Cronaca/Editoria/Inchieste/Interno

I politici stufano in tv figuriamoci in libreria. Quando scrivono un libro, è flop assicurato!

(Gianluca Veneziani per Libero quotidiano) – Si fa un gran parlare del libro Avanti (Feltrinelli, pp. 240, euro 16) di Matteo Renzi appena pubblicato, ma i numeri dicono che sul mercato i saggi scritti dai politici vanno Indietro tutta. Così come gli intellettuali prestati alla politica inevitabilmente falliscono (da Platone in poi), allo stesso modo i politici che si cimentano a fare gli scrittori fanno flop in termini di vendite.

Certo, all’ interno della categoria “parlamentari o segretari di partito che si improvvisano scrittori” vanno fatti alcuni distinguo: perlopiù i politici bolliti, usurati o già “trombati” vantano un numero di copie vendute pari quasi ai loro voti, cioè pochissime; invece i giovani rampanti, che per anagrafe, stile o partito di riferimento si presentano come innovatori, funzionano meglio anche sul mercato editoriale, forse perché i loro testi suonano non come resoconti di un fallimento, ma come vangeli profetici di un’ era che verrà.

Ecco allora un breve resoconto, dati alla mano (gentilmente fornitici dalla Nielsen, azienda leader nell’ analisi delle tendenze di acquisto). La maglia nera va al libro di Enrico Letta e Romano Prodi, Tra politica e politiche. La lezione di Nino Andreatta (Il Mulino), edito nell’ ottobre 2016, che ha venduto finora la miseria di 108 copie, circa 13 al mese. Per avere una misura del flop, basti considerare che nello stesso periodo la top three dei saggi di politica in Italia ha venduto in media 34.616 copie.

È andato piuttosto male anche il libro di Walter Veltroni, E se noi domani (Rizzoli), che nel 2013 si prometteva di offrire al lettore un ricettario per la sinistra del futuro, ma ha piazzato solo 6.265 copie vendute, di cui 6.214 nei primi 12 mesi (anche qui è impietoso il confronto con i tre libri di politica più venduti nello stesso anno, che registrano una media di ben 48.159 copie). E che dire ancora di Letta che, pure da solo, non sfonda nonostante le numerose ospitate tv per promuovere il suo ultimo libro: Contro venti e maree.

Idee sull’ Europa e sull’ Italia (Il Mulino), pubblicato nel marzo di quest’ anno, finora conta 7.374 copie vendute, non proprio numeri da bestseller. Sintomatica dell’ importanza della credibilità del politico nel momento della pubblicazione è la parabola di Gianfranco Fini: se il suo Il futuro della libertà (Rizzoli), pubblicato nel novembre 2009, quando l’ allora presidente della Camera era ancora in auge, ha raggiunto la cifra record di 30.676 copie, il suo successivo L’ Italia che vorrei (Rubbettino), edito nel 2010, mentre si consumava lo strappo con Berlusconi, si è fermato a 2mila. 

Contano le diverse dimensioni della casa editrice, certo, ma soprattutto la caratura del personaggio, se si considera che uno come Massimo D’ Alema, sempre con Rubbettino, ha superato ampiamente le 5mila copie col libro Non solo euro. A conferma di questo fenomeno, si potrebbe vedere l’ andamento delle vendite del libro di Mario Monti: La democrazia in Europa (Rizzoli), scritto insieme a Sylvie Goulard e pubblicato nel 2012, quando il Professore era in sella al governo e qualcuno credeva ancora al suo metodo Lacrime&Sangue, ha venduto 12.098 copie, salvo poi crollare in edizione Bur nell’ ottobre 2013, con appena 232 copie, quando Monti era già stato scalzato da Palazzo Chigi.

Diverso andazzo fanno registrare i saggi delle nuove leve della politica che, coi loro faccioni in copertina, fungono da calamita per i lettori. Così, se Alessandro Di Battista, con il recente A testa in su.

Investire in felicità per non essere sudditi (Rizzoli), segna 13.745 copie vendute, Matteo Salvini valica il confine delle 15mila copie (per l’ esattezza 15.025 – ma Rizzoli ne certifica già 20.243) con Secondo Matteo. Follia e coraggio per cambiare il Paese (Rizzoli), scritto a sei mani con il nostro Matteo Pandini e con Rodolfo Sala. Il più performante, in questo senso, è proprio Matteo Renzi i cui Fuori! (Rizzoli) e Oltre la rottamazione (Mondadori), pubblicati entrambi quando il segretario del Pd ancora non era a capo del governo, hanno venduto rispettivamente 20mila e 15mila copie.

Un dato interessante, comune a tutti, è però il fatto che si tratta sempre di shortseller, libri dalla breve durata in fatto in vendite, che dopo il primo anno dalla pubblicazione pressoché scompaiono della circolazione. Saggi come quelli di Renzi, di Monti o di Veltroni hanno esaurito pressoché la totalità delle copie vendute nei primi 12 mesi. La dimostrazione che non diventeranno mai dei classici, e che tutti si dimenticheranno presto (senza perderci granché) di quanto hanno scritto.

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