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Benevento, Antonio Zullo (Forza Italia Giovani): cordoglio e solidarietà per Chris Gard e Connies Yates, genitori di Charlie Gard

Il Dipartimento ai Rapporti con il Mondo Cattolico e Religioso di Forza Italia Giovani della Provincia di Benevento esprime il più sentito cordoglio per la scomparsa del piccolo Charlie Gard.

È posta da tempo sotto i riflettori mediatici la conosciuta odissea del bambino inglese di 10 mesi, nato con una mitocondriopatia, grave malattia ereditaria consistente nell’alterazione del funzionamento mitocondriale.

Gran parte di queste patologie, al giorno d’oggi, sono incurabili.

In seguito all’insuccesso di diversi tentativi terapeutici, i medici hanno appurato l’inesistenza di attuali possibilità di miglioramento delle condizioni del bambino. Data l’impossibilità medica di recupero, onde evitare ulteriori sofferenze, i medici del Great Ormond Street, l’ospedale di Londra dove era ricoverato, hanno ritenuto inderogabile la sospensione dei supporti che tenevano in vita Charlie.

Vani e velleitari sono stati i ricorsi dei genitori Chris Gard e Connie Yates, presentati presso la Corte d’Appello, la Corte Supremo e la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU). I caregivers del piccolo, infatti, a più riprese hanno chiesto indarno di poter portare il bambino negli Stati Uniti per un ultimo tentativo terapeutico mediante un trattamento sperimentale non ancora testato.

I tribunali appena citati, tuttavia, hanno accolto le valutazioni mediche, le quali indicavano le intenzioni parentali come inferenti sofferenze supplementari inutili al miglioramento delle condizioni di salute del piccolo Charlie.

Non lasciano indifferenti, dunque, le parole pronunciate dal padre Cris poco prima della resa terapeutica:

«Questa è una delle cose più dure da dire, e stiamo per fare la cosa più difficile in assoluto: stiamo lasciando andare il nostro bellissimo Charlie. In parole semplici, stiamo parlando di un dolce bimbo innocente, nato con una malattia rara, che aveva una reale e genuina opportunità di avere una vita e una famiglia che lo ama così tanto, ed è per questo che noi abbiamo lottato così duramente per lui»[1].

Lungi dall’entrare in questioni strettamente mediche, quanto accaduto è tuttavia monito che sprona a ripensare, sotto una lente di ingrandimento più profonda e sostanziale, le esigenze umane e le delicate complessità che ruotano attorno alle questioni etiche e mediche di fine vita.

A tal proposito, infatti, la bioeticista Luisella Battaglia, professoressa ordinaria di filosofia morale e bioetica all’Università degli studi di Genova e al Suor Orsola Benincasa di Napoli, nonché membro del comitato nazionale di bioetica del Consiglio dei ministri, sul notiziario online TpiNews infatti afferma che sarebbe stato opinabile, da parte delle realtà giuridiche e mediche, adottare un approccio sensibile anche alle sofferenze parentali, mediante la creazione di una sincera alleanza terapeutica.

«Il caso di Charlie esige una delicatezza, in relazione alla sua complessità: non si tratta di tagliare con l’accetta, come sembra abbiamo fatto. […] Ci voleva una delicatezza estrema, anche per accompagnare questi genitori nel percorso di accettazione di quella che si è valutata come la decisione più saggia, tenendo conto della loro grande sofferenza. Bisognava persuaderli, convincerli, non inchiodarli con una sentenza»[2].

Pertanto, il Dipartimento esprime solidarietà per i genitori del piccolo Charlie, richiamando l’attenzione sulle difficoltà soggettive scaturenti da questi scenari, complessità che non riguardano soltanto i pazienti, ma che coinvolgono con una forte intensità umana anche i cari ad essi più vicini.

 

Il Responsabile

del Dipartimento ai Rapporti
con il Mondo Cattolico e Religioso

di Forza Italia Giovani
della Provincia di Benevento

   Antonio Zullo

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