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Fulvio Abbate: “Sono un comunista con souvenir fascisti. Boldrini? Fuori storia”

(Americo Mascarucci – intelligonews.it) – Secondo il presidente della Camera Laura Boldrini sarebbe arrivato il momento di pensare alle offese dei monumenti fascisti che creerebbero disagio a chi, antifascisti e figlio della Resistenza si trova a passarvi davanti. In Italia negli ultimi giorni si  è tornato a parlare di fascismo e antifascismo con riferimento alla spiaggia di Chioggia piena di simboli e slogan del Ventennio e per la legge sul reato di apologia di fascismo in discussione alla Camera. Legge che è stata definita liberticida dal Movimento 5Stelle che la considera lesiva della libertà di opinione andando a punire, non il tentativo di ricostituzione del partito fascista, la la semplice manifestazione di un pensiero anche attraverso simboli come il saluto romano. Sono diversi gli intelltuali, anche di sinistra, che esprimono dubbi e perplessità sull’efficacia di questa legge e sulla necessità di vietare simboli fascisti. Intelligonews ha sentito il parere dello scrittore Fulvio Abbate.

Abbate choc: 'Sono un comunista con souvenir fascisti. Boldrini? Fuori storia'
Lei è un intellettuale di sinistra e dunque fiero antifascista. come giudica la legge in discussione in Parlamento sull’apologia di fascismo che i 5Stelle hanno definito liberticida scatenando le ire del proponente Fiano e del Pd?
 
“Pur essendo dichiaratamente e istintivamente antifascista non ho alcun problema a mostrare, come ho fatto anche in televisione, un portachiavi con il famoso profilo ruotante di Benito Mussolini. Sono stato a Predappio e ho pure comprato dei souvenir nel celebre negozio Ferlandia. Ho anche una riproduzione dello storico balcome di Piazza Venezia. Premesso ciò e posto che i souvenir del Fascismo pur essendo paccottiglia sono comunque straordinari, il problema del fascismo che riguarda la sua natura autoritaria, razzista e fondamentalmente violenta, non può essere risolto con una regolamentazione per legge. In Italia poi il cuore profondo della piccola borghesia è fascista e per me questo è imperdonabile perchè è una cultura che non condivido e ritengo ributtante. La soluzione non è nel fare apposite leggi. Il problema sta nelle famiglie che insegnano ai propri ragazzi che i nonni stavano bene durante il fascismo perchè ha dato dignità alla piccola borghesia mettendogli una divisa. Come volete che una legge possa impedire ciò? L’unica soluzione sarebbe portare fuori i ragazzi da queste famiglie. In Italia poi a differenza della Germania non c’è mai stata una completa epurazione del fascismo come avvenuto con il nazismo. In Germania non si trova una svastica originale neanche cercandola per giorni e giorni perché tutto è stato cancellato. In Italia invece ci sono ancora frasi di propaganda del regime ben visibili su tantissimi muri. Andando al mare a Palermo mi compariva sempre sotto gli occhi la scritta: ‘Rona dopo aver vinto associa i popoli al loro destino’. Era una frase di Benito Mussolini”.
A proposito di monumenti fascisti. La presidente della Camera Boldrini è tornata a dire che offenderebbero la memoria della Resistenza e creerebbero disagio gli antifascisti come lei. E’ d’accordo?
 
“Assolutamente no, sono fra quelli che hanno difeso e sostenuto il restauro dell’obelisco del Foro Italico, una delle poche opere del neoplasticismo italiano. I monumenti servono a raccontare il nostro tempo e la nostra storia. Pensiamo a Sabaudia e a tutto ‘l’agro redento’ realizzati in vitro dal fascismo. La presenza dei simboli fascisti serve a conservare la memoria di questi paesi anche con riferimento alla storia paesaggistica e architettonica dell’Italia. Sul Passo del Furlo i partigiani fecero saltare il naso di Mussolini il cui profilo era stato scavato in mezzo alla montagna. A distanza di anni si sta discutendo di restaurare quel monumento ripristinando il naso. Non sono d’accordo ovviamente con la Boldrini. Il problema del Fascismo è un altro: impedire che qualcuno pensi di imporre o mantenere  l’ordine pubblico con la violenza e il manganello, piuttosto che con le spranghe e le catene. Simboli e monumenti non c’entrano assolutanente nulla”.
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