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Napoli: non passa l’autobus, prendete il taxi

(Marco Demarco per il Corriere della Sera) – A Napoli la rivoluzione viaggia in taxi. In periferia i bus non ci sono e la metropolitana parte ogni 15 minuti, ma de Magistris ha da poco firmato un accordo con la lobby dei tassisti che prevede un aumento fino al 25% delle tariffe. In cambio di nulla, per giunta. Le carrozzerie a pezzi? Per carità. I corsi di inglese? Sì, come no.

Ma questo è solo un aspetto della mutazione politica del sindaco. Da tempo de Magistris ha smesso il travestimento da capopopolo per quello da leader «normalizzato». Per firmare il patto sul rilancio dell’ ex area industriale di Bagnoli e farsi fotografare mano nella mano con il ministro De Vincenti e il governatore De Luca, ha tirato fuori addirittura una cravatta modello Trump, lunga e larga. I vaffà a Renzi e la retorica sulla città ribelle sono già il passato. Il de Magistris del presente non polemizza più con il Pd. Preferisce farlo con il M5S.

«Quando il governo commissariava Bagnoli, Fico portava a spasso il cane», dice. Anche con i movimenti le cose non vanno più bene come una volta. Sempre su Bagnoli, da quel versante cominciano a fioccare contestazioni serie, altro che le punture di spillo per le sfilate di Dolce e Gabbana. Il sospetto antagonista è di un cedimento ai sacri principi della democrazia dal basso.

«Sindaco, hai fatto tutto da solo», gli dicono. E l’ affronto è tale che si è fatta sentire anche Maria Teresa, la first lady: «Ingrati, per difendere la città Luigi ha rischiato l’ infarto». Ora però è di scena l’ altra autonomia, quella lobbistica, come racconta Italia Oggi . Da sempre all’ opposizione per la pedonalizzazione del lungomare, alle ultime elezioni i tassisti hanno appoggiato Lettieri, il candidato del centrodestra.

Poi, dopo mesi di contestazione, la svolta. Grazie a Ciro Langella, campione della mediazione e loro leader sin dai tempi di Bassolino, i tassisti hanno finalmente ottenuto – e «con vivo apprezzamento» – quello che volevano. E per il popolo delle periferie? Pazienza.

«Presto Napoli diventerà la capitale mondiale dei trasporti pubblici. La metropolitana passerà ogni 4 minuti». Parola di sindaco.

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