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Il documento del medico del carcere: “Dell’Utri sta male non può rimanere a Rebibbia”

Oggi ci sarà la decisione del tribunale di sorveglianza. Tiscali.it ha potuto leggere una relazione sanitaria che si conclude con queste parole: “Sarebbe necessario il trasferimento presso un centro clinico con caratteristiche ospedaliere. L’attuale allocazione presso l’infermeria non è compatibile con il regime carcerario”

La visita degli onorevoli

L’ultimo in ordine di tempo che ha varcato il cancello del carcere di Rebibbia per andare a trovare l’ex senatore è stato Amedeo Laboccetta. Uno dei primi atti compiuti dal deputato che è entrato a Montecitorio dopo le dimissioni di Raffaele Calabrò. Lo stesso Laboccetta, in quel caso da detenuto, aveva varcato il cancello di un altro penitenziario, quello di Regina Coeli, lo scorso dicembre, arrestato e poi scarcerato dopo due settimane, nell’indagine sul re delle slot Francesco Corallo, inchiesta della Procura di Roma che lo vede ancora coinvolto. Laboccetta attraverso un comunicato ha fatto sapere di aver incontrato Marcello Dell’Utri. “E’ sereno alla vigilia di una giornata importante della sua vita. Gli ho donato – ha spiegato il deputato di Forza Italia – un libro su Carlo III di Borbone che l’ex senatore azzurro ha molto apprezzato. Dell’Utri è in attesa di affrontare, in anestesia 
totale, una biopsia prostatica e ciò lo pone in uno stato di ansia, ben comprensibile per un uomo di 77 anni”. Dell’Utri è imputato anche nel processo sulla trattativa stato-mafia in corso a Palermo; nel processo sulla presunta associazione segreta P3 che si svolge a Roma; coinvolto nel procedimento per il saccheggio della biblioteca Girolamini di Napoli. L’attenzione per le condizioni dell’ex senatore sono comunque bipartisan. Non solo Laboccetta e diversi esponenti di Forza Italia, il suo partito, ma a inizio luglio a far visita è arrivato anche Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera e deputato del Pd. Una notizia facilmente verificabile visto che proprio l’onorevole ne parla sulla sua pagina facebook spiegando di aver visitato il braccio G14, il reparto medico, denunciando scarsità di personale e aumento della popolazione carceraria. Poi Giachetti racconta di aver incontrato Dell’Utri e scrive: “Ho scambiato due parole anche con Marcello Dell’Utri che stava ricevendo la visita dei suoi familiari. Mi hanno colpito le sue parole: “vedi io non chiedo nulla. Sono qui e non chiedo nulla. Sono stato detenuto prima a Parma e poi qui ed ho accettato la detenzione senza mai chiedere nulla. Ora chiedo solo che se c’è una legge questa sia rispettata. Esiste una legge che prevede l’incompatibilità del carcere con chi ha seri problemi di salute? Allora io chiedo semplicemente che se tale incompatibilità viene accertata chi ha il dovere di pronunciarsi lo faccia. Perché in pendenza di gravi problemi di salute per la decisione si devono aspettare quattro mesi?”.

Il deputato del Pd, citando la battaglia che conduce il quotidiano ‘Il Tempo’ sul caso, ha posto la questione dei tempi visto che il Tribunale di sorveglianza aveva inizialmente fissato l’udienza per settembre. La pressione politica e mediatica ha prodotto il risultato di una anticipazione della decisione, visto che oggi il Tribunale dovrebbe decidere sull’istanza di scarcerazione.

La battaglia giudiziaria per andare ai domiciliari

La battaglia di Marcello Dell’Utri per andare ai domiciliari è iniziata lo scorso anno, l’ex senatore si è sottoposto ad una serie di visite specialistiche per accertare le sue condizioni di salute. Dell’Utri è stato arrestato a Beirut, in Libano, dopo due mesi di latitanza, rinchiuso nel carcere di Parma, nel 2014, è stato successivamente trasferito nel penitenziario romano. La decisione del Tribunale di Sorveglianza, che dovrebbe arrivare oggi, terrà conto anche della relazione del medico del carcere di Rebibbia che lo scorso 10 maggio aveva ritenuto la situazione di Dell’Utri non compatibile con il regime carcerario. Tiscali ha potuto leggere un ulteriore documento dello scorso 30 giugno, una relazione sanitaria che si conclude con queste parole: “Sarebbe necessario il trasferimento presso un centro clinico o Sai attrezzato con caratteristiche ospedaliere, ed in mancanza di questo, l’attuale allocazione presso G14 infermeria non è compatibile con il regime carcerario”.

Pochi giorni fa Dell’Utri è stato intervistato in esclusiva nella trasmissione In Onda su La7 rivelando un particolare che proprio la sera prima era stato ricoverato in ospedale ed era poi uscito per realizzare l’intervista. Era troppo importante per il senatore tornare nel penitenziario e raccontare la sua verità: “Sono un prigioniero politico”. Ora il Tribunale deciderà sul ‘prigioniero’ che secondo la Cassazione, che ha confermato la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, nel 2014, era in ‘perdurante rapporto con l’associazione mafiosa e che non meritava le circostanze attenuanti perché “la natura del reato commesso è espressivo di particolare pericolosità sociale”.

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