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Filippo Facci: “Com’è umano il Pd… usa le schiave”

(Filippo Facci per Libero quotidiano) – È inutile che rognate, la comunicazione ormai funziona così, lo volete capire? Caro presidente dell’Abruzzo Luciano D’ Alfonso, caro ministro Claudio De Vincenti, caro presidente dell’ Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e cari tutti-gli-altri che avete partecipato a questo incontro tutto piddino a Sulmona: è inutile che organizzate un incontro, appunto, e lo titolate pomposamente «idee e nuove visioni per il futuro della regione Abruzzo in Europa» se poi cadete in errori del genere, perché così dimostrate che di «idee e nuove visioni» non avete capito niente.

È tutta una sciocchezza, una cazzata, lo sappiamo tutti, ma provate a ragionare: voi, a quest’incontro, potreste anche aver detto le cose più intelligenti del mondo (diciamo così) ma poi no, non potete farvi fotografare in quel modo, seduti sul palco con accanto delle signore e una ragazzina che reggono degli ombrelli per ripararvi dal sole: come delle geishe, come delle schiave da satrapìa orientale, o come le signorine-immagine ai box della Formula Uno.

Erano volontarie? Chi se ne frega, è chiaro che la notizia diventa quella e solo quella. E dovevate saperlo, dovevate immaginarlo: qualcuno ha subito ironizzato sulle «ombrelline del governatore» e le boldrini d’ Italia son subito esplose come un sol uomo, anzi donna: anche perché le femministe di vieto stampo ce le avete ancora tutte voi, sono tutte nel Pd, che vi aspettavate?

Ed ecco che sono subito intervenute le varie professioniste della parità di genere, e la consigliera di parità della Regione Abruzzo, e la presidente della Commissione pari opportunità della Regione, tutte a straparlare di «peggior modello di cultura patriarcale» e scemenze del genere: ma ve lo siete meritato.

Caro presidente D’ Alfonso, avete cercato di metterci una pezza (un ombrello) e avete parlato di «non-notizia», di «boutade estiva» solo perché a un certo punto, durante un paio di dibattiti, c’ era semplicemente da riparare i relatori dalla pioggia (al mattino) e poi dal sole (nel pomeriggio) perché il palco era scoperto, fine; avete spiegato che alcuni volontari dotati di ombrello si sono attivati autonomamente, avete detto, e casualmente erano donne. È forse servito, presidente? A quel punto era finita.

Il giorno dopo, durante la conferenza stampa conclusiva della manifestazione, a Pescara, del bilancio del convegno non gliene fregava più niente a nessuno: i cronisti volevano parlare solo degli ombrelli, perché funziona così. Ed è anche la ragione per cui il presente articolo compare su questo giornale: perché la notizia sono gli ombrelli, non voi che ve la cantate.

Le «nuove visioni per il futuro» sono già nel presente, come dimostra il fatto che uno come Massimo Bugani, che al Comune di Bologna presiede il gruppo consiliare grillino, si è messo ad aprire un ombrello in aula (ah ah) e poi ha subito postato l’ immagine sul suo profilo Facebook, rivolgendosi al presidente dell’ Emilia Romagna con queste parole: «Bonaccini vergognati! Inspiegabile il silenzio delle donne del Pd davanti all’ immagine del presidente riparato da alcune signore che reggono ombrelli alle sue spalle». Capito, Bonaccini? Capito, D’ Alfonso?

E questo grillino, questo genio, racconterà in giro che lui in questo modo fa politica: e l’ incredibile è che, in certa misura, ha pure ragione: così come è vero che quell’ immagine con gli ombrelli – la vostra – ha fatto politica a sua volta.

È la civiltà dell’ immagine, bellezze: ecco la visione e il futuro, dell’ Abruzzo e non solo. E stiamo tacendo del mondo femminista, che ne ha subito approfittato per intasare l’ etere e il web con una strabordante quantità di scemenze che voi – colpevoli – avete autorizzato: le avete aperte voi, le gabbie, ora arrangiatevi. E le donne-accessorio, e le donne-oggetto, e le donne riempi-lista, e il sessimo: oddio chi le ferma più, adesso. Volevate il convegno serioso sulle visioni e sul futuro. Beccatevi il gesto dell’ ombrello.

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