Cronaca/Editoriali/Interno

Massimo Gramellini: “Colpa d’Alfredo”

(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Alfredo Mercatante, avvocato di grido in Calabria e insegnante di ruolo in Lombardia, non è solo l’ennesimo furbetto che lavora a tempo pieno nel privato e intanto percepisce uno stipendio pubblico, sottratto a un altro più disponibile di lui. È anche un ex sindaco di sinistra, presidente e sostenitore di associazioni antimafia. È insomma un italiano completo. Furbo e moralista, intransigente sui massimi sistemi e accomodante su quelli minimi quando coincidono con i suoi comodi. Uno di quei cavalieri dell’ideale che si sentono a tal punto dalla parte giusta da non rendersi neanche conto di fare la cosa sbagliata.

Per cinque anni questo campione della legalità ha continuato a esercitare la professione forense in giro per i tribunali, mentre ogni mattina le scolaresche di Codogno e Lodi aspettavano di vederlo in cattedra per la lezione di diritto. L’avvocato era purtroppo impossibilitato a raggiungerli da una serie di disavventure: il padre gravemente malato e una rara, interminabile forma di lombosciatalgia, che un amico medico gli riscontrava di continuo, senza trovare cura più efficace del riposo assoluto a cui l’avvocato si rassegnava controvoglia, limitandosi a esercitarlo nel suo studio legale. A scuola si presentava solo alle feste comandate, per garantirsi la copertura burocratica di una truffa che a lui, ed è questo il punto centrale di tutta la faccenda, non sarà sembrata tale. Se si potesse calare una sonda nella sua coscienza a due strati, si farebbero scoperte interessanti. O forse non si troverebbe niente.

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