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Le “perle” di Marco Travaglio

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano)Dio li fa, poi li accoppia. “Berlusconi ha tanti limiti, ma non è di sinistra” (Matteo Renzi, Bersaglio Mobile, La7, 12.7). Così siete in due.

Lottizzati. “Consip, Lotti un’ora dai pm: ‘Sereno, ho risposto a tutte le domande’” (La Stampa, 15.7). Ha scambiato l’interrogatorio per la maturità.

Ce lo dice lui. “Vi racconto cos’è un fascista, anche oggi… una parlata maligna che infesta il web, ma anche certi giornali, fatta di ‘slurp’, ‘lecca-lecca’, ‘lingua’…” (Emanuele Macaluso a Salvatore Merlo, Il Foglio, 12.7). Oh, finalmente si chiarisce cos’è il fascismo oggi: è il Fatto quotidiano che dà dei lecca-lecca ai lecca-lecca tipo Merlo. Ma il miglior antidoto all’olio di ricino è la saliva.

E venne l’acqua che spense il fuoco. “Le nuove tecnologie. Droni e video satellitari o contro i killer dei boschi. Allo studio un progetto europeo per spiare i movimenti dei piromani. Smartphone per creare una rete di allerta e software per seguire i roghi” (Il Messaggero, 14.7). Usare i Canadair pare banale.

Quando ci vuole, ci vuole. “Madonna santa, cazzo!” (Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia, interpellato per l’ennesima volta sul libro di Renzi e le sue proposte sul Fiscal compact, 11.7). Quando si dice l’attenuante della provocazione.

Colpa di Grillo. “Grillo non è nemmeno antisemita, è un paranoide venato di antisemitismo” (Guido Vitiello, commentando una battuta antisemita del deputato fittiano Massimo Corsaro sul deputato Pd Emanuele Fiano, Il Foglio, 15.7). Infermieraaaaaaa!

Miao.“Se la Raggi avesse fatto le Olimpiadi non staremmo parlando solo di ratti” (Giovanni Malagò, presidente del Coni, Il Foglio, 13.7). Ma anche di ladri.

Bau. “Ricevo tante avances dai partiti. Non fa per me, sono un cane sciolto” (Malagò, La Stampa, 15.7). Quindi a Sabaudia è abusivo pure il canile.

La trattativa parlante.“… la famosa sedicente trattativa…” (Massimo Bordin, Il Foglio, 15.7). Il vocabolario dei negazionisti della trattativa Stato-mafia prevedeva finora gli aggettivi “presunta”, “pretesa”, “fantomatica”, “cosiddetta”, “ipotetica”, “immaginaria”. Ora scopriamo che è anche “sedicente”. Cioè la trattativa parla di sé e va ripetendo in giro di esistere. O qualcuno ha bevuto troppo.

Il giureconsulto. “Nessuno è disposto a mettere in discussione il potere della magistratura di intercettare persone non indagate… La casa di vetro… somiglia sempre più a una casa degli orrori” (Alessandro Barbano, direttore de Il Mattino, elogiato come “avamposto di garantismo anti-gogna” da Il Foglio, a proposito dell’intercettazione dei due Renzi, 15.7). In effetti intercettare i famigliari di un sequestrato per scoprire chi sono i rapitori è un vero orrore. Ma nessuno fa niente.

Processi preventivi. “Da Formigoni a Bossi: la giustizia è forte con chi diventa debole. Le toghe non prevengono i reati e li indagano troppo tardi” (Libero, 12.7). A parte il fatto che Formigoni e Bossi furono indagati quando erano forti e divennero deboli proprio perchè erano indagati, i magistrati prendano buona nota: i reati devono prevenirli, dunque indagare chi li commette fino a un attimo prima che li commetta. Dopo, è tardi.

Braccia rubate. “I 22 mila euro di Mojito? Ora allevo capre e maiali, produciamo salumi e formaggi. La Lega mi manca, ho incominciato dal basso, ma mi va bene così” (Renzo Bossi, ex consigliere regionale Lega Nord in Lombardia, condannato per i rimborsi “facili”, compresi 22 mila euro in Negroni, Mojito e snack, 11.7, Il Messaggero). Ora, a parte i Negroni ben poco confacenti al razzismo della ditta, figurarsi se cominciava dall’alto.

Agenzia Sticazzi. “Spesso chi fa politica viene accusato di perdere il senso della realtà della vita quotidiana. Non mi vergogno a dire che per me stirare, come fare la spesa al mercato e confondermi tra le persone, oltre che una necessità dettata dall’organizzazione della mia vita familiare… è anche un ottimo esercizio per mantenere i piedi a terra” (Alessandra Moretti, consigliere regionale Pd in Veneto, Facebook, 6.7). Beato il Paese che non ha bisogno di eroi.

Il titolo della settimana. “Gli italiani: stop al rigore. Il 72% vuole più crescita” (Il Messaggero, 16.7). Ma la vera notizia è che il 28% degli italiani vuole meno crescita.

Il titolo della settimana. “’Totò Riina è moribondo, ma va processato lo stesso’” (Il Dubbio, 12.7). La legge dice che non si processano i morti, ma Riina è morto ancor prima di morire, diversamente da Monsieur De Lapalisse che, un quarto d’ora prima di morire, era ancora vivo.

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