Cronaca/Interno/Politica

Renzi piazzista

(Goffredo De Marchis per la Repubblica) – Pareggio. Alla libreria Nuova Europa, nel centro commerciale i Granai, la disfida amore- odio o più esattamente simpatia- antipatia finisce senza vincitori. Matteo Renzi, in maniche di camicia, si confessa, uscendo dal copione classico delle presentazioni del suo libro: «Il mio carattere è un problema enorme. A volte, pensate, mi accorgo che non riesco nemmeno a raccontare le mie emozioni». In prima fila una signora vestita di rosso acceso, abbronzata, lo rimprovera: «Appunto, Matte’. Sto carattere va cambiato». Un’ altra, seduta qualche sedia più in là: «Va bene così. Continua a metterci la faccia».

Il centro commerciale in periferia (i Granai di Via Mario Rigamonti è nella zona sud di Roma, a quindici chilometri da Palazzo Chigi) è un luogo fisico poco frequentato dalla politica. Però in un outlet di Casalecchio di Reno, alla rotonda Gilles Villeneuve angolo via Marilyn Monroe, è nata la Seconda repubblica. Inaugurando un supermercato (suo ovviamente) Silvio Berlusconi il 23 novembre del 1993 disse: «Al comune di Roma voterei Fini» e scese in campo.

Oggi Renzi presenta il libro Avanti davanti a una piccola folla di persone (almeno 300) che occupano ogni angolo della libreria, appoggiate dove capita. Tutti fan, alcuni innamorati. Enni, un po’ di tatuaggi sulle braccia, 35 anni, ha accompagnato il padre Carlo (60): «Siamo dei convertiti. Eravamo di estrema sinistra. Ora stiamo con Renzi».

Un gruppo folto lo ha portato Patrizia Prestipino, instancabile animatrice del Pd nella zona Sud della Capitale: «Il 30 per cento è casa sua. Una fetta d’ Italia ama Matteo, uno zoccolo duro che non lo tradirà mai. Partiamo da qui e vinceremo le elezioni».

Nel negozio Timberland accanto, le affiatate commesse Marica Scaramuzza e Ilaria Caputo, sono interessate ad altro. «Se c’ era George Clooney, correvo», scherza Marica. «Quando vedo Renzi in tv cambio canale. Sembra Mr. Bean, un tontolone», aggiunge Ilaria. E il Pd? «La politica proprio non ci interessa».

Tra gli scaffali della Nuova Europa si suda e si ascolta. In una tribunetta speciale siedono i big del partito: Maria Elena Boschi, Marianna Madia, Ernesto Carbone, Michela De Biase. Ma il pubblico ha occhi solo per Renzi. Come un attore (anche se non è Clooney) il segretario calibra l’ intervento sulla platea.

Difende gli 80 euro «una misura veramente di sinistra » e scatta l’ applauso più fragoroso. Si capisce che qui qualcuno li ha presi. «Non servono ai politici, ma a tanta gente normale sì», rincara Renzi. Nicola Fusella, 64 anni, tiene Avanti in una borsa da nuoto Arena. «A me piace, a tanti no. Altrimenti il referendum non sarebbe finito male. Purtroppo l’ Italia non ama la novità, se gli tocchi la Costituzione poi…». La moglie di Giuseppe Leanza è la vera tifosa: «Io sono in fase di riflessione. Il carisma c’ è, un eccesso di aggressività pure. Ma non vedo alternative».

Antonio Di Bella stuzzica Renzi sulla simpatia. «Basta però. La discussione sul carattere offende la politica. Preferisco essere giudicato sulle riforme, sulle cose fatte ». È tornato in sè, dopo la debolezza iniziale. Il momento firma- copie, finita l’ intervista, è davvero un bagno di folla. Almeno 100 persone chiedono l’ autografo. E un selfie. Naturalmente li scatta tutti “Matteo”. Sicurezza ridotta al minimo. Gli stanno addosso e per 40 minuti Renzi firma dediche.

«W l’ Eur», scrive a Enza. «Qui siamo a Tintoretto», precisa la Prestipino. Lontano dalla ressa spunta Federico Maggiulli, 27 anni, studente: «L’ ho votato alle primarie una volta, oggi lo guardo con sospetto. Dovrebbe ascoltare di più la base e rispettare i valori della sinistra». Visione, orizzonte, un traguardo da qui a 10 anni: questo manca al Pd secondo Federico. «Leggo il programma dei 5stelle e trovo qualcosa di più». Serena Vitale, 25 anni, scuote la testa: «Dai 5 stelle non viene alcuna speranza. Io sto con Renzi, ma non sempre ». Le grandi risposte, come sempre, vanno date a questa generazione.

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