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Vini campani, nasce il primo concorso per etichette Docg, Doc e Igt

(affaritaliani.it) – Sono i vini dell’Irpinia quelli che negli ultimi anni hanno rappresentato al meglio la vitivinicoltura della Campania. Un successo dovuto non solo al suolo di natura vulcanica e al clima, ma alle caratteristiche della coltivazione e alla caparbietà dei viticoltori di adattarsi al territorio. Una caparbietà antica, tanto che Sanniti e Greci già imbandivano le tavole dei patrizi con il nettare prodotto sulle alture dell’Irpinia. Per valorizzare il territorio e la qualità della produzione vitivinicola locale, la storia, la cultura e i prodotti tipici, nasce il 1° concorso enologico “Lucio Mastroberardino” dedicato ai vini campani a Docg, Doc e a Igt, oltre che agli spumanti. Il concorso si terrà dal 25 al 27 agosto a Montefusco, cittadina decretata monumento nazionale ed ex capitale del Principato d’Ultra, ed è promosso dall’Associazione Culturale Monsflusulae in base al riconoscimento ricevuto ai sensi della Legge 283/2016 da parte del Mipaaf.

Oltre alla valorizzazione dell’intero comparto della filiera vitivinicola regionale, obiettivo della manifestazione è la valorizzazione delle tradizioni e della storia enologica, con un occhio al mercato di sbocco del prodotto nell’era della globalizzazione. La kermesse vinicola inizierà il 25 agosto nei locali del palazzo Giordano di Montefusco con un convegno sullo stato del settore e proseguirà il giorno successivo con le degustazioni dei vini partecipanti al concorso, a cura delle commissioni d’assaggio composte da enologi associati ad Assoenologi, docenti universitari e da rappresentanti del comune, della pro loco e della stampa specializzata. Alla fine delle degustazioni verrà redatta la cronologia dei prodotti selezionati e solo nella giornata di domenica saranno proclamati i vincitori per ognuna delle sette categorie dei vini Dop che Igt.

Il concorso è dedicato alla memoria di Lucio Mastroberardino, deceduto quattro anni fa all’età di 46 anni quando ricopriva la carica di presidente dell’Unione italiana vini e considerato uno dei grandi imprenditori vitivinicoli del Mezzogiorno d’Italia, tra i migliori produttori di vini bianchi al mondo. Montefusco è un paese nel cuore dell’entroterra campano a cavallo tra Avellino e Benevento, già capitale del Principato Ultra, il distretto che al tempo del Regno di Napoli e del successivo Regno delle due Sicilie comprendeva queste due province, oltre a territori pugliesi e lucani. Vero e proprio gioiello d’arte e architettura, è l’antica Fulsulae di cui parla Tito Livio nelle sue opere.

Luogo di soggiorno dei papi Callisto II e Onorio II, fu arricchita dai Longobardi di un castello e più tardi da fastosi palazzi, monumenti e chiese di notevole valore artistico, con una grande varietà di stili architettonici. Considerata una delle capitali del Greco di Tufo e dell’olio extravergine di oliva che qui diventa Dop con la cultivar Ravece, la cittadina è nota anche per le antiche lavorazioni, come il tombolo, introdotto durante il regno Aragonese.

Eduardo Cagnazzi

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