Cronaca/Inchieste/Mondo

Germania, scandalo nell’ex coro del fratello di papa Ratzinger

Secondo un rapporto dell’avvocato Ulrich Weber centinaia di bimbi del coro del Duomo in passato guidato anche dal fratello di Ratzinger avrebbero subiro vari abusi nel corso degli anni.

(lettera43.it) – Sono almeno 547 i bambini che, nel corso di decenni, hanno subito violenze all’interno del coro del Duomo di Ratisbona. È il risultato emerso dal rapporto finale presentato dall’avvocato Ulrich Weber e divulgato dai media tedeschi. Stando al documento, 500 bambini hanno subito violenze corporali e 67 anche sessuali. Secondo Weber, 49 colpevoli sarebbero stati identificati.

In base a quanto riporta il Frankfurter Allgemeine gran parte delle violenze si sono verificate a tra gli Anni 60 e 70, fino al 1992. Diverse vittime hanno descritto le aule di Etterzhausen e Pielenhofen come «infermo», «pringione» o «campi di concentramento». Il coro era stato diretto dal fratello del papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger che lo guidò negli anni contestati, dal 1964 al 1994. Nella conferenza stampa l’avvocato Weber ha attribuito a Georg Ratzinger la responsabilità di «aver chiuso gli occhi e non aver preso misure a riguardo». I principali responsabili delle violenze e degli abusi sono stati individuati nel direttore della scuola e del suo vice, ma nel rapporto si punta il dito contro una «cultura del silenzio» che ha spinto molti della gerarchia ecclesiastica a tacere sulle aggressioni nei confronti dei minori per difendere il nome dell’istituzione.

PER DECENNI UN SISTEMA DELLA PAURA. Per decenni secondo il rapporto si sarebbe creato un «sistema della paura», con percosse e abusi sessuali. Le vittime – si legge – hanno descritto i loro anni di scuola come una prigione, come l’inferno e come un campo di concentramento. Molti si ricordano di quegli anni come il periodo peggiore della loro vita, caratterizzato da paura e violenza. Dopo le denunce degli anni scorsi, la diocesi ha iniziato a cooperare con l’inchiesta sugli abusi lo scorso anno e dovrà pagare un indennizzo di 20mila euro a ciascuna vittima, in maggioranza, alunni della terza e quarta elementare.

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