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Maurizio Belpietro: “Berlusconi vuole Renzi ma occhio al bidone…”

(Maurizio Belpietro per la Verità) – Qualche lettore non crede che Silvio Berlusconi si sia messo d’ accordo con Matteo Renzi per un futuro governo di larghe intese. Li capisco. Per un po’ non ci ho creduto neppure io, ma poi alla fine ho dovuto darmi dei pizzicotti e rassegnarmi all’ evidenza dei fatti. L’ uomo che ha creato il centrodestra in Italia si appresta a distruggerlo per una nuova stagione di alleanze con il Pd.

La prova di quel che dico? Beh, basta leggersi l’ intervista a doppia pagina che il Cavaliere ha rilasciato al Corriere della Sera l’ altro ieri. Il leader di Forza Italia è sempre stato a favore di un sistema maggioritario con un premio alla coalizione e non alla lista. Solo così infatti si spingono i partiti a mettersi insieme per vincere e governare. Non ci fosse stato un sistema maggioritario, Berlusconi non sarebbe riuscito nel 2008 ad avere l’ ampia maggioranza che ebbe. Con il proporzionale probabilmente avrebbe dovuto mettere insieme una specie di pentapartito, tipo quello che fece colare a picco la prima Repubblica.

Eppure, nonostante sia sempre stato un convinto sostenitore del maggioritario, tanto che nel 1993 provò a sostenere Mario Segni, il promotore del referendum che smantellò preferenze e proporzionale, ora il Cavaliere vuole il Tedeschellum, ossia un sistema elettorale che spinge i partiti a correre da soli, alleandosi se del caso dopo il voto. Una simile scelta può significare una sola cosa, ossia che il leader di Forza Italia vuole tenersi le mani libere e non ha alcuna intenzione di avere un vincolo con la Lega e con Fratelli d’ Italia.

Ho provato a cercare una spiegazione diversa del suo comportamento, ma alla fine l’ unica che sta in piedi è quella che ho detto. Berlusconi spinge per un proporzionale con soglia di sbarramento al 5 per cento perché è convinto che ciò disboscherà il sistema politico dai vari cespugli di centro, di destra e di sinistra. E alla fine, dopo la bonifica elettorale, sul campo rimarranno in 4, massimo 5 partiti: 5 stelle, Pd, Forza Italia, Lega e una «cosa rossa» che fa capo ai nostalgici di sinistra. In pratica, avremo 2 formazioni con circa il 30 per cento e 3 partiti ciascuno con circa il 20.

Escludendo un’ alleanza tra Partito democratico e grillini, che al momento non sembra ipotizzabile, quali altre unioni rimangono per fare il governo? Le elenco nell’ ordine. I pentastellati potrebbero allearsi con la sinistra radicale oppure con la Lega, mentre il Pd ha a disposizione due possibilità, la prima delle quali è la più logica ma la meno probabile, cioè una maggioranza con i compagni che se ne sono andati sbattendo la porta. Dicevo che è la più logica ma la meno probabile, perché l’ odio sordo che impedisce ai fuoriusciti di stringere un patto con Matteo Renzi è noto. E allora al Partito democratico che strada rimane? La risposta è facile: non resta che fidanzarsi con Forza Italia.

Peraltro con il sistema proporzionale alla tedesca è anche l’ unica possibilità per il partito del Cavaliere di contrarre matrimonio e ritornare nell’ area di governo. Perché, nonostante oggi il centrodestra sia maggioranza nel Paese, correndo separati Forza Italia e Lega non avrebbero mai i numeri per fare un esecutivo. Per capirlo è sufficiente usare i sondaggi pubblicati ieri dai principali quotidiani e aggiungerci un po’ di zucca. Se Forza Italia sta al 14 e la Lega al 15, con un proporzionale e il recupero dei resti al massimo possono puntare a raggiungere un 20 per cento a testa, e dunque a disporre del 40 per cento insieme.

Troppo poco per governare. Ma se Forza Italia ha lo stesso 20 e il Pd, grazie al proporzionale, supera il 30, il gioco è fatto.

Naturalmente ci sarebbe una variabile, ossia un premio di maggioranza alla lista che supera il 35 per cento oppure alla coalizione.

Ma in questo caso, per vincere, Berlusconi dovrebbe fare la lista unica, oppure chiedere che il premio venga dato alla coalizione. Allora sì che Lega, Forza Italia e Fratelli d’ Italia ce la farebbero. Diversamente si consegna il Paese a Renzi per strapparlo a Grillo. E a mio modo di vedere sarebbe un disastro. Certo, Berlusconi è convinto, quando sarà in maggioranza, di poter mitigare l’ arroganza di Renzi.

Fuor di metafora, forte del suo venti per cento pensa di poterlo comandare. Ma è qui che si sbaglia. Nel passato Renzi lo ha già fregato un paio di volte. Va bene che non c’ è due senza tre, ma perché chiudere una carriera politica con un bidone?

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