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Peppino Caldarola: “C’è un’unica soluzione ai mali del Pd: un’altra scissione”

Il partito è ormai quasi interamente renzizzato. Per una nuova minoranza non c’è spazio né futuro. E allora Cuperlo, Orlando e Franceschini contribuiscano a riorganizzare la sinistra, invece di perdere tempo.

(Peppino Caldarola – lettera43.it) – Su un punto Matteo Renzi ha assolutamente ragione nella polemica con la sua nuova minoranza: che diavolo vogliono? È bene essere realisti. Renzi ha vinto le primarie (e ha perso tutte le secondarie) con grande distacco sui suoi competitor. Non ha alcuna voglia di discutere con chi lo critica. Non ha alcuna intenzione di fare alleanze politiche nella illusione di presentarsi come l’unica diga contro Matteo Salvini e Beppe Grillo. Ha in mano la sciabola con cui può, e lo farà, mandare a casa tutti, dicasi tutti, i parlamentari che non gli piacciono. Propone sull’Europa una linea insufficiente mentre la minoranza non ne propone alcuna. Il 6 luglio ho scritto che sull’Europa che non collabora per i migranti con noi dobbiamo esercitare una pressione fortissima, fino a minacciare le dimissioni del governo dando a Emmanuel Macron e anime belle la responsabilità di scegliere fra un criticabile governo moderato o l’avventura leghista o grillina.

NON C’È SPAZIO PER SINISTRE INTERNE. Torniamo al punto iniziale. Il progetto di Renzi tanto è confuso politicamente tanto è chiaro sull’obiettivo personale: vuole intestarsi da solo questa lunga stagione politica, nella convinzione che, anche grazie all'”aiutino” di Silvio Berlusconi, tornerà al governo per continuare a promettere ricchi premi e cotillon. Gianni Cuperlo e Andrea Orlando che ci fanno in questo partito? Molti leader anziani, anche il caro Sposetti e il vecchio Macaluso, li incoraggiano a restare per combattere. Come, contro chi e con chi? Il popolo residuo del Pd è renzizzato, fatevene una ragione. Lo scrivo da settimane. C’è una parte del popolo di sinistra che se n’è andata dal Pd e Renzi è stato molto felice di togliersela dai piedi. Un’altra parte ha deciso che, al diavolo il glorioso passato, è tempo di nuove avventure, quindi Renzi a go-go. Le sinistre interne se pensano di conquistare questa parte di militanti “renzizzati” prenderanno una brutta botta perchè saranno considerate ostacolo alla luminosa ascesa del capo. Franceschini, che di sinistra non è, pensa invece che Renzi possa essere condizionato o disarcionato da un ribaltamento interno e da una guerriglia politica del “mordi e fuggi”.

Renzi è più bravo di lui per una sola ragione: perchè alza la posta e si gioca ogni volta tutto. Condizione nella quale Franceschini non può mettersi. Un consiglio: lascino il Pd. Lascino Renzi con la sua gente, gli consentano di cambiare nome a questa organizzazione che sarà battezzata Partito della Nazione e lavorino per un rassemblement di centrosinistra che possa competere con Renzi o, alla peggio, collaborare con lui con una forza intorno al 20%. Ogni altra strategia è perdita di tempo, giochetto, tentativo di strappare un seggio in più in parlamento. Renzi epurando il partito e cacciando chi dissentiva, ovvero sospingendoli fuori dal a porta, si è fatto il proprio partito personale. Gli manca poco a completare l’opera ma con le liste avrà il risultato.

UN PARTITO SENZA IMMAGINAZIONE. Ci sarà sulla scena politica un partito moderato, aggressivo sui diritti civili, il che non è male, liberista in politica economica. La sua Italia non sceglierà mai una strada. Il progetto di Renzi non prevede immaginazione, ovvero quel gusto di sciogliere i nodi strutturali di un Paese avviandolo verso una nuova industrializzazione tecnologicamente attrezzata, verso l’agro-industria o verso altri settori-immagine. Renzi è il primo uomo politico che non lo sa e non vuole saperlo. Che vinca Farinetti o l’industria spaziale per lui fa la stessa cosa. È un totus politicus. E su questo terreno, che è fatto di guerre lampo, di trappole, di agguati, è imbattibile perchè il grosso dell’esercito è con lui. C’è un altro esercito, potenzialmente più numeroso, che è lontano da lui e lo avversa. Bisogna riorganizzarlo e Cuperlo, Orlando e Franceschini possono dare una mano invece di perdere tempo a farsi prendere per i fondellli.

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