Cronaca/Interno/Politica

Le ordinanze “estive” dei sindaci

(Daniela Uva per Il Giornale) – A Fossò, provincia di Venezia, l’ estate è flagellata dalle scorribande di un cane di grossa taglia. L’ animale ha preso l’ abitudine di scappare dal suo giardino e di accanirsi sulle ruote delle auto in sosta, mordendole e bucandole. Al punto che il sindaco è stato costretto a emettere un’ ordinanza ad hoc. Chiunque possieda un amico a quattro zampe è tenuto ad adeguare la recinzione di casa, in modo che il cane non possa scavalcare e quindi uscire da solo. Questo è solo uno dei tanti regolamenti più o meno originali che i primi cittadini italiani, puntualmente come ogni anno, stanno emanando in queste settimane. Il fine è nobile: rendere più vivibili borghi e città.

Il mezzo, qualche volta, lascia un po’ perplessi. Almeno per la sua stranezza. A Potenza, per esempio, uno dei problemi più sentiti è quello della prostituzione in strada, anche in pieno giorno. Ed ecco pronta l’ ordinanza su misura: nelle zone a luci rosse è vietato sostare e fermarsi non solo con l’ auto, ma anche a piedi. Insomma, a chiunque passi da quelle parti è consigliato continuare a camminare, perché in caso contrario si rischia una multa molto salata: fino a 500 euro. Un caso limite, certo.

Ma nel nostro Paese non è il solo. A Orta Nova, quasi 18mila anime in provincia di Foggia, esiste un contenzioso fra Comune e azienda che dovrebbe occuparsi della raccolta dei rifiuti. Il risultato è che i cassonetti restano stracolmi creando problemi di decoro e igiene. Il sindaco ha pensato di risolvere l’ emergenza con una norma nuova di zecca che invita tutti i cittadini a «trattenere il più possibile i rifiuti a casa per non peggiorare una situazione già grave e precaria».

L’ estate sta creando qualche problema anche a Sarno, provincia di Salerno. Qui l’ emergenza riguarda i fiori che parenti e amici dei defunti portano al cimitero. Le temperature elevate li fanno marcire e decomporre troppo in fretta, e questo aumenta l’ inquinamento dell’ area. La soluzione? Vietare a chiunque – dal primo giugno al 30 settembre – di commemorare i propri cari, a meno che non lo faccia con una pianta finta.

Un caso isolato? Assolutamente no, visto che ordinanze identiche sono state pubblicate anche a Supersano (Lecce), Giugliano, Ercolano (Napoli) e Casagiove (Caserta). Ma con il caldo non è solo il decoro urbano a preoccupare. C’ è anche la sicurezza, che impone un po’ ovunque di non vendere bottiglie di vetro al di fuori dei locali. A Pisa questa regola è stata studiata veramente nel dettaglio, al punto che il Comune ha deciso di distinguere i contenitori in base alla loro temperatura. Il risultato è che gli esercenti sono invitati a tenere le bevande alcoliche – a partire dalla birra – fuori dal frigorifero.

Ma solo se sono destinate all’ asporto. L’ ordinanza è stata emanata per contrastare la movida selvaggia, ma viste le polemiche è allo studio una deroga per i mesi più caldi. Singolare è anche il caso di Cesena che, come qualunque altra città italiana, deve vedersela con la temuta zanzara tigre. Chiunque voglia eseguire trattamenti per la disinfestazione su esemplari adulti adesso deve attenersi a prescrizioni molto precise, che impongono anche l’ uso di specifici prodotti. E non basta: ai cittadini è vietato avere in casa acqua stagnante e tenere l’ erba troppo alta. Nella selva di regole e divieti stagionali spicca anche Ravenna. Perché qui da quest’ anno è proibito fare il bagno nei laghi, nei fiumi e nei canali.

Proprio come a Milano, dove il divieto riguarda i tuffi nella Darsena dei Navigli. L’ obiettivo è garantire la sicurezza dei cittadini, e non importa che l’ afa sia troppo forte. E poi naturalmente ci sono gli ambulanti in spiaggia. Per chiunque compri qualcosa da loro a Jesolo sono pronte multe salatissime. Le stesse che aspettano i ragazzini di Monte Argentario. Qui per chi gioca a calcio in strada sono guai seri. Ma anche nelle grandi città ci sono novità. Per la festa del Redentore piazza San Marco sarà divisa in settori e, dal 2018, a numero chiuso. Per ragioni di sicurezza superato un certo numero i visitatori saranno deviati verso altre zone della città da cui assistere ai fuochi.

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