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Non rompete le palle a Donnarumma

(Giuseppe Cruciani per Libero Quotidiano) – Non rompete le palle a Donnarumma. Il ragazzotto ha tutto il diritto di fottersene degli esami di maturità, del ministro Fedeli, dei moralisti di turno alla Gramellini e dei professori della scuola che si sentono offesi perché lo studente all’ ultimo minuto ha fatto maramao e se l’ è svignata con tanto di aereo privato al sole di Ibiza. Ma scusate, voi cosa avreste fatto?

Cosa avreste scelto in pieno luglio tra i banchi di un liceo di Vigevano e le spiagge delle Baleari, sapendo che male che vada tra qualche giorno firmerai un contratto di cinque-sei milioni di euro all’ anno e sei destinato a diventare tra i più ricchi calciatori in circolazione? Fate uno sforzo di sincerità, e la risposta ve la siete già data. Las playas, ovviamente.

Epperò in poche ore Gigio (così viene chiamato il 18enne milanista) è stato massacrato dal plotone d’ esecuzione di quelli che non vedevano l’ ora di prendersela col nuovo arricchito in jet privè, in nome della scuola pubblica, del pezzo di carta e della Cultura, ovviamente quella che dicono loro. Così sulla prima pagina del Corriere Massimo Gramellini sentenziava che se il ragazzo non dovesse diventare ragioniere «resterà iscritto per tutta la vita al club dei ricchi ignoranti, in Italia così frequentato che non correrà mai il rischio di morire in solitudine».

Come se l’ ignoranza dipendesse dal possesso di un certificato o di un diploma, dalla frequentazione di una scuola.

In realtà l’ unico club sempre aperto è quello degli Invidiosi in Servizio Permanente, che non avendo le doti naturali di Donnarumma e non potendo raccogliere in tutta la vita tutto quello che lo sbarbato metterà via in un mesetto di parate, discoteche, riflettori, televisione e donne a frotte, non vedono l’ ora di scatenarsi alla prima occasione, cercando qualsiasi piccolo difetto del campione per eruttare livore e odio.

L’ apice, ca va sans dire, si raggiunge sul mitico web che regala sempre perle inarrivabili. E allora abbiamo quello che bolla Donnarumma come «un esempio negativo per i giovani italiani, non si presenta alla maturità per andarsene in vacanza», il noto critico tv indignato che la butta sul serio («Donnarumma fa il portiere e rinuncia alla maturità, mentre i nostri figli fanno la maturità e rischiano di fare i portieri»), e la scrittrice dei buoni sentimenti che vorrebbe trovare sempre il lieto fine, perché in fondo pensa che guadagnare tanti quattrini da giovani sia un mezzo crimine («Dopo aver strappato un ingaggio da 6milioni l’ anno, dopo mille tarantelle, poteva almeno dare il buon esempio»).

E quindi tutti a invocare il mitico diploma da ragioniere, col ministro Fedeli (già proprio lei, quella della laurea che laurea non è stampata sul curriculum, poi corretto a tempesta mediatica scoppiata) a non lasciarsi scappare la passerella persino sulla Gazzetta: “Gigio non mollare, prenditi il certificato che non si sa mai”. Scene patetiche, quando si sa bene che con quella roba i ragazzi di oggi non ci fanno praticamente nulla (il tasso di studenti promossi alla maturità supera da anni il 90 per cento e più, dunque il merito non esiste).

Per non parlare della commissione di maturità che doveva giudicare il numero uno del Milan. Mentre nel resto del Paese i prof universitari fanno sciopero facendo saltare gli esami a migliaia di persone, questi si lamentano piccati del forfait di Gigio, ma prima dicono di aver concesso al portiere un privilegio («i colloqui d’ esame sono stati interrotti per consentire all’ ormai ex candidato di sostenere le prove scritte»).

Con la presidente della medesima commissione che non ha perso occasione per far passare Donnarumma come un arrogante, presuntuoso, uno che se ne fotte degli altri: «Faccio presente che oltre al signor Donnarumma ci sono 57 candidati che stanno affrontando l’ esame, alcuni dei quali hanno problemi familiari gravi. Eppure sono venuti ad affrontare le loro prove».

Bravo Gigio, hai fatto bene a scappare da questo covo di matti. Magari tra qualche decennio prenderai pure la laurea, quando vuoi tu, per sfizio, per divertimento, e li fotterai tutti.

Ah, ultima cosa. Il profilo Facebook della presidente di commissione, tale Elda Frojo, è avvolto da bandiere interiste e da foto di capitan Zanetti. Va bene, per carità.

Ma come diceva un politico famoso deceduto qualche anno fa: a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

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