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Vittorio Feltri: “I politici rubino pure, ma ogni tanto lavorino anche per noi”

(liberoquotidiano.it) – Da anni si parla ossessivamente dei vitalizi riscossi da parlamentari e ex parlamentari, come se fosse questo il problema italiano numero uno. I giornali pubblicano tabelle dove risulta che onorevoli e senatori hanno lavorato, si fa per dire, nelle istituzioni per quattro o cinque legislature e percepiscono assegni mensili di 4 o 5 mila euro lordi, il che significa – dedotte le tasse – che ne intascano la metà o poco più. A leggere certi articoli sul tema pare che il disastro economico dell’ Italia dipenda dal denaro versato ai vecchi politici quando, invece, si tratta complessivamente di una cifra ridicola al confronto delle spese folli sostenute dallo Stato per iniziative idiote, inutili o addirittura dannose.

In questo periodo è scoppiato lo scandalo della siccità, la quale non è provocata dalle piogge scarse bensì dalla sciatteria delle aziende municipalizzate che incamerano i miliardi delle bollette e non investono un centesimo nella manutenzione degli impianti. Ergo, il 40% dell’ acqua si disperde nel terreno, e i nostri rubinetti rimangono a secco. E qui la responsabilità è dei politici, dato che le suddette municipalizzate sono guidate da amministratori pubblici nominati dai comuni. Lo vogliamo capire o no che siamo nelle mani di gente incapace o addirittura imbecille?

Tornando ai vitalizi, preme osservare che è da stupidi risparmiare sulle gocce e sprecare sugli acquedotti. Paghiamoli pure i tribuni del popolazzo, purché si dedichino a ciò che interessa i cittadini. Da lorsignori non pretendiamo neppure l’ onestà assoluta (rubino pure, possibilmente con moderazione) ma esigiamo competenza e impegno nell’ affrontare le questioni fondamentali relative alla vita civile. Niente da fare, aspiriamo a ridurre la loro pensione e non ci domandiamo neanche se la meritano o no.

Lasciate che arraffino, purché non sia l’ unica cosa che fanno. Chiediamo, in cambio dei furti (speriamo contenuti) che si adoperino per farci campare in modo decente. Ora – lo abbiamo accertato – scaldano le poltrone e se ne infischiano delle tribolazioni dei connazionali. Lo dimostriamo. In poche settimane hanno elargito miliardi alle banche per salvare il culo a coloro che le hanno massacrate, fornendo capitali a chi poi non li ha restituiti (e le garanzie dove erano, dove sono?). Attenzione.
Nessun banchiere farabutto è stato perseguito.

Alcuni hanno percepito liquidazioni milionarie per avere demolito banche un tempo sanissime. Nessun debitore è stato esposto al pubblico ludibrio né perseguito in via giudiziaria. Mentre se un poverocristo non ha gli spiccioli per onorare la rata del mutuo viene espropriato del bilocale. Tutto questo è successo e succede con la complicità dei politici che oziano sempre e si svegliano soltanto se sono chiamati a leccare le terga ai padroni delle varie popolari e casse di risparmio.

Altro che eliminare i vitalizi. Qui bisogna obbligare chi li riceve o li riceverà a prestare attenzione alle esigenze degli elettori, che hanno il diritto di essere ascoltati e soddisfatti nelle loro richieste. I provvedimenti sono urgenti se servono a soccorrere i mariuoli in doppiopetto, e possono attendere, viceversa, se premono a noi.

La legittima difesa è un incitamento alla masturbazione dei deputati, il testamento biologico dorme da un decennio, le promesse di abbassamento delle tasse sono più vecchie di Napolitano e non si realizzano mai. Anzi, registriamo un innalzamento delle medesime che procede di pari passo con l’ aumento dell’ evasione fiscale. La classe politica non è peggiore di noi, ma è più fessa, inetta, svogliata. Non ce ne frega nulla se gratta. L’ importante è che distrattamente pensi a chi l’ ha issata sugli scranni.

di Vittorio Feltri

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One thought on “Vittorio Feltri: “I politici rubino pure, ma ogni tanto lavorino anche per noi”

  1. Ennesimo articolo, che segue il pensiero di Sgarbi, secondo cui, pazienza se uno è ladro e corrotto, ma se è competente va bene. Il quesito “se lavora per noi pazienza che rubi” è un ossimoro, perchè rubare significa non lavorare per noi. Significa che uno punta al parlamento per avere quei privilegi, per sistemare i propri problemi e non certo i nostri (esattamente l’opposto della missione di un parlamentare). Poi dei vitalizi se ne parla da anni, appunto, se ne parla e basta, ora che si arriva al dunque (e l’esito non è scontato), dovremmo dire: “Scusate abbiamo scherzato, anche a fronte di parlamentari che hanno guai con la giustizia, corrotti e corruttori, anche se non c’è una singola riforma che va nella direzione in cui aiutare i cittadini (ovvero coloro che si vorrebbe rappresentare), anche se questa legislatura ha avuto il maggior numero di transfughi, anche se non riuscite a fare una legge elettorale, perché ne vorreste una per cui il voto conta nulla e ci si ritrova ancora una volta tutti in parlamento, anche se c’è la crisi, anche se quando c’è da intervenire sulle pensioni dei cittadini non ci perdete un secondo di sonno, ma sulle vostre site tutti difensori della Costituzione, anche se tempo se n’è perso su una riforma costituzionale che nessuno voleva e sull’immigrazione si è fatto un patto scellerato, anche se dare il buon esempio non vi farebbe male… lasciamo stare. Continuate pure così perché i problemi sono altri, fa caldo e mettiamoci una pietra sopra, se volete fare qualcosina per noi qui fuori, se vi va, senz’ impegno…”, Certo tutte le leggi che costituirebbero l’emergenza sono frutto della stessa volontà che ora qualcuno vorrebbe cercare come l’acqua nel deserto, tutte sepolte, ma ora perchè non seppellire l’ennesima per non urtare la sensibilità dei nostri parlamentari e giornalisti affini.

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