Cronaca/Inchieste/Interno/Politica

Sms tra Renzi e il padre Tiziano: “Babbo, la maggioranza dei tuoi amici mi fa vomitare”

(Da www.nextquotidiano.it) – Il Fatto pubblica oggi uno scambio di sms tra Matteo Renzi e il padre Tiziano in cui i due parlano dell’inchiesta CONSIP. Gli sms sono contenuti nelle carte depositate dalla Procura di Roma per chiedere il processo per l’imprenditore napoletano Alfredo Romeo e per l’ex responsabile delle gare Consip, Marco Gasparri. Racconta Marco Lillo sul Fatto:

Le notizie sull’indagine Consip che coinvolge Tiziano sono state pubblicate dal Fatto quattro giorni prima e Matteo Renzi scrive alle sei del pomeriggio del 25 dicembre 2016 al babbo: “Allora, non posso parlarti su whatsup (sic) perché da stamani ho il telefonino impazzito. Hanno pubblicato sui Social il mio numero, puoi immaginare il casino”. Poi aggiunge: “Se vuoi parlare dal punto di vista umano, mi parli.

Sul resto, se sei convinto che tutte le persone che incontri siano perbene, sopporti ancora per un po’il fango e la merda. Su Facebook, non ti iscrivi. Nel modo più assoluto. Il contraddittorio lo fai dai Pm, non sui media diventando una macchietta. Io avevo voglia di lasciare. Non lo faccio solo per rispetto alle persone che ci hanno votato, almeno fino alle elezioni politiche. Dunque se continuo, tu non puoi fare il cazzo che ti pare”.

Lo scambio tradisce un’interessante inversione di ruoli tra un padre “scapestrato” e un figlio che gli ordina prudenza: “Finché io sono un personaggio pubblico, tu – per cortesia evita ogni stronzata come quella di aprire un account Facebook. Querela chi vuoi querelare ma non fare cazzate. Grazie”. Tiziano risponde: “Ok”. Poi alle 18 e 37 aggiunge: “Riesco a vederti due minuti domani?”.

Matteo replica: “Ok. Ma non fare cazzate, non scrivere su Facebook, non vivere questa fase come un rodeo. Se davvero non hai fatto nulla, e non ne dubito, la verità viene fuori. Prima o poi ma viene fuori. A domani, ci sentiamo per telefono per fissare”. Poi arriva la stoccata: “La stragrande maggioranza di quelli che ti circondano mi fanno vomitare”. Più chiaro di così, è difficile.

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