del Pil, un impegno contenuto”. Per il presidente è chiaro che gli interventi dell’esecutivo non si devono fermare visto che “l’Italia sta crescendo e le autorità internazionali hanno rivisto al rialzo le previsioni del Pil italiano”.

Può quindi giustamente “gongolare” il premier Gentiloni. Subito dopo che le agenzie hanno battuto le dichiarazioni di Mattarella, il presidente del Consiglio è intervenuto al Tg1 dove ha rivendicato l’operato del suo governo in un’intervista al Tg1: “È importante che abbiamo agganciato il treno della crescita, c’è molto da fare ma le riforme e le decisioni di questi anni hanno prodotto risultati”.

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